Charlize Theron in Dior agli Oscar 2016. (FREDERIC J.BROWN/AFP/Getty Images)
  • Moda
  • lunedì 29 Febbraio 2016

Come si sceglie l’abito da indossare agli Oscar

Le attrici si fanno aiutare dai cosiddetti stylist: Leslie Fremar è una delle più famose e racconta come ha lavorato con Julianne Moore e Charlize Theron

di Enrico Matzeu – @ematzeu
Charlize Theron in Dior agli Oscar 2016. (FREDERIC J.BROWN/AFP/Getty Images)

A Los Angeles il 28 febbraio c’è stata l’assegnazione degli Academy Awards, meglio conosciuti come Oscar. La serata è diventata un evento importante non solo per conoscere chi vincerà la statuetta, ma anche per scoprire quali saranno gli abiti scelti da attori e attrici sul red carpet, il tappeto rosso che precede l’ingresso degli ospiti al Dolby Theatre, dove si è svolta la cerimonia.

La notte degli Oscar è uno degli eventi più visti al mondo. Nel 2015 la cerimonia è stata vista in diretta tv da circa 37,3 milioni di americani, su Facebook ne hanno parlato circa 21 milioni di persone, su Twitter ci sono stati 800 milioni di commenti. Un simile pubblico attira ovviamente anche gli interessi di stilisti e aziende di moda importanti, che cercano di vestire le attrici per far parlare di sé. Chanel, Dior, Armani, Versace, Marchesa e altri marchi dedicano parte della linea di haute couture, cioè di alta moda, a vestiti adatti al red carpet, mentre alcuni loro impiegati hanno il compito di mantenere i rapporti con le persone famose.

L’abito di Marchesa indossato agli Oscar da Heidi Klum
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La giornalista Lauren Sherman ha spiegato sulla rivista di moda Business of Fashion come accade che un attore o un’attrice decida di indossare agli Oscar l’abito di un’azienda anziché un’altra. In particolare ha raccontato come lavora la stylist Leslie Fremar, che cura l’aspetto e l’abbigliamento di alcune attrici famose come Julianne Moore, Reese Witherspoon e Charlize Theron, consigliando il vestito, i gioielli da abbinare, il trucco e la pettinatura. Fremar è una delle stylist più apprezzate e ricercate di Hollywood, e ha lavorato con Anna Wintour, direttrice di Vogue America. Nel periodo degli Oscar Fremar è aiutata da due assistenti, dato che non riuscirebbe a seguire contemporaneamente da sola tre clienti.

Oltre che con le attrici, Fremar deve curare i rapporti con le case di moda, così da ottenere facilmente gli abiti ed eventuali modifiche per accontentare le clienti. Le aziende puntano sulle attrici che ne rappresentano meglio lo stile, su quelle più famose e che potenzialmente possono vincere l’Oscar, cercando di evitare somiglianze e sovrapposizioni di stili tra un’attrice e l’altra. Fremar ha spiegato che solitamente le attrici non pagano i vestiti che indossano per gli Oscar, né sono pagate dalle aziende per farlo; scelgono liberamente di volta in volta cosa indossare, a eccezione di quelle che hanno un contratto con un’azienda, perché per esempio ne fanno da testimonial: è il caso per esempio di Charlize Theron, protagonista delle pubblicità del profumo J’Adore dal 2004 e testimonial di Christian Dior.

Quando un’attrice ha deciso su consiglio della stylist che vestito indossare, lo prova più volte – solitamente almeno quattro – fino ai giorni precedenti alla cerimonia per accertarsi che calzi perfettamente. Alcuni stilisti creano un abito su misura per l’attrice che vestono, altri riadattano abiti che hanno già sfilato in passerella. Quando la casa di moda è europea, il vestito fa avanti e indietro tra Los Angeles e l’Europa ogni volta che l’attrice lo prova, insieme alle persone incaricate di realizzare eventuali modifiche. Per questo Fremar preferisce lavorare con aziende americane perché sono vicine – e quindi le modifiche richiedono meno tempo – e perché capiscono meglio il senso di urgenza degli Oscar. Fremar preferisce inoltre lavorare con aziende grosse e importanti non tanto per una questione di prestigio ma di sicurezza: quelle piccole assumono spesso sarti esterni per i momenti di grosso lavoro, che non è detto siano affidabili ed esperti. I grossi atelier invece possono contare sui loro sarti, che sono in grado di fare le modifiche giuste anche all’ultimo momento.

Tutte e tre le clienti di Fremar quest’anno sono state chiamate sul palco per consegnare un premio e si sono ritrovate quindi, insieme ai loro abiti, al centro dell’attenzione. Freman ha iniziato a lavorare sui loro abiti a inizio gennaio, quando sono arrivati gli inviti ufficiali. Per Theron la scelta di Dior era scontata: Fremar ha contattato gli uffici dell’alta moda dell’azienda suggerendo i colori, la forma e i materiali che più si adattavano all’attrice. «Sono venuti da noi con alcune idee, noi avevamo un po’ di dubbi e domande. Li abbiamo rimandati indietro chiedendo di fare un po’ di modifiche. La cosa è andata avanti per tre volte prima di trovare l’abito giusto», in crêpe di seta rosso con un po’ di strascico e la schiena scoperta. «A quel punto abbiamo preso le misure ed arrivata la prima versione dell’abito a Los Angeles: Theron l’ha provato fino a tre settimane prima della cerimonia. C’è voluto davvero molto lavoro»: l’abito è stato rispedito più volte a Parigi e poi di nuovo Los Angeles, dove Theron l’ha provato fino alla sera di venerdì».

Charlize Theron in Dior (VALERIE MACON/AFP/Getty Images e Jason Merritt/Getty Images)
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Witherspoon ha fatto la scelta più imprevedibile: apprezza lo stile lineare di grossi marchi come Saint Laurent, Calvin Klein e Stella McCartney e nel 2015 aveva indossato Tom Ford. Quest’anno ha scelto di mostrare il suo sostegno a Peter Copping, direttore creativo di Oscar de la Renta dal 2014. Ha scelto un abito viola in taffetà e senza spalline, che ha provato prima a New York e poi a Los Angeles. Fremar e Copping si sono incontrati una prima volta a New York quando lo stilista stava lavorando alla collezione per l’autunno e le mostrò alcuni abiti. Ne ha realizzato uno apposta per Witherspoon che l’ha provato nell’atelier di Oscar de la Renta a New York e poi una seconda volta a Los Angeles: «c’erano un po’ di cose che volevo cambiare», dice Freman, e di fatto è stata ridisegnata la forma dell’abito. Prima della cerimonia ha fatto avanti e indietro tra Los Angeles e New York tre volte, prima di arrivare alla versione definitiva: viola in taffetà e senza spalline.

Reese Witherspoon in Oscar de la Renta (Jason Merritt/Getty Images)
88th Annual Academy Awards - Arrivals

Per Moore Freman ha suggerito di continuare con Chanel, che aveva indossato quando aveva vinto l’Oscar nel 2015. Gli impiegati di Chanel hanno proposto a Moore alcuni vestiti della collezione di alta moda di Karl Lagerfeld perché li provasse: alla fine è stato scelto un abito ampio in pizzo nero con spalline e busto di organza con ricamati in modo geometrico 1.500 Swarowski, ricoperti di tulle nero. L’abito originario era colorato, questo è stato adattato alle richieste di Moore: è stato realizzato in bianco e nero e la gonna è stata allungata fino a terra. Moore l’ha provato quattro volte prima della cerimonia e ci sono volute 500 ore di lavoro e 22 persone per realizzarlo. Chanel solitamente non lavora su commissione, e le modifiche sono un segno del rapporto di amicizia tra Moore e Lagerfeld.

Julianne Moore con un vestito Chanel agli Oscar 2016 (VALERIE MACON/AFP/Getty Images)
Julianne Moore

Il lavoro di Fremar si regge su due importanti equilibri: trovare un abito che rappresenti al meglio le particolarità di uno stilista e i gusti dell’attrice e mantenere insieme originalità e senso della misura: «a questo punto abbiamo visto quasi tutto. Se vai troppo oltre il tracciato vieni criticato: vuoi spingerti un pochino oltre e sembrare diversa ma non vuoi trovarti nel bel mezzo delle critiche».