Stefano Parisi e Giuseppe Sala a un incontro pubblico durante la campagna per le elezioni comunali di Milano (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)

Il dibattito tra i candidati a sindaco di Milano Stefano Parisi e Giuseppe Sala, in tv

Lo organizza e trasmette Sky Tg24, questa sera dalle 21

Stefano Parisi e Giuseppe Sala a un incontro pubblico durante la campagna per le elezioni comunali di Milano (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)

I candidati al ballottaggio delle elezioni per il sindaco di Milano Stefano Parisi (candidato del centrodestra) e Giuseppe Sala (del centrosinistra) questa sera faranno un dibattito televisivo. Il dibattito sarà ospitato e trasmesso dalle 21 su Sky Tg24. Il confronto sarà condotto dal giornalista Gianluca Semprini, e il format sarà lo stesso del dibattito dello scorso 30 maggio, a cui aveva partecipato anche Roberto Corrado, candidato dal Movimento 5 stelle. I candidati avranno al massimo un minuto e mezzo per rispondere alle domande e due possibilità di replica da 30 secondi per ciascuno; dovranno poi rispondere a una domanda posta da un simpatizzante dell’avversario, e infine potranno fare un appello finale. Il dibattito si potrà vedere anche in streaming, sul sito di Sky Tg 24.

Al primo turno delle elezioni, domenica 5 maggio, Giuseppe Sala è arrivato primo con 224.156 voti, il 41,70 per cento, seguito a poca distanza da Stefano Parisi che ha ottenuto 219.218 voti (il 40,78 per cento). Corrado era molto staccato, con il 10,06 per cento e 52.376 voti.

(Come sono andate le elezioni, insomma)

Giuseppe Sala, l’ex commissario unico di Expo 2015, è stato scelto come candidato del centrosinistra con le primarie del 7 febbraio scorso. Ha 57 anni e ha lavorato per Pirelli e a Telecom, e poi è stato direttore generale (la carica che ogni tanto si sente chiamare “city manager”) della città di Milano quando era sindaco Letizia Moratti.

Stefano Parisi ha 59 anni ed è stato anche lui city manager di Milano con il predecessore di Moratti, Gabriele Albertini, dopo aver avuto vari incarichi tecnici al ministero del Lavoro e alla presidenza del Consiglio dei ministri. Dal 2004 al 2010 è stato amministratore delegato di Fastweb, ed è stato anche direttore generale di Confindustria.

 

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