La grande truffa dell’amore romantico

Il Corriere della Sera intervista Alain de Botton sul suo nuovo romanzo sulle relazioni di coppia, che uscirà in Italia a settembre

A settembre uscirà per Guanda il nuovo libro del filosofo e scrittore svizzero Alain de Botton. Si intitolerà Il corso dell’amore ed è un romanzo che parla dei rapporti che si creano all’interno di una coppia. De Botton – i cui libri tradotti in tutto il mondo trattano dei temi più diversi, dalla storia dei giornali al rapporto con l’arte, dal senso dell’architettura a quello del viaggiare – aveva già parlato dell’amore e dei rapporti di coppia nel suo famoso romanzo Esercizi d’amore, pubblicato nel 1993, un’analisi tra lo scientifico e lo psicologico da bar sui meccanismi che orientano i nostri comportamenti da innamorati. In Il corso dell’amore de Botton riprende i temi già affrontati in questo libro e la tesi principale del libro (di cui il Post ha scritto qui) è che non esiste la “persona giusta” da sposare, ma questo non significa che si debba rinunciare ad avere una relazione.

Sul Corriere della Sera Serena Danna ha intervistato de Botton sul significato del suo romanzo e sui suoi protagonisti, gli architetti Rabih e Kirsten.

«Perché si possa cominciare ad ammirare il gambo di una rosa o i petali di una primula, bisogna che certe cose siano andate irrimediabilmente male». Ventitrè anni dopo «Esercizi d’amore», Alain de Botton — il filosofo prestato al self-help — torna con un romanzo che vale più di dieci sedute di terapia di coppia. «Il corso dell’amore» (in uscita per Guanda a settembre) è la storia di Rabih e Kirsten, entrambi architetti: lui di origini libanesi, lei scozzese. Da un lato, un passato di guerra, paura della miseria e idealizzazione della madre; dall’altro, padre assente, determinazione nello studio, cuore chiuso in cassaforte. Con una formula che incrocia i frammenti amorosi di Roland Barthes e i casi clinici di Sigmund Freud, de Botton esplora la loro relazione per restituire verità sui meccanismi che legano gli amanti.

Perché il presupposto — confessa il filosofo al telefono da Londra — è che quando si tratta di amore ci riempiono la testa di bugie. «La narrativa sui sentimenti si muove tra due estremi: la meraviglia e il disastro», spiega l’intellettuale, 46 anni, un matrimonio, due figli e 13 best seller all’attivo. Si racconta troppo l’inizio e la fine, tralasciando tutto il resto. Lui invece vuole «esplorare la via di mezzo tra le giornate di sole e il tutto-grigio». Nella chirurgia sentimentale di de Botton la costruzione dei personaggi rispecchia l’odierna confusione dei ruoli. Rachel — sicura di sé, centrata — è la «breadwinner», il pilastro economico e organizzativo della famiglia; Rahid è insicuro, spesso insoddisfatto, irrisolto. «È difficile definire chi detiene il potere nella coppia. Di certo la mascolinità è molto più fragile di quello che impone la società e questo si rivela principalmente nella coppia».

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