Un bassorilievo gravemente danneggiato rimasto a Nimrud dopo che il sito archeologico è stato riconquistato dall'esercito iracheno, 15 novembre 2016 (SAFIN HAMED/AFP/Getty Images)
  • Cultura
  • mercoledì 16 novembre 2016

Le foto di Nimrud dopo l’ISIS

Uno dei più importanti siti archeologici in Iraq è stato riconquistato: come si temeva, è stato in larga parte distrutto

Un bassorilievo gravemente danneggiato rimasto a Nimrud dopo che il sito archeologico è stato riconquistato dall'esercito iracheno, 15 novembre 2016 (SAFIN HAMED/AFP/Getty Images)

Durante la più ampia battaglia per Mosul, una città irachena controllata dallo Stato Islamico dal 2014, l’esercito iracheno ha riconquistato l’antico sito archeologico di Nimrud, attaccato e parzialmente distrutto dallo Stato Islamico nei primi mesi del 2015. Il nome di Nimrud è diventato familiare al di fuori della cerchia degli esperti di archeologia quando nel 2015 lo Stato Islamico diffuse dei video che mostravano i suoi miliziani distruggere edifici e monumenti locali, per una forma di propaganda contro la cultura locale pre-islamica. I video filmati a Nimrud circolarono molto online e furono seguiti da quelli girati nel sito archeologico di Palmira – città siriana controllata dallo Stato Islamico per alcuni mesi fra 2015 e 2016 – che ha subìto a sua volta danni gravissimi.

Ora che Nimrud è stata riconquistata, un gruppo di militari iracheni e alcuni giornalisti hanno potuto visitarne le rovine: stando alle prime testimonianze, molti dei reperti archeologici – fra cui alcune statue e un noto edificio religioso locale – sono stati distrutti. L’UNESCO, l’agenzia dell’ONU che si occupa di proteggere e promuovere il patrimonio culturale mondiale, aveva già definito la distruzione di Nimrud da parte dello Stato Islamico come un “crimine di guerra”.

Nimrud è tra i siti archeologici più importanti in Iraq. Si trova a circa 40 chilometri a sud di Mosul e fu fondata nel Dodicesimo secolo a.C. dal re degli assiri Salmanassar I. Divenne capitale dell’impero assiro verso l’880 a.C. e fu poi abbandonata attorno al 610 a.C. Molti dei suoi più famosi reperti sono stati rimossi anni fa dagli archeologi, tra cui diverse statue che si trovano oggi nella sezione assira del British Museum di Londra e centinaia di pietre preziose e monete d’oro che sono state spostate a Baghdad, la capitale dell’Iraq. A Nimrud erano rimaste comunque le rovine dell’antica capitale assira – che comprendono tombe, statue e porzioni di palazzi – che furono scoperte nel Diciannovesimo secolo. Il sito archeologico era già stato abbandonato e vandalizzato in seguito all’invasione americana dal 2003: alcune statue vennero rubate e altre parzialmente danneggiate, ma la maggior parte dei monumenti era rimasta in piedi.

Le prime testimonianze raccolte dai giornalisti che sono riusciti ad entrare a Nimrud assieme ai militari iracheni sono invece assai più preoccupanti. Ali al Bayati, comandante di una milizia filo-governativa e cresciuto nella zona di Nimrud, ha detto a BBC che il 95 per cento del sito archeologico è stato distrutto, mentre parlando con Reuters ha aumentato la stima al 100 per cento. BBC, che ha spiegato di essere stato il primo media internazionale a visitare Nimrud dopo la cattura, scrive che buona parte dell’area è «coperta dalle macerie». Un fotogiornalista di Agence France-Presse ha raccontato che le statue del sito sono in pezzi e che sono stati distrutti anche i resti del palazzo governativo della città, costruito nel IX secolo a.C (qui c’è una ricostruzione di come doveva apparire all’epoca).

I danni più evidenti, però, li hanno subiti alcuni degli edifici che prima dell’invasione dello Stato Islamico erano rimasti sostanzialmente integri. Il monumento più famoso di Nimrud era lo ziggurat locale, cioè un edificio sacro a forma piramidale – ma con molti meno livelli delle piramidi egiziane – tipico della religione politeista della Mesopotamia. Lo ziggurat di Nimrud fu costruito attorno al 900 a.C. ed era uno dei pochi rimasti in piedi in tutta la Mesopotamia, dato che spesso venivano costruiti con mattoni di fango. Dopo un periodo di abbandono era stato riscoperto nell’Ottocento dall’archeologo britannico Austen Henry Layard, quasi intatto: fino a pochi mesi fa era alto 42 metri. Il National Geographic scrive che era considerato il monumento sacro più spettacolare fra quelli costruiti nell’antica Mesopotamia e rimasti in piedi. Già qualche giorno fa, però, alcune immagini satellitari avevano mostrato che lo ziggurat era stato praticamente raso al suolo, molto probabilmente dai miliziani dello Stato Islamico, fra agosto e ottobre di quest’anno. Le immagini scattate da Agence France-Presse durante la visita dei militari iracheni confermano quanto mostrato da quelle satellitari.

IRAQ-CONFLICT-ARCHAEOLOGY-MOSUL

A Nimrud erano rimaste anche alcune statue di lamassu, divinità protettrici raffigurate con il volto umano, il corpo di toro e un paio di grosse ali. Uno dei lamassu meglio conservati fra quelli ritrovati a Nimrud si trova oggi al British Museum di Londra. Sul sito di Nimrud ne erano rimasti due ai lati di una porta ristrutturata: stando alla ricostruzione di AFP, ora non sono più al loro posto, e non è chiaro se siano stati spostati o distrutti.

IRAQ-CONFLICT-ARCHAEOLOGY-MOSUL

Per valutare l’entità dei danni causati dallo Stato Islamico a Nimrud ci vorrà molto tempo, probabilmente qualche anno. Intanto la battaglia per la riconquista di Mosul va avanti: ieri Al Jazeera ha scritto che l’esercito iracheno ha conquistato diverse aree della zona orientale della città.

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