Nino Salukvadze si allena con il figlio Tsotne Machavariani a Tbilisi, in Georgia,il 28 aprile 2016 (AP Photo/Shakh Aivazov)
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  • venerdì 13 Maggio 2016

Una donna gareggerà con suo figlio alle Olimpiadi di Rio

Saranno insieme nella squadra di tiro a segno della Georgia: sarà la prima volta nella storia dei giochi

di Matt Bonesteel – The Washington Post
Nino Salukvadze si allena con il figlio Tsotne Machavariani a Tbilisi, in Georgia,il 28 aprile 2016 (AP Photo/Shakh Aivazov)

Quest’estate a Rio de Janeiro la georgiana Nino Salukvadze parteciperà per l’ottava volta alle Olimpiadi: un risultato ottenuto solo da un’altra donna nella storia, la canoista italiana Josefa Idem (che ha rappresentato sia la Germania dell’Ovest che l’Italia). Ma per Salukvadze – che nella sua carriera ha vinto tre medaglie olimpiche – le prossime Olimpiadi saranno speciali anche per un altro motivo: gareggerà insieme a suo figlio, Tsotne Machavariani, nella squadra di tiro a segno della Georgia. Sarà la prima volta che una madre e suo figlio parteciperanno insieme alla stessa edizione dei Giochi.

«Sono molto contenta di rappresentare la Federazione georgiana di tiro a segno, ma come madre lo sono un milione di volte di più perché mio figlio si è qualificato», ha detto Salukvadze ad Associated Press.

Come riportato dal sito OlympStats, in 70 occasioni atleti hanno partecipato alle Olimpiadi con i loro figli, ma non era mai successo a una madre e un figlio: ci sono stati 56 casi di padri che hanno gareggiato con i loro figli maschi, 12 di un padre con la propria figlia, e due volte in cui una madre ha partecipato con sua figlia, l’ultima delle quali nel 1908, quando Jessie Wadworth fece parte con sua figlia Brenda della squadra di tiro con l’arco della Gran Bretagna.

Salukvadze, che a febbraio ha compiuto 47 anni, nel 1988 ha vinto due medaglie alle Olimpiadi di Seul, quando gareggiava per l’Unione Sovietica: l’oro per la pistola dai 25 metri femminile e l’argento per la pistola ad aria dai 10 metri, la stessa categoria in cui ha vinto anche la medaglia di bronzo ai Giochi di Pechino del 2008, dove si fece notare per aver baciato sul podio un’altra tiratrice russa, in segno di pace.

© 2016 – The Washington Post