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  • venerdì 12 agosto 2016

Chi è Simone Biles

Storia e video della ginnasta più forte del mondo, che alle Olimpiadi di Rio ha fatto cose straordinarie

Simone Biles con la medaglia d'oro vinta nel concorso individuale di ginnastica artistica (Elsa/Getty Images)

Simone Biles, la ginnasta statunitense considerata la migliore del mondo, ha vinto martedì 16 agosto la sua quinta medaglia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, la quarta d’oro, nel corpo libero. Il risultato della gara era scontato: a meno di imprevedibili errori, come quello capitatole nella finale della trave, nessuno si aspettava che non sarebbe stata a lei a vincere, vista la sua netta superiorità rispetto alle avversarie. E anzi i suoi esercizi sono così difficili che spesso vince anche quando commette un errore: per esempio ha vinto il concorso individuale con un distacco larghissimo sulla seconda classificata, in una disciplina in cui si vince di solito per poche frazioni di punto. In un’intervista subito dopo quella vittoria, Biles aveva detto: «Non sono il prossimo Usain Bolt, né il prossimo Michael Phelps. Sono la prima Simone Biles».

Biles è considerata di gran lunga la ginnasta migliore al mondo e forse la migliore di tutti i tempi. Ha 19 anni, è alla sua prima Olimpiade ma da quando ne ha 17 domina la ginnastica artistica con le sue vittorie e la superiorità delle sue esecuzioni. In molti l’hanno definita la migliore ginnasta di sempre: Nasta Liukin, che vinto l’oro alle Olimpiadi del 2008, ha detto che «in questo momento nessuno può batterla»; l’ex ginnasta statunitense Mary Lou Retton, medaglia d’oro nel 1984, l’ha definita «la ginnasta con più talento che abbia mai visto»; Bela Karolyi, leggendario allenatore e coordinatore della nazionale di ginnastica statunitense, l’ha paragonata a Nadia Comaneci, considerata prima di Biles la più formidabile ginnasta di sempre.

Già martedì scorso Biles aveva contribuito in maniera significativa all’oro della squadra statunitense nel concorso a squadre, che con un punteggio di 184.897 ha superato di otto punti le russe. Dopo aver vinto il concorso individuale (dove si è esibita in tutte e quattro le discipline della ginnastica artistica: corpo libero, volteggio, trave e parallele asimmetriche), Biles era data per favorita anche in tutte le altre discipline. Ha stravinto nel volteggio e nel concorso individuale, ma è arrivata terza alla trave, quando nel corso di un esercizio perfetto a un certo punto ha perso l’equilibrio.

Com’è facile intuire, le aspettative nei confronti di Biles erano altissime. Alle Olimpiadi di Londra del 2012, per esempio, la statunitense Gabby Douglas vinse l’oro ma non ottenne nessuna medaglia nelle singole discipline; a quelle di Pechino 2008 Nastia Liukin vinse l’oro nell’individuale, l’argento nella trave e nelle parallele e il bronzo nel corpo libero. Furono grandi successi ma nel caso di Biles sarebbero una sconfitta: come spiega Paul Ziert, direttore di International Gymnast, la più autorevole rivista di ginnastica americana, «se non vince cinque dei sei ori Olimpici sarà una delusione».

Nonostante abbia solo 19 anni, il palmerès di Biles sembra quello di un’atleta a fine carriera. È la ginnasta americana ad aver vinto più titoli mondiali della storia – 14 medaglie di cui dieci d’oro – ed è anche la prima ginnasta ad aver vinto i Mondiali individuali per tre anni di seguito (ad Anversa 2013, Nanning 2014, e Glasgow 2015). Ha vinto tre volte i Mondiali nel corpo libero e due volte nella trave, oltre alla medaglia d’oro del concorso a squadre nei Mondiali del 2014 e del 2015 e quella, appunto, alle Olimpiadi di Rio.

Biles – che è nata a Columbus, in Ohio, il 14 marzo 1997 – fa ginnastica artistica da quando ha sei anni. A un anno finì in orfanotrofio a causa dell’incapacità della madre, dipendente da alcol e droga, di occuparsi di lei e dei suoi tre fratelli. A sei anni fu adottata insieme alla sorella da Adria da Ron e Nellie Biles, suo nonno materno e la moglie; gli altri due fratelli furono adottati dalla sorella di Ron Biles. Biles considera i nonni i suoi veri genitori: furono loro a crescerla a Spring, in Texas, a portarla a messa ogni domenica e a istruirla a casa per permetterle di dedicarsi alla ginnastica artistica. Biles esordì nel 2011 in un torneo giovanile dove arrivò terza nel concorso individuale e prima nella trave e nel volteggio. Vinse la sua prima gara importante, i campionati statunitensi, nel 2013; due mesi dopo vinse i Mondiali di Anversa e da allora non ha più perso una gara.

Fu ai Mondiali del 2013 che introdusse l’esercizio per cui è più famosa, soprannominato “The Biles”: è un esercizio di corpo libero composto da un doppio salto mortale con mezzo avvitamento in aria, eseguito in modo rapidissimo.

Biles lo ha inventato dopo un infortunio al muscolo del polpaccio mentre atterrava su un doppio salto mortale in allenamento. Da allora, racconta Biles, molte compagne di squadra hanno provato a farlo, non riuscendoci mai.

Dopo aver vinto il suo primo Mondiale, Biles ha costruito insieme alla sua famiglia un’enorme palestra, il World Champions Centre: è grande 4.800 metri quadrati e Biles vi si allena per 32 ore alla settimana sotto la guida di Aimee Boorman, che la segue da quando ha otto anni. Soltanto il riscaldamento prevede che si arrampichi su una fune di sei metri in cinque secondi. La leggerezza dei movimenti e dei volteggi fa spesso dimenticare quanto la ginnastica artistica sia uno sport duro e impegnativo: Biles, che è alta un metro e 42 centimetri, ha una muscolatura robustissima. Per recuperare le forze dopo l’allenamento indossa pantaloni speciali che le massaggiano le gambe con aria compressa: il processo necessario per riprendersi in vista delle gare consiste, dice, nel «cercare di convincerti che non stai per morire». «Sta alla grande l’85 per cento del tempo», spiega Boorman, ricordando che «per il restante 15 per cento del tempo è una teenager», interessata ai ragazzi, a fare shopping e a divertirsi sui social network.

Biles è stata più volte paragonata a Nadia Comaneci, la ginnasta romena che a 14 anni alle Olimpiadi di Montréal del 1976 – 40 anni fa – fu la prima a ottenere il punteggio di 10 alle Olimpiadi. Da allora la ginnastica artistica è cambiata molto, a partire dal modo di assegnare il punteggio: dal 2006 infatti la Federazione internazionale di ginnastica ha eliminato il dieci perfetto. Il nuovo sistema è aperto e prevede due punteggi che vengono poi sommati tra loro: uno per l’esecuzione, che arriva a dieci punti, e uno per la difficoltà che è teoricamente infinito. Il nuovo metodo spinge gli atleti ad aumentare sempre di più la difficoltà delle esecuzioni: è un sistema che va particolarmente a genio a Biles che, come sottolinea la sua allenatrice, impiega tre giorni a imparare un nuovo esercizio, cosa che richiede agli altri ginnasti mesi o anni di tempo. Alcuni degli esercizi migliori di Biles hanno ricevuto un punteggio di 15.550 e di 16.050.

L’esercizio per cui Biles ha ottenuto un punteggio di 15.550 ai Pacific Rim Championships:

E l’esercizio per cui Biles ha ottenuto un punteggio 16.050, sempre ai Pacific Rim Championships:

Rispetto ai tempi di Comaneci, la ginnastica artistica è diventata una disciplina sempre più muscolare. Negli anni Settanta e Ottanta infatti, quando dominavano ginnaste sovietiche ed europee, era una disciplina influenzata dal balletto, che puntava su eleganza, fluidità, e acrobazie. Negli ultimi 15 anni si è invece imposta la scuola americana fatta di forza, energia e atletismo per ottenere un punteggio più alto. Gabby Douglas, compagna di squadra di Biles e vincitrice dell’oro nel concorso individuale alle Olimpiadi di Londra, è abbastanza vicina allo stile di Comaneci, mentre Biles è più vicina alla ginnastica contemporanea. I giudici hanno iniziato a penalizzare le atlete che non vanno a tempo di musica o che non riescono a interpretare un personaggio nell’esecuzione al corpo libero e Biles, che comunque non si troverebbe in difficoltà, sta cercando di migliorare l’aspetto artistico: «Devo lavorare sull’espressione. Mi devo allenare, ma è difficile allenarsi a sorridere».

Nonostante questo, Biles è famosa per la leggerezza e la tranquillità con cui affronta le gare: mentre le sue compagne di squadra piangono o sono molto tese prima delle prove, lei scherza molto e saluta il pubblico sorridendo. Oltre alla prestanza fisica e alla destrezza nell’esecuzione, tra le doti che la rendono eccezionale c’è anche la saldezza mentale, che le ha permesso di restare concentrata e non cedere alla pressione per le altissime aspettative, come quelle per le Olimpiadi. Biles dice di non averle desiderate intensamente perché «lo fanno tutti gli altri per me». Non è detto che sarà in grado di partecipare anche a quelle di Tokyo, che si terranno nel 2020: la carriera delle ginnaste è piuttosto breve e potrebbe essere troppo vecchia, oppure potrebbe infortunarsi nel frattempo, potrebbe essere cresciuta in altezza e aver sviluppato fianchi e seno, cosa che renderebbe più difficile sollevarsi in aria ed eseguire i suoi esercizi abituali. Biles è talmente eccezionale però che potrebbe farcela; oppure, dice, potrebbe andare all’università, partecipare a un programma tv o a un reality, come quello delle Kardashian di cui è grande fan.

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