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  • domenica 9 ottobre 2016

Finalmente Trump è in un guaio vero

Dopo la pubblicazione del video dei suoi commenti sessisti, McCain, Rice e molti altri Repubblicani hanno detto che non lo voteranno: lui dice che non si ritira

Donald Trump, il 7 ottobre 2016 (AP Photo/ Evan Vucci, File)

Dopo la pubblicazione del video del 2005 in cui il candidato Repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump fa commenti molto volgari e sessisti sulle donne, molti importanti politici Repubblicani che lo sostenevano – o che non avevano ancora detto che non avrebbero votato per lui – hanno ritirato il loro sostegno. Uno degli ultimi a farlo è stato il senatore John McCain, candidato alla presidenza alle elezioni del 2008 e politico Repubblicano molto stimato: McCain ha detto che non voterà Trump alle elezioni. Lo stesso Mike Pence, governatore Repubblicano dell’Indiana e candidato a vicepresidente con Trump, ha detto di essere stato «offeso» dai commenti del video e ha cancellato la sua partecipazione a un evento di sabato in Wisconsin in cui avrebbe dovuto rappresentare Trump. L’evento era organizzato dallo speaker della Camera Paul Ryan, il Repubblicano di più alto grado al Congresso, che in precedenza aveva chiesto a Trump di non intervenire al comizio. Delle molte batoste, scandali, incidenti e provocazioni irrispettose annunciate in questi mesi a carico di Trump, questa sembra insomma essere quella meno indolore per la sua campagna e per l’indulgenza dei suoi elettori.

Il video è stato pubblicato venerdì 7 ottobre dal Washington Post e mostra delle riprese mai andate in onda fatte sul set della soap opera Days of Our Lives: i commenti offensivi fatti da Trump nel video sono rivolti in particolare all’attrice Arianne Zucker e in generale a tutte le donne, che secondo Trump si lascerebbero «fare tutto quello che vuoi» da un personaggio famoso come lui. Nel video Trump parla anche di afferrare le donne «dalla figa». Non è la prima volta che Trump pronuncia frasi sessiste, ma in questo caso le sue parole sono state interpretate come una legittimazione della cosiddetta «cultura dello stupro» e delle molestie sessuali.

Decine di Repubblicani hanno invitato Trump a ritirarsi dalle elezioni, e il presidente del Partito Repubblicano Reince Priebus ha detto: «Nessuna donna dovrebbe mai essere descritta in quei termini o essere l’oggetto di frasi del genere. Mai». La CNN ha detto che il Republican National Committee (RNC) – l’organo che governa e supervisiona le cose nel Partito Repubblicano – ha smesso temporaneamente di inviare materiale propagandistico in favore di Trump agli elettori. Secondo fonti Repubblicane della CNN, l’RNC starebbe considerando di interrompere i finanziamenti alla campagna di Trump per concentrarsi esclusivamente sulle altre elezioni che riguardano il partito nei vari stati (l’8 novembre si voterà anche per rinnovare la Camera e parte del Senato, e dodici governatori statali).

La stessa Melania Trump ha condannato le frasi dette da Trump nel video del 2005. Il comitato elettorale di Trump ha diffuso una sua dichiarazione: «Le parole usate da mio marito sono inaccettabili e offensive per me. Non rappresentano l’uomo che conosco: lui ha il cuore e la mente di un leader. Spero che le persone accettino le sue scuse, come ho fatto io, e si concentrino sulle questioni importanti che riguardano il nostro paese e il mondo intero». Dopo la pubblicazione del video, le numerosissime critiche ricevute sui social network e le reazioni degli altri politici repubblicani, Trump si è scusato: all’inizio ha detto che quei commenti erano «chiacchiere da spogliatoio», poi ha detto che le parole del video non riflettono chi lui è veramente. Inoltre subito dopo le scuse ha attaccato Hillary Clinton, candidata Democratica alle presidenziali, e suo marito Bill.

Trump ha anche detto più volte che non si ritirerà. Al Washington Post ha detto che non si ritirerà mai e di avere un enorme sostegno; al Wall Street Journal ha detto: «Non esiste possibilità che io mi ritiri». Ha poi ribadito il concetto su Twitter, dicendo che sono i media e l’establishment a volerlo fuori dalla corsa per la presidenza.

Tra i più importanti politici Repubblicani che hanno preso posizione contro Trump ci sono anche l’ex segretaria di Stato Condoleezza Rice e l’ex governatore della California Arnold Schwarzenegger. Su Twitter Schwarzenegger ha detto che per la prima volta da quando divenne cittadino americano nel 1983 non voterà un candidato Repubblicano alle elezioni presidenziali. Rice ha scritto su Facebook: «Basta! Donald Trump non dovrebbe essere presidente. Dovrebbe ritirarsi». Ovviamente oltre alle critiche arrivate dai Repubblicani ci sono quelle dei Democratici, tra cui il vicepresidente Joe Biden – che ha detto che le parole di Trump non sono oscene, sono molestia sessuale – e di molti personaggi famosi.

Ci sono state anche dichiarazioni in sostegno di Trump, seppur poche: ad esempio alcuni capi di gruppi religiosi conservatori hanno detto che nonostante il video fosse inappropriato continueranno a sostenere il candidato Repubblicano per impedire a Clinton di diventare presidente. In particolare sono stati i capi delle chiese evangeliche – i cui fedeli, bianchi, sono circa il 20 per cento della popolazione americana – a sostenere questa posizione.

Su Twitter Bill Pruitt, uno dei produttori della prima e della seconda stagione di The Apprentice, il reality show condotto da anni da Donal Trump, ha detto che «quando si tratta di registrazioni di Trump ce ne sono di molto peggio». Inoltre sono state diffuse alcune registrazioni di interviste fatte a Trump dal controverso conduttore radiofonico Howard Stern in cui Trump, tra le varie frasi volgari, ha fatto commenti sul corpo di sua figlia Ivanka.

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