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  • giovedì 21 luglio 2016

A Nizza la polizia ha sbagliato qualcosa?

Un'inchiesta di Libération sostiene che l'ingresso alla Promenade des Anglais non fosse adeguatamente sorvegliato, come dice invece il governo

Dalla strage di Nizza di giovedì 14 luglio – quando un uomo ha investito la folla con un camion uccidendo 84 persone – e nonostante gli appelli del presidente francese François Hollande all’unità della nazione, ci sono forti contrasti tra governo e opposizione sulle misure di sicurezza in vigore quella sera, contrasti che sono stati alimentati anche da un’inchiesta pubblicata dal quotidiano Libération mercoledì 20 luglio, che sostiene che la Promenade des Anglais non fosse stata sufficientemente protetta dalla polizia nazionale e che il governo abbia mentito sulla collocazione degli agenti a sua disposizione quella sera.

Che cosa è successo, in breve
Intorno alle 22.30 di giovedì 14 luglio Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un uomo di origini tunisine ma residente in Francia, ha investito con un camion centinaia di persone che stavano partecipando alle celebrazioni per l’anniversario della presa della Bastiglia, sulla Promenade des Anglais, la passeggiata sul lungomare della città che per l’occasione era stata in parte pedonalizzata. La passeggiata era stata chiusa al traffico all’altezza di Boulevard Gambetta (un viale che dal centro della città arriva perpendicolare alla Promenade) e lì era presente un blocco della polizia per deviare le auto. Il Bouhlel, dopo aver investito alcune persone nel tratto della Promenade des Anglais aperta al traffico, è riuscito a superare il blocco della polizia, procedendo poi per altri 500 metri circa, prima che la polizia riuscisse a fermarlo uccidendo il guidatore e unico passeggero. Il camion è andato avanti in tutto per circa due chilometri prima di fermarsi, procedendo a una velocità di circa 50 chilometri all’ora e guidando a zig zag per travolgere quante più persone possibile.

L’allerta via radio ai poliziotti presenti al blocco all’inizio di Boulevard Gambetta sulla presenza di un camion ad alta velocità sulla Promenade des Anglais che stava investendo delle persone è stata data da alcuni agenti della polizia municipale che non erano coinvolti direttamente nel servizio di sicurezza previsto per il 14 luglio e che si trovavano nella zona del Centre universitaire méditerranéen, circa 400 metri più indietro dell’inizio dell’area pedonale, sempre sulla Promenade des Anglais  Il camion, al momento dell’allerta, aveva già investito diverse persone e quando gli agenti del blocco sono stati avvisati era già arrivato su di loro. Gli agenti del blocco non hanno dunque fatto in tempo a estrarre le loro armi e a sparare. I primi poliziotti che lo hanno fatto per primi sono quelli che si trovavano tra l’hotel Westminster e l’hotel Negresco, uno dei palazzi più conosciuti del lungomare, circa 200 metri dopo il posto di blocco della polizia. Dopo la sparatoria – anche Bouhlel ha risposto agli spari con una pistola che aveva con sé –  il camion ha proseguito ancora per 300 metri, quando è stato raggiunto da altri poliziotti che hanno nuovamente sparato verso la cabina uccidendo il conducente.

Governo e opposizioni
Subito dopo l’attacco Christian Estrosi, vicesindaco di Nizza, presidente della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e membro del partito di centrodestra Les Républicains ha chiesto come fosse possibile che «il camion è potuto entrare nella zona pedonale», e ha esplicitamente accusato il governo presieduto dal socialista Manuel Valls di non aver previsto delle misure di sicurezza sufficiente la sera dell’attentato e di aver mobilitato solo un piccolo numero di poliziotti della Polizia nazionale, quella che dipende dal ministero degli Interni.

Il governo sostiene invece che Estrosi e il sindaco di Nizza erano invece a conoscenza delle misure di sicurezza che erano state stabilite perché ogni decisione era stata presa in collaborazione tra comune e prefettura. Cinque giorni dopo la strage, all’Assemblea nazionale durante un dibattito sul prolungamento dello stato di emergenza, il primo ministro Manuel Valls ha categoricamente escluso qualsiasi falla nei servizi di sicurezza: «Non permetterò che si dica che ci sono state delle falle dove non ce ne sono state. Non potrò mai accettare le frasi vergognose di chi insinua che tutto questo si sarebbe potuto evitare, perché dire questo significa screditare le nostre forze di sicurezza che combattono ogni giorno e che ottengono dei risultati». Il giorno dopo, sempre nell’aula del parlamento, il primo ministro ha evitato di rispondere direttamente alla domanda di un deputato centrista che aveva messo in discussione la mancanza di polizia «con armi pesanti» all’ingresso della zona pedonale. Valls ha semplicemente ricordato che in base ai registri sul luogo erano presenti 85 agenti della Polizia nazionale alle 19, 89 alle 20, 92 alle 21 e 64 tra le 22 e le 23.

L’inchiesta di Libération
L’inchiesta di Libération è stata pubblicata mercoledì 20 luglio e dice che la presenza della polizia sulla Promenade des Anglais la sera del 14 luglio fosse in realtà molto più leggera di quanto dichiarato ufficialmente dal governo. Per sostenere questa tesi fa riferimento a molte testimonianze raccolte, alle fotografie scattate pochi minuti prima dell’irruzione del camion (una di queste è stata pubblicata in prima pagina) e a una fonte di polizia che ha potuto vedere le immagini della video-sorveglianza.

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Libération riporta il comunicato stampa della prefettura del 16 luglio in cui si dice che in occasione dei festeggiamenti del 14 luglio l’incarico di sorvegliare il perimetro della zona e i suoi punti più sensibili era stata affidato «alle squadre della Polizia nazionale rafforzate dalle squadre della polizia municipale». E questo anche nel punto in cui il camion è entrato nella zona pedonale, «con un divieto di accesso messo in atto con il posizionamento di veicoli che bloccavano l’accesso alla strada. Il camion ha forzato il passaggio salendo sul marciapiede». Sabato 16 luglio, il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve, dopo un consiglio della Difesa, aveva ribadito questa versione: «La Polizia nazionale era presente e molto attiva sulla Promenade des Anglais». E ancora: «I veicoli della polizia rendevano impossibile l’ingresso sulla Promenade des Anglais».

All’angolo tra Boulevard Gambetta e Promenade des Anglais (dove cominciava la zona pedonale), dice Libération, c’erano però solo due agenti della polizia municipale, la strada era sbarrata con delle semplici barriere mobili e non c’era alcun agente della Polizia nazionale. Quando l’attentatore Mohamed Lahouaiej Bouhlel è salito sul marciapiede con il camion e ha cominciato a spostarsi verso la folla ha incontrato i primi uomini della Polizia nazionale solo al centro della zona pedonale, circa 370 metri più avanti, vicino all’hotel Westminster e già oltre la metà del tragitto che ha percorso in tutto e che si è concluso al Palais de la Méditerranée.

Nizza

Il quotidiano scrive: «Contrariamente a quanto afferma il ministero dell’Interno, l’ingresso al perimetro pedonale della Promenade des Anglais non era protetto dalla Polizia nazionale, la sera del 14 luglio. Questa mancanza di trasparenza mina la fiducia nell’esecutivo». Libération sostiene insomma che nelle dichiarazioni successive all’attacco, il governo abbia enfatizzato o sia stato evasivo sulla presenza della Polizia nazionale nel luogo della strage mascherando la reale situazione.

Come ha risposto il ministro degli Interni all’inchiesta
Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, nella notte di mercoledì, il ministro degli Interni ha pubblicato un comunicato stampa in cui ha denunciato «l’etica dei giornalisti che hanno firmato questi articoli» nei quali viene suggerito «che il prefetto delle Alpi Marittime, il ministro degli Interni e il primo ministro hanno cercato di distorcere la verità». Quello che Cazeneuve ha contestato non sono però le informazioni date da Libération.  Lunedì 18 luglio Les Républicains hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta parlamentare e oggi, giovedì 21 luglio, il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha chiesto alla direzione della Polizia nazionale di fare una «valutazione tecnica del dispositivo di sicurezza» che c’era a Nizza la sera del 14 luglio: «Questa indagine amministrativa stabilirà la realtà di questo dispositivo, visto che le controversie inutili proseguono».

 

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