Donald Trump con Jeff Sessions (Mark Wallheiser/Getty Images)

Le nuove nomine di Donald Trump

Ha scelto il procuratore generale, il direttore della CIA e un nuovo consigliere: tutti personaggi piuttosto controversi

Donald Trump con Jeff Sessions (Mark Wallheiser/Getty Images)

Donald Trump, il presidente eletto degli Stati Uniti, ha annunciato le sue scelte per tre importanti incarichi della sua amministrazione: il senatore Repubblicano Jeff Sessions sarà procuratore generale, più o meno l’equivalente del ministro della Giustizia; l’ex generale Michael Flynn sarà consigliere per la sicurezza nazionale; il deputato Repubblicano Mike Pompeo sarà il nuovo capo della CIA, l’agenzia federale di intelligence che si occupa dell’estero. Per Trump è il secondo annuncio di questo tipo: qualche giorno fa aveva nominato il capo del partito Repubblicano Reince Priebus come capo del suo staff (il nostro “capo di gabinetto”) e Stephen Bannon – presidente esecutivo di Breitbart News, un sito di notizie di estrema destra – come consigliere e stratega. L’amministrazione di Trump entrerà ufficialmente in carica il 20 gennaio 2017.

Quelle di Flynn, Pompeo e Sessions sono scelte molto controverse: dopo l’annuncio Ryan Lizza, che si occupa di politica americana per il New Yorker, ha commentato che «Reince Priebus rimane l’unica persona nominata da Trump che non sia stata fondatamente accusata di intolleranza». Nessuno dei tre è infatti considerato politicamente equilibrato, diciamo: nel 1986 Sessions fu nominato giudice di una corte federale dall’allora presidente Ronald Reagan, ma non fu confermato dal Senato quando si scoprì che aveva fatto dei commenti razzisti su alcuni colleghi; Flynn nel 2015 ha tenuto un discorso a pagamento a una festa per l’anniversario di RT, la tv controllata dal governo russo, nella quale era seduto vicino al presidente russo Vladimir Putin. Pompeo invece è noto per essere un Repubblicano molto di destra, contrario alla chiusura della prigione di Guantanamo e favorevole ad abolire l’accordo sul nucleare con l’Iran.

Nelle prossime settimane Trump deciderà e annuncerà diverse nomine di primo piano all’interno della sua amministrazione: su tutti un segretario di Stato – cioè fondamentalmente il ministro degli Esteri – una carica per la quale da settimane girano i nomi più disparati. Nelle ultime ore si sta parlando un po’ di Mitt Romney, l’ex candidato Repubblicano alla presidenza che ha criticato duramente Trump in campagna elettorale, mentre fino a qualche giorno fa il candidato principale era considerato l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani (che il New York Times ha consigliato a Trump di scartare in un duro editoriale pubblicato il 16 novembre).