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  • giovedì 17 Novembre 2016

L’indagine sul bagarinaggio online

La Procura di Milano l'ha iniziata dopo il servizio delle Iene, racconta il Corriere della Sera aggiungendo dettagli

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Sul Corriere della Sera di oggi Luigi Ferrarella e Renato Franco spiegano a che punto sono le indagini su alcune società che vendono biglietti per eventi e concerti dopo un servizio delle Iene andato in onda la settimana scorsa. Le società coinvolte – Live Nation Italia e Vivo Concerti, su tutte – sono accusate di vendere sistematicamente parte dei propri biglietti fuori dai circuiti ufficiali, a prezzi molto più alti. Ferrarella e Franco spiegano che al momento sono indagate tre persone per truffa e associazione a delinquere, e che i filoni d’indagine sono due: uno è quello sul  «commercio diretto tra organizzatori di concerti e siti di secondary ticketing», l’altro riguarda l’aggiramento del limite per acquistare online solamente 4 biglietti per volta.

Un’«associazione a delinquere», in seno agli organizzatori di concerti, finalizzata a una «truffa» ai danni di TicketOne: sono le due ipotesi di reato che, ovviamente a livello ancora embrionale e da verificare in futuro proprio con il risultato delle perquisizioni nelle sedi di Live Nation Italia e di Vivo Concerti, compaiono sui decreti con i quali il pm milanese Adriano Scudieri ha autorizzato ieri la GdF a cercare carte utili all’inchiesta sul bagarinaggio online nata dalla denuncia delle Iene sul possibile rapporto diretto tra gli organizzatori dei concerti e i siti di rivendita secondaria online dei biglietti. Anche i tre attuali indagati arrivano direttamente dai servizi tv: Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation Italia, fu intervistato nella puntata della settimana scorsa, e nell’orbita della società è anche Antonella Lodi, forse la persona che parlava con il volto nascosto; il terzo è Corrado Rizzotto, amministratore di Indipendente Concert, ma ex numero uno di Vivo concerti, società evocata dalla seconda puntata martedì.

L’attività istruttoria di ieri non va dunque per ora enfatizzata, in quanto palesemente finalizzata solo a porre sotto sequestro gli originali delle fatture sventolate in tv. Fra l’altro non mancano problemi di configurabilità giuridica, posto ad esempio che la truffa (ipotizzata dal pm ai danni non degli acquirenti finali a prezzo maggiorato, ma di TicketOne che ha un contratto di esclusiva con Live Nation) è reato procedibile a querela del truffato, ma qui sinora TicketOne non l’ha ancora sporta.

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