La sfilata di Dolce & Gabbana, Milano, 28 febbraio 2016. (Tristan Fewings/Getty Images)
  • Moda
  • mercoledì 2 marzo 2016

Cosa si è visto alla Settimana della moda di Milano

Piuttosto eccentrica e molto apprezzata dalla stampa: dalle fiabe di Dolce & Gabbana, alla nuova estetica di Marni, al velluto da ogni giorno di Armani

di Enrico Matzeu – @ematzeu
La sfilata di Dolce & Gabbana, Milano, 28 febbraio 2016. (Tristan Fewings/Getty Images)

Lunedì 29 febbraio si è conclusa la Milano Moda Donna, la settimana dedicata alla moda italiana: dal mercoledì precedente i più importanti stilisti italiani hanno presentato in diverse zone della città le loro collezioni per l’autunno-inverno 2016-17. Ci sono state sfilate di grandi e storiche aziende, come presentazioni di marchi più piccoli di abbigliamento e accessori. Come ogni anno, sono arrivati a Milano per assistere alle sfilate giornalisti, buyer e blogger da tutto il mondo, e sono stati organizzati moltissimi eventi legati al mondo della moda: il più importante è stato An Issue by Mario Testino a Palazzo Serbelloni, una serata dedicata alle fotografie realizzate dal celebre fotografo di moda Testino per il numero di febbraio di Vogue Italia.

@RITAORA PERFORMING AT MY ITALIAN VOGUE PARTY @VOGUEITALIA @FRANCASOZZANI1 @PLACEVENDOMEQATAR #PALAZZOSERBELLONI

Una foto pubblicata da MARIO TESTINO (@mariotestino) in data:

I più importanti critici di moda italiani e internazionali hanno definito le sfilate di quest’anno un successo, e molte aziende sono riuscite a stupire gli osservatori per come hanno saputo rinnovare la propria immagine, in particolare Prada e Versace (ne avevamo scritto qui), mentre Alessandro Michele di Gucci ha confermato il suo talento. In generale, si è scritto molto della eccentricità della moda milanese e dei suoi abiti ispirati al mondo reale con un inevitabile sguardo al passato, come sottolinea Dan Thawley su Business of Fashion.

Dolce & Gabbana

L’azienda di moda milanese Dolce & Gabbana è l’unica che da qualche anno non è inserita nel calendario delle sfilate realizzato dalla Camera della Moda a causa delle polemiche dei due stilisti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana ,con l’ex presidente Mario Boselli. Come ogni anno hanno sfilano di domenica alle 14.30, e hanno proposto una collezione molto scenografica. La novità è che non si sono ispirati alla Sicilia, come fanno di solito e soprattutto negli ultimi anni: hanno cambiato totalmente soggetto prendendo spunto dal mondo delle favole. Gli abiti, molto sontuosi, ricordavano Cenerentola e Biancaneve, e i giacchini in velluto e dettagli dorati richiamavano lo Schiaccianoci. C’erano anche molti cristalli e fiori applicati sui completi e sui cappotti. Stefano Gabbana ha detto alla stampa che i loro vestiti devono far sognare le persone, e per questo hanno guardato al mondo delle fiabe.

Marni

Marni, fondato e disegnato dalla stilista Consuelo Castiglioni, è da qualche anno controllato dal gruppo OTB di Renzo Rosso; è famoso per lo stile minimalista e le linee pulite. La stampa ha apprezzato la collezione per i nuovi elementi di design, che spezzano col passato. Sarah Mower spiega su Vogue che le maniche a sbuffo e le bluse tagliate sul davanti non sono ispirate al Rinascimento o allo stile papale, come hanno scritto molti: è semplicemente la nuova estetica di Marni.

Philosophy by Lorenzo Serafini

Phylosophy è la linea disegnata inizialmente da Alberta Ferretti: è ancora di sua proprietà ma da un paio di stagioni è disegnata dallo stilista Lorenzo Serafini, che prima lavorava per Dolce & Gabbana. La sfilata è piaciuta molto e si è conclusa tra gli applausi del pubblico. Serafini ha disegnato abiti lunghi con molto pizzo leggero, utilizzato anche per le bluse indossate con pantaloni in vernice. Il marchio è famoso anche per la maglieria: quest’anno ce n’erano parecchie a righe bianche e nere. Le linee ricordano quelle degli anni Trenta, mescolate agli abbinamenti e al gusto un po’ audace della Milano anni Ottanta.

Jil Sander

Jil Sander è stato fondato dall’omonima stilista tedesca, che ne ha disegnato per anni le collezioni alternandosi ad altri direttori creativi. Dal 2013 le collezioni sono realizzate dallo stilista italiano Rodolfo Paglialunga che, come scrive Tim Blanks su Business of Fashion, ha ridefinito il rigore di Jil Sander. L’azienda è famosa per lo stile pulito, gli abiti in tinta unita, le linee asciutte e minimaliste. La nuova collezione è fatta di abiti bianchi ispirati alle camicie di cotone e da tubini in pelle metallizzata con maniche stondate, simili a una seconda pelle.

Giorgio Armani

Armani ha presentato la sua collezione, come sempre, nell’ultimo giorno di sfilate: il giorno prima erano stati assegnati i premi Oscar e la stampa americana ha sottolineato parecchio che Leonardo DiCaprio – premiato come Miglior attore – vestiva Armani, così come Cate Blanchett e Naomi Watts. La collezione per l’autunno/inverno 2016-17 è caratterizzata dal velluto nero: Armani lo ha utilizzato in molti abiti da sera e ha cercato di renderlo portabile anche per il giorno, come spiega Nicole Phelps su Vogue. C’erano poi completi con pantaloni morbidi e giacche sfiancate, nei tradizionali colori del beige e altre tinte pastello.

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