(PAUL J. RICHARDS/AFP/Getty Images)

Il secondo dibattito Clinton-Trump in nove momenti notevoli

Trump ha minacciato di mandare Clinton in galera, c'è una bizzarra citazione cinematografica, e poi i goffi complimenti che i due si sono scambiati alla fine

(PAUL J. RICHARDS/AFP/Getty Images)

La sera di domenica 9 ottobre – mentre in Italia era notte – si è svolto all’Università di St. Louis, nello stato del Missouri, il secondo dibattito televisivo fra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti: Hillary Clinton del Partito Democratico e Donald Trump del Partito Repubblicano. Il dibattito era molto atteso perché arrivava alla fine di una settimana molto movimentata per la politica americana, perlopiù a causa di un video del 2005 diffuso dal Washington Post in cui Trump dice cose sessiste e ammette di avere molestato sessualmente delle donne. Il dibattito è durato circa un’ora e mezza e ha avuto diversi momenti notevoli: abbiamo provato a raccoglierli, per capire di cosa si parlerà durante la campagna elettorale da domani in poi.

Se invece volete un resoconto più completo, cliccate qui; oppure guardate il video integrale.

1. Prima che iniziasse il dibattito, in molti sono rimasti stupiti che Clinton e Trump non si siano stretti la mano, come in occasione del primo dibattito (e come è solito fare qualsiasi candidato in occasioni come queste). Qualcuno ha fatto notare che è stata Clinton a far capire a Trump, attraverso il linguaggio del corpo, che non gli avrebbe stretto la mano.

Clinton e Trump si sono comunque stretti la mano alla fine del dibattito.

2. La questione del video in cui Trump dice cose sessiste e si vanta di aver molestato una donna è stata affrontata praticamente subito. Sulle prime Trump si è difeso spiegando con fare rassicurante: «sono solo parole, gente».

Poi ha cercato di cambiare argomento parlando di quanto sono deboli gli Stati Uniti in politica estera. Incalzato dal moderatore, Trump ha negato di essersi vantato di aver molestato sessualmente delle donne: anzi, ha detto che nessuno ha più rispetto per le donne di lui, e che quelle del video erano solo “chiacchiere da spogliatoio”.

3. Il primo intervento di Clinton sulla questione del video era molto atteso: in questi giorni la sua campagna elettorale ne aveva parlato pochissimo, lasciando intendere che avrebbe riservato gli attacchi migliori per il dibattito. Clinton però non è stata particolarmente dura: è tornata su una delle più diffuse critiche su Trump – il fatto che non sia all’altezza di fare il presidente – e poi ha spiegato che grazie al video abbiamo conosciuto il vero Trump. Infine si è spostata su un piano più generale aggiungendo che Trump non è solito offendere solo le donne, ma anche gli afroamericani, gli ispanici, i prigionieri di guerra, e così via.

4. Soprattutto nei primi minuti dei dibattito, Trump ha fatto spesso quegli strani rumori col naso per i quali era stato molto preso in giro, dopo il primo dibattito. Man mano che Trump si animava i rumori sono diventati meno evidenti (o comunque la gente ha smesso di notarli). A questo punto forse due settimane fa non aveva il raffreddore, ma respirava male a causa della tensione.

5. Trump si è scaldato molto sulla vicenda del server privato per le email usato da Clinton durante il suo mandato da Segretario di Stato. Ha spiegato che se fosse presidente nominerebbe un procuratore “speciale” con l’unico incarico di indagare sulla vicenda (l’FBI invece ha già ritenuto che non ci sono le basi per incriminare Clinton).

Le cose sono peggiorate durante la replica di Clinton a Trump. A un certo punto Clinton ha detto che per fortuna gli Stati Uniti non hanno un presidente col carattere di Trump: con un’espressione piuttosto compiaciuta Trump ha risposto, parlandole sopra: «perché altrimenti tu saresti in prigione».

È stato uno dei momenti più discussi e criticati su Twitter: in pratica, è come se Trump avesse minacciato Clinton di perseguirla legalmente – e contro il parere di un’agenzia federale – nel caso fosse eletto presidente.

5. Durante il dibattito Trump è sembrato piuttosto innervosito dagli interventi dei moderatori Anderson Cooper e Martha Raddatz. Nei primi minuti Trump ha accusato Cooper di non aver compreso bene le sue parole del video del 2005, poi gli ha chiesto direttamente perché non ha tirato fuori la questione delle email con Clinton. Già durante la campagna elettorale per le primarie Repubblicane Trump aveva attaccato spesso CNN per come si è occupata di lui – minacciando persino di non presentarsi a un loro dibattito – e in un’intervista del 15 settembre al Washington Post aveva detto che secondo lui Cooper si sarebbe comportato in modo «molto fazioso». Un’altra volta stanotte Trump ha detto che stava giocando «tre contro uno».

A un certo punto, dopo essere stato interrotto bruscamente da Cooper, Clinton gli ha offerto la possibilità di rispondere per primo alla domanda successiva. Trump ha risposto, piuttosto risentito: «io sono un gentleman: inizia tu, Hillary».

6. In una delle domande dal pubblico prese in considerazione durante il dibattito, si è parlato di musulmani e “islamofobia”. In uno degli scambi successivi, la moderatrice Martha Raddatz ha chiesto a Trump se propone ancora un divieto totale di ingresso per i musulmani negli Stati Uniti, visto che il suo vice ha detto il contrario questa settimana. Trump, apparentemente senza un legame logico, ha risposto che Humayun Khan sarebbe ancora vivo se lui fosse presidente (è il soldato americano e musulmano il cui padre è stato insultato da Trump dopo che aveva parlato alla convention democratica).

Pochi minuti dopo l’affermazione di Trump è girato moltissimo un tweet di Jesse Lehrich, portavoce di Clinton per la politica estera, in cui lo insultava pesantemente. Un paio d’ore dopo Lehrich si è scusato per avere usato un linguaggio così “inappropriato”:

Raddatz ha comunque incalzato Trump sul divieto di accesso per tutti i musulmani: Trump alla fine ha detto che si limiterà a inasprire al massimo le procedure di controllo già esistenti.

7. A circa metà del dibattito, Clinton ha avuto una specie di momento-Trump. Rispondendo a una domanda sui suoi discorsi ad alcuni circoli privati di Wall Street fatti trapelare da Wikileaks, Clinton prima ha citato il film Lincoln di Steven Spielberg, poi ha dato la colpa della fuga di notizie alla Russia di Putin, e poi ha chiuso spiegando che Trump dovrebbe pubblicare la sua completa dichiarazione dei redditi.

8. Trump ha avuto un raro momento di imbarazzo parlando della guerra in Siria. Clinton ha detto cosa pensava, che la situazione è disastrosa a causa del “regime” di Assad, e complicata dal fatto che la Russia non è intervenuta per combattere lo Stato Islamico ma per difendere Assad. Trump ha iniziato spiegando che in realtà sia Assad sia la Russia stanno “uccidendo” lo Stato Islamico – cosa apertamente falsa secondo moltissimi esperti – e soprattutto ha smentito il suo candidato vice Mike Pence, che aveva detto che le «provocazioni» della Russia vanno prese sul serio e che gli Stati Uniti dovrebbero considerare di bombardare le basi del governo siriano. «Non ci siamo parlati, e non sono d’accordo con lui», ha detto Trump fra lo stupore di molti osservatori.

Poco dopo, su Twitter è iniziata a circolare la voce che Pence avesse chiesto di ritirare la propria candidatura. L’origine della voce era indicata da molti come questo tweet di un dirigente del partito Democratico, pubblicato ore prima del dibattito.

Nessuno dei giornalisti più informati ha ripreso la notizia, che si è sgonfiata poco dopo. Appena finito il dibattito, Pence ha twittato le sue congratulazioni a Trump per la “vittoria”: e il suo staff ha detto ai giornalisti che Pence non ha nessuna intenzione di farsi da parte.

9. L’ultima domanda del dibattito è stata posta da un uomo del pubblico, che in sostanza ha chiesto a Clinton e Trump di farsi un complimento a vicenda. Clinton ha risposto un po’ imbarazzata che a giudicare dai suoi figli, Trump è stato un buon padre. Trump è stato molto più esplicito: ha lodato Clinton sembrando davvero ammirato:

Non molla mai. La rispetto per questo. Sono onesto: è una lottatrice. Non sono d’accordo su molte delle cose per cui sta combattendo. Non mi piace come la pensa su molti temi. Ma è una che lotta duramente, e non molla mai. Lo considero un ottimo tratto distintivo.