Ivan Perisic dell'Inter dopo il gol del pareggio (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 21 Novembre 2016

Serie A, quattro cose di cui parlare

Il derby di Milano è terminato in parità, la Roma ha perso, la Juventus è ancora più in vantaggio e l'Atalanta sta facendo un campionato incredibile

Ivan Perisic dell'Inter dopo il gol del pareggio (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

La 13ma giornata di Serie A è stata la giornata del derby di Milano, quello di andata, giocato in casa del Milan. Tutto sommato è stato un derby più avvincente rispetto a quelli visti negli ultimi due anni ed è terminato in parità, 2 a 2. Il Milan è andato in vantaggio, è stato ripreso dall’Inter e poi è andato nuovamente in vantaggio. L’Inter ha poi definitivamente pareggiato nei minuti di recupero, riuscendo così a portare a casa un risultato niente male, considerando che era la prima partita del nuovo allenatore Stefano Pioli. Anche per il Milan, nonostante il gol subito nei minuti di recupero, è un risultato che stando a quanto visto durante la partita, può andare bene. Il 2 a 2 fra Inter e Milan è però un risultato che va bene anche alla Juventus, che sabato ha vinto in casa contro il Pescara e grazie anche alla sconfitta della Roma ora è in testa alla Serie A con sette punti di vantaggio dalle due squadre seconde a pari merito, Roma e Milan. Rispetto all’ultima giornata, le prime otto posizioni sono rimaste invariate, mentre è cambiata soprattutto la zona a metà della classifica, per via delle vittorie di Bologna, Chievo e Sampdoria e le sconfitte di Genoa e Cagliari.

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Un derby che non danneggia nessuno

Il derby di Milano, probabilmente l’ultimo da presidente e proprietario per Silvio Berlusconi, viste le notizie sulla chiusura del passaggio di proprietà del club a un gruppo di imprenditori cinesi, è terminato in una parità che più o meno rispecchia le prestazioni delle due squadre nei novanta minuti. Nel primo tempo ha giocato generalmente meglio l’Inter, che si è portata spesso davanti alla porta di Donnarumma mancando però di precisione con Icardi e Perisic. Nella prima parte di incontro il Milan ha risposto alla pressione dell’Inter con dei rapidi contropiedi. Uno di questi, finalizzato da Suso al 42esimo, ha portato il Milan in vantaggio. Dopo il gol, il Milan ha aumentato la propria pressione in campo, lasciando per parecchi minuti l’Inter al di fuori dalla propria area di rigore. L’Inter ha così iniziato a provare dei tiri dalla distanza e uno di questi, calciato in modo perfetto da Antonio Candreva al 53esimo minuto, ha riportato il risultato in parità. Parità che però è durata solamente cinque minuti, poiché ancora Suso, dopo aver saltato in area Joao Miranda, ha segnato il 2 a 1 con un tiro a giro rasoterra e preciso. L’Inter si è poi riversata nella metà campo del Milan per quasi tutti i venti minuti finali, concedendo solo qualche breve ripartenza. Il gol del pareggio è arrivato su calcio d’angolo, da una deviazione di testa di Jeison Murillo deviato in porta al volo da Ivan Perisic.

Per entrambe le squadre è un buon risultato: per l’Inter perché era la prima partita da allenatore di Stefano Pioli e una sconfitta nel derby avrebbe complicato un po’ il suo arrivo, per il Milan perché non interrompe la sua serie positiva, che dura da tre partite, e perché è riuscito comunque a raggiungere in seconda posizione la Roma.

Il sesto scudetto di fila sarà anche il più facile?

Il campionato è arrivato alla sua 13ma giornata e ormai non si può più dire che la stagione sia appena iniziata. Le squadre stanno iniziando ad assumere via via la loro miglior forma e da qui in avanti una sconfitta porta con sé qualche problema in più da risolvere. A guardare la classifica, la prima cosa che salta agli occhi è la posizione della Juventus: prima con 33 punti, 11 vittorie, 2 sconfitte e zero pareggi. Ha il terzo miglior attacco del campionato ma soprattutto, con 9 gol subiti, la miglior difesa della Serie A per distacco: la Fiorentina, ottava con 20 punti, ne ha due in più mentre le squadre in seconda e in terza posizione non vanno più giù dei 14 gol subiti.

A questa situazione ci siamo arrivati nonostante la Juventus sia stata spesso criticata per il suo gioco non convincente, per i suoi piccoli problemi a centrocampo e per la forma dei suoi attaccanti. Finora i suoi migliori realizzatori sono Higuain, Pjanic, Dybala, Khedira e Mandzukic. Ma Higuain, che finora ha segnato sette gol in tredici partite, non è ancora nella sua miglior condizione e ha iniziato diverse partite dalla panchina. Dybala è infortunato, Pjanic si sta adattando al centrocampo juventino e Mandzukic ha sofferto un po’ la convivenza in attacco con Higuain. Tutti questi giocatori solitamente hanno una media-gol più alta, e non è così difficile credere che prima o poi, almeno alcuni di loro, la raggiungeranno.

Più che nelle passate stagioni, in questo momento non sembra esserci nemmeno una squadra solida e dall’andatura costante che possa impensierire la Juventus, né la Roma, che continua a perdere parecchi punti per strada, né il Napoli, che ha passato un momento molto delicato e che solo ora sembra si stia riprendendo. Il Milan è una delle sorprese di questo campionato, ma in molti si chiedono se possa mantenere un andamento così proficuo anche per il resto della stagione. L’Inter, a meno di risultati eclatanti, in questo momento è troppo lontana dal vertice della classifica per poter essere considerata. Sabato sera invece, tra le altre cose, la Juventus si è potuta concedere di far entrare in campo un centravanti di sedici anni.

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Il campionato incredibile dell’Atalanta

Quest’estate l’Atalanta ha scelto di assumere come allenatore Gian Piero Gasperini, in uscita dal Genoa, la squadra con cui si è fatto un nome nel campionato italiano, con lo scopo di dare un’identità ben precisa alla squadra dopo un’estate di cambiamenti importanti. La squadra però nelle prime cinque partite di campionato aveva ottenuto dei risultati pessimi, superiori solamente a quelli del Crotone: sconfitte in casa contro Lazio e Palermo, in trasferta contro Sampdoria e Cagliari, e una sola vittoria contro il Torino. Dalla sconfitta in casa contro il Palermo del 21 settembre però — in cui la squadra era stata fischiata da buona parte dello stadio Atleti Azzurri d’Italia — l’Atalanta non ha più perso una partita, e ne ha giocate otto. Da lì in poi un solo pareggio, fuori casa contro la Fiorentina, e vittorie contro Crotone, Napoli, Inter, Pescara, Genoa, Sassuolo e Roma. Una squadra per ogni fascia, dalle più forti a quelle in zona retrocessione. Ieri, nella partita contro la Roma, l’Atalanta è riuscita a recuperare un gol di svantaggio e poi a segnarne uno su calcio di rigore nei minuti di recupero, portandosi al terzo posto in classifica insieme alla Lazio e una posizione sopra il Napoli.

Rispetto all’anno scorso, si può dire che l’Atalanta sia una squadra completamente diversa. Non ha più il suo storico capitano, Gianpaolo Bellini, e nemmeno Gabriel Paletta, Marten de Roon, Luca Cigarini e Marco Borriello, giocatori che nella scorsa stagione hanno tenuto in piedi la squadra. La società, per rimpiazzarli, ha comprato solo un paio di giocatori, che peraltro ora non sono tutti titolari, e per sistemare il resto ha deciso di puntare sui giocatori cresciuti nel suo efficientissimo vivaio. Tre quarti del centrocampo che ieri ha sconfitto la Roma erano composti da giocatori cresciuti nell’Atalanta, cioè Franck Kessié, Roberto Gagliardini e Mattia Caldara. E in panchina ce n’erano altri due. Dopo aver cambiato sia moduli che giocatori nelle prime partite di campionato, Gasperini ha impostato la squadra partendo dal 3-4-3 caratterizzato dal gioco sulle fasce e dalla costante intensità, il suo modulo di gioco preferito. Ora, ogni giocatore, dalla difesa all’attacco, sembra indispensabile per la squadra.

Le altre partite

Nel primo anticipo del sabato, il Chievo ha sconfitto il Cagliari 1 a 0 ed è tornato alla vittoria dopo quattro giornate. Nel secondo il Napoli ha battuto l’Udinese fuori casa per 2 a 1, un risultato che, dopo il pareggio contro la Lazio e la sconfitta contro la Juventus, ha dato una grossa mano alla squadra di Sarri, anche in vista della partita di Champions League contro la Dynamo Kiev. Nel posticipo delle 20.45, la Juventus ha battuto senza problemi 3 a 0 il Pescara.

La prima partita di domenica, Sampdoria-Sassuolo, si è conclusa 3 a 2, con il gol decisivo segnato da Luis Muriel nei minuti di recupero. Nelle altre partite delle 15 ci sono state la netta vittoria della Fiorentina in casa dell’Empoli e le vittorie di Lazio, Bologna e Torino.

La classifica della 13ma giornata

Le primo otto posizioni rimangono invariate, così come le ultime cinque, dopo le sconfitte di Crotone, Palermo, Pescara, Empoli e Sassuolo. Il Chievo si riporta a ridosso dell’Inter mentre il Bologna si allontana dalla zona retrocessione.

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