• Auto
  • mercoledì 13 aprile 2016

Un giorno forse non dovremo più cercare parcheggio

Come funzionano i sistemi presentati da Bosch che permetteranno finalmente alle macchine di trovare parcheggio da sole

In attesa delle auto che si guidano da sole, che stando alle case costruttrici dovrebbero iniziare ad arrivare sul mercato verso la fine del decennio, l’industria automobilistica sta utilizzando le tecnologie informatiche a disposizione e la connettività per risolvere un problema molto fastidioso per chi usa l’auto in città: il parcheggio.

Secondo una statistica del 2013, nel Regno Unito l’automobilista medio passa 2.549 ore (o 106 giorni) della sua vita a cercare parcheggio. Altre ricerche, invece, riportano che una percentuale importante del traffico – e quindi dell’inquinamento – nei centri cittadini è dovuta alle auto che girano in cerca di uno spazio per parcheggiare: nel 2007 l’organizzazione Transportation Alternatives ha monitorato il traffico nell’area di Park Slope, nel distretto newyorkese di Brooklyn, scoprendo che il 64 per cento del traffico locale era dovuto ad auto che stavano cercando un posto libero. Le percentuali degli studi su altre città in Europa e Stati Uniti variano sensibilmente – dal 10 fino al 70 per cento – ma, numeri a parte, l’esperienza quotidiana di molti conferma che il parcheggio è un problema che costa tempo e risorse al singolo e alla collettività.

La divisione mobilità del gruppo tedesco Bosch – tra i più importanti fornitori dell’industria automobilistica – ha annunciato che nei prossimi anni offrirà ai costruttori sistemi di assistenza al parcheggio sempre più avanzati che, integrati con altre tecnologie per i gestori di autorimesse e le autorità cittadine, permetteranno di eliminare il tempo perso per cercare parcheggio. La piattaforma di servizi “community-based parking” di Bosch si basa su un sistema aperto – quindi disponibile per tutti i costruttori – in cui auto e infrastrutture connesse trasmettono informazioni anonime al cloud di Bosch e segnalano la presenza di spazi liberi sulla strada o in aree di parcheggio dedicate.

Per permettere alle auto di identificare spazi liberi al lato della strada mentre vi passano accanto, Bosch ha integrato sensori a ultrasuoni nei tradizionali sistemi di assistenza al parcheggio che già oggi sono presenti su un terzo delle auto nuove e che sono in grado di effettuare le manovre in autonomia. Grazie a questi sensori – spiega Bosch – le auto diventeranno degli scanner in grado di monitorare la posizione e misurare la dimensione di ogni spazio, informazioni che poi verranno inviate per essere rielaborate in una cartina e condivise con il sistema di navigazione di tutti i veicoli che si muovono in una certa area. Le informazioni di autorimesse e parcheggi, invece, saranno monitorate da sensori nell’asfalto e telecamere, anche questi connessi con la piattaforma. Grazie all’interazione tra infrastrutture e auto, il fornitore tedesco dice che a breve sarà anche possibile lasciare l’auto all’ingresso del parcheggio perché questa si guidi da sola fino a uno spazio libero. Bosch sta già sperimentando queste tecnologie nella città della sua sede principale – Stoccarda, in Germania – e ha annunciato che le metterà sul mercato entro il 2018. Inoltre Bosch prevede che entro il 2020 tutte le auto nuove in Europa e Stati Uniti saranno connesse in questo modo.

Nel 2019 Bosch comincerà a produrre su larga scala un altro tipo di tecnologia di parcheggio, l’Home Zone park assist, un sistema in grado di guidare l’auto in modo completamente autonomo per 100 metri fino a uno spazio che si usa di frequente, come quello nel garage di casa. Al guidatore sarà richiesto solo di “istruire” l’auto sul percorso da fare la prima volta e di seguirne le operazioni in quelle successive tramite la chiave o una app sullo smartphone, per poter intervenire in caso d’imprevisti. Grazie a dodici sensori a ultrasuoni e una telecamera montata sullo specchietto posteriore, l’auto sarà comunque in grado di orientarsi ed evitare oggetti non presenti al momento della manovra fatta la prima volta. Il guidatore potrà poi richiamare alla posizione di partenza predefinita l’auto parcheggiata tramite chiave o smartphone.

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