(AP Photo, File)
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  • sabato 17 settembre 2016

È stato ucciso un altro leader dell’ISIS

Era soprannominato "Dr. Wa'il", ed era il responsabile delle attività di propaganda: il Pentagono ha detto che è morto in un bombardamento a inizio settembre

(AP Photo, File)

Il 7 settembre 2016 uno dei capi dello Stato Islamico è stato ucciso in un bombardamento aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti vicino a Raqqa, in Siria: era il cosiddetto “Dr. Wa’il”, responsabile dell’attività di propaganda del gruppo terroristico e produttore di alcuni dei video di esecuzioni diffusi dal gruppo. L’annuncio della morte di “Dr. Wa’il”, il cui vero nome era Wa’il Adil Hasan Salman al Fayad, è stato dato ieri da Peter Cook, portavoce del dipartimento della Difesa americano. Wa’il è il secondo leader dello Stato Islamico ucciso nel giro di due settimane dai bombardamenti americani: il 30 agosto era stato ucciso Abu Muhammed al Adnani, portavoce dello Stato Islamico e tra i principali organizzatori degli attentati compiuti dallo Stato Islamico in Europa e in Nord Africa negli ultimi anni, come quelli di Parigi, Bruxelles e di Susa, in Tunisia.

Cook ha spiegato che il ruolo di Wa’il era come quello di un “ministro della propaganda” e che era uno dei più importanti membri del consiglio dello Stato Islamico. Era il supervisore della produzione dei video che mostrano torture ed esecuzioni, e si sospetta che fosse in contatto con al Adnani. Secondo una fonte citata da ABC News, Wa’il era il terzo membro più importante dello Stato Islamico, al cui vertice c’è il leader del gruppo Abu Bakr al Baghdadi. Al contrario di al Adnani, Wa’il era comunque uno dei leader più misteriosi e meno esposti dello Stato Islamico.

In Siria i combattimenti tra i soldati legati al regime siriano di Bashar al Assad e i ribelli sono sospesi dal 12 settembre per una tregua che dovrebbe permettere all’ONU di consegnare aiuti umanitari alla popolazione civile siriana. La tregua prevede inoltre che passati sette giorni dalla sua entrata in vigore, Stati Uniti e Russia – che in Siria combattono su due fronti diversi: gli Stati Uniti coi ribelli, la Russia con Assad – compiano bombardamenti coordinati per colpire quelli che definiscono gruppi terroristici, cioè Jabhat Fateh al Sham (il gruppo terroristico che fino a poco tempo fa “rappresentava” al Qaida in Siria) e proprio lo Stato Islamico.

In questi giorni inoltre fino a 40 reparti della coalizione guidata dagli Stati Uniti si stanno preparando per attaccare Dabiq, un villaggio del nord della Siria controllato dallo Stato Islamico, non lontano dal confine con la Turchia: il suo ruolo è importante perché, secondo la propaganda dello Stato Islamico, è il luogo dove si svolgerà uno scontro finale tra cristiani e musulmani che condurrà all’apocalisse. È il posto a cui deve il nome la rivista Dabiq, mensile in lingua inglese dello Stato Islamico. Dopo Dabiq le forze armate della coalizione guidata dagli Stati Uniti cercheranno di raggiungere al Bab, roccaforte dello Stato Islamico nella regione e obiettivo molto più complesso da espugnare.

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