WikiLeaks minaccia la privacy delle persone?

Secondo un'analisi di Associated Press, la pubblicazione indiscriminata di migliaia di file ha esposto informazioni riservate e personali di ogni tipo

Gli spettatori di una teleconferenza con Julian Assange mostrano un'immagine del fondatore di Wikileaks - Quito, Ecuador (RODRIGO BUENDIA/AFP/Getty Images)

La pubblicazione di decine di migliaia di email e altri file senza un particolare controllo da parte di WikiLeaks ha portato, negli anni, alla diffusione di informazioni riservate che riguardano centinaia di persone del tutto estranee agli scandali e alle altre vicende rivelate dal sito fondato da Julian Assange poco meno di dieci anni fa. Secondo un’analisi svolta a campione sui documenti da Associated Press, una delle agenzie di stampa più affidabili e accurate al mondo, WikiLeaks ha reso pubblici dati sugli orientamenti sessuali di centinaia di persone, dettagli su alcune vittime di casi di abusi sessuali, informazioni cliniche su pazienti con malattie psichiche e con altri tipi di patologie, compresi i tumori. Solo nell’ultimo anno, scrive AP, “sono stati pubblicati i dati clinici di comuni cittadini, e informazioni su diverse altre centinaia di persone che riguardano le loro condizioni economiche, quelle della loro famiglia e dettagli sulle loro identità”. Gli analisti di AP hanno inoltre scoperto che sul sito di WikiLeaks sono disponibili le informazioni personali di un cittadino saudita, arrestato per essere omosessuale, in un paese dove i gay sono spesso condannati a morte.

WikiLeaks da anni sostiene di essere una risorsa importante per svelare complotti, macchinazioni e piani di sorveglianza da parte dei governi e di altre grandi organizzazioni in giro per il mondo. In più occasioni lo stesso Assange ha sostenuto la necessità di diffondere il più rapidamente possibile le informazioni riservate di cui entra in possesso, per rendere più trasparente il rapporto tra governi, istituzioni di vario genere e multinazionali con i cittadini, e difendere la privacy dei cittadini stessi. Grazie alla collaborazione di hacker e di altre organizzazioni non meglio identificate, WikiLeaks pubblica ogni anno centinaia di gigabyte di dati sul suo sito, con motori di ricerca per navigare all’interno dei documenti e trovare specifiche informazioni utilizzando parole chiave.

Mentre nei primi anni il sito si avvaleva della collaborazione di alcune testate giornalistiche, per scremare i documenti e identificare solo quelli più pertinenti, negli ultimi anni WikiLeaks ha adottato un modello più aggressivo: pubblicare da subito tutto e indiscriminatamente, senza applicare particolari filtri per tutelare i dati delle persone che non c’entrano nulla e sono finite per caso nei database, spesso perché hanno inviato banalmente un’email a alcuni contatti coinvolti nelle attività denunciate da WikiLeaks. Questo sistema, promosso da Assange per ridurre i lunghi tempi che comportava il modello precedente basato sulla collaborazione dei giornali, ha ricevuto negli ultimi anni critiche anche da parte di alcuni dei sostenitori delle iniziative portate avanti da WikiLeaks, come lo stesso Edward Snowden, la fonte delle informazioni sui programmi di sorveglianza di massa della statunitense NSA (WikiLeaks ha risposto dando a Snowden del venduto, in breve).

AP scrive che nei documenti pubblicati quest’anno da WikiLeaks sull’Arabia Saudita, e provenienti per lo più da corrispondenze diplomatiche del ministero degli Esteri del paese, ci sono almeno 124 cartelle cliniche di altrettanti comuni cittadini. I file descrivono le condizioni di persone con problemi psichiatrici, con malattie piuttosto gravi e patologiche che hanno interessato bambini e rifugiati. Alcuni medici hanno confermato di avere curato quei pazienti e non hanno nascosto la loro sorpresa e indignazione per quanto scoperto da AP, che naturalmente non ha diffuso ulteriori dettagli per risalire all’identità delle persone coinvolte.

L’analisi di AP ha portato all’identificazione di informazioni personali di altre 23 persone, che sono state contattate per avere conferme su quanto scritto nei documenti diffusi da WikiLeaks. Molte di loro non sapevano nemmeno di avere i propri dati esposti online, perché in Arabia Saudita l’accesso a WikiLeaks è bloccato e non c’è possibilità di consultare facilmente il sito con i suoi database. Una donna invalida saudita, che negli ultimi tempi ha speso segretamente molto denaro per dare aiuto a un suo parente che necessita di cure, ha detto di essere sconvolta dalla notizia: “È un disastro. Che cosa potrà succedere se i miei fratelli, i miei vicini o altre persone lo scopriranno? Che cosa aggiunge la pubblicazione della mia storia?”.

Altri file pubblicati su WikiLeaks, e sempre legati ai documenti diplomatici riservati dell’Arabia Saudita, contengono informazioni dettagliate su persone torturate o che hanno subito abusi sessuali dai loro datori di lavoro. In molti casi sono leggibili in chiaro i nomi e cognomi delle donne coinvolte, nonché il numero del loro passaporto. In un documento si parla di un adolescente stuprato da un uomo mentre si trovava all’estero, in un altro ci sono dettagli su un adolescente cui sono state rotte le gambe mentre subiva una violenza sessuale. In un altro file ci sono notizie circa un uomo imprigionato con l’accusa di “deviazione sessuale”, termine con cui viene spesso definita l’omosessualità dalle autorità saudite. Secondo diversi osservatori, la diffusione di queste informazioni rafforza solo la capacità di sorveglianza e oppressione del governo, ma non aggiunge nulla per denunciare violenze e vessazioni di questo tipo.

L’analisi di Associated Press arriva in un periodo già piuttosto complicato per WikiLeaks, sospettata di avere legami con organizzazioni controverse e con membri dell’intelligence di governi autoritari. I dubbi sono aumentati sensibilmente in seguito alla pubblicazione delle email del Partito Democratico statunitense sulla gestione della campagna elettorale di Hillary Clinton e sulle primarie per le presidenziali negli Stati Uniti. Secondo diverse grandi società di sicurezza informatica – e anche secondo l’FBI, stando a quanto dice la stampa statunitense – le email sono state fornite da gruppi di hacker vicini al governo russo; altri hanno alluso ai rapporti di Assange con la Russia, dovuti tra le altre cose alla sua collaborazione con l’emittente governativa Russia Today (RT). Per alcuni osservatori WikiLeaks è diventata un mezzo dei governi per farsi la guerra tra loro, sfruttando la popolarità del sito e la sua disponibilità a pubblicare documenti in massa, senza applicare particolari controlli.