I giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi durante la prima giornata del processo in Vaticano. (LaPresse - Stefano Costantino)
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  • giovedì 7 Luglio 2016

Le sentenze sul caso “Vatileaks”

I giornalisti Nuzzi e Fittipaldi sono stati prosciolti, Vallejo Balda e Chaouqui sono stati condannati: è la storia della fuga di notizie da cui sono nati due libri sul Vaticano

I giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi durante la prima giornata del processo in Vaticano. (LaPresse - Stefano Costantino)

È arrivato alle sentenze di primo grado il processo sui documenti riservati sottratti al Vaticano e le cui informazioni sono contenute in due libri usciti il 5 novembre dell’anno scorsoVia Crucis di Gianluigi Nuzzi, pubblicato da Chiarelettere, e Avarizia di Emiliano Fittipaldi, pubblicato da Feltrinelli. Il contenuto dei due libri si deve in gran parte alla stessa fonte: i documenti stilati dalla Cosea, la Commissione referente sulle attività economiche vaticane istituita da papa Bergoglio il 18 luglio 2013 e sciolta il 22 maggio 2014, a fine mandato. Della commissione facevano parte 8 membri tra cui monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, in qualità di segretario, e Francesca Immacolata Chaouqui, arrestati dalla Gendameria vaticana lo scorso 2 novembre con l’accusa di avere diffuso documenti riservati.

I giornalisti Nuzzi e Fittipaldi sono stati prosciolti per incompetenza del tribunale del Vaticano, dato che sono cittadini italiani non hanno mai fatto niente in Vaticano; Vallejo Balda è stato condannato a 18 mesi per divulgazione di documenti riservati; Chaoqui è stata condannata a 10 mesi – con pena sospesa per cinque anni – per concorso in divulgazione di quei documenti. L’accusa aveva chiesto pene molto più severe.

Prosciolti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi per difetto di giurisdizione. Assolti monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui e Nicola Maio per associazione a delinquere per non aver commesso il fatto. Per la divulgazione dei documenti, invece, condannato il prelato a 18 mesi di reclusione e la pr a 10 mesi con pena sospesa per 5 anni. Lo ha deciso il Tribunale vaticano di primo grado al termine del processo Vatileaks 2. Il presidente del collegio, Giuseppe Dalla Torre, al termine di cinque ore di camera di consiglio ha letto la sentenza spiegando che i due giornalisti non possono essere giudicati dal Tribunale vaticano. Ora gli imputati potranno fare appello.

Una vicenda che era iniziata, alla fine dell’ottobre 2015, con gli arresti di Vallejo Balda e della Chaouqui e poi con l’uscita in libreria, pochi giorni dopo, dei volumi Avarizia di Fittipaldi e Via crucis di Nuzzi contenenti molti documenti della Commissione Cosea sulle finanze vaticane di cui facevano parte il monsignore spagnolo vicino all’Opus Dei e la pr calabrese. Il Papa si espose in prima persona nell’Angelus dell’8 novembre 2015, appena tre giorni dopo la pubblicazione dei due libri: “Rubare quei documenti è un reato. È un atto deplorevole che non aiuta. Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene, e sono state prese delle misure che hanno incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili. Perciò voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi”.

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