Silvio Berlusconi nel 2009 (© Mauro Scrobogna/LaPresse)
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  • martedì 23 Febbraio 2016

La NSA spiava anche Silvio Berlusconi

Lo dicono alcuni documenti diffusi da Wikileaks e raccontati dall'Espresso, aggiungendo dettagli sull’estensione dei programmi di sorveglianza del governo americano

Silvio Berlusconi nel 2009 (© Mauro Scrobogna/LaPresse)

La National Security Agency (NSA), l’agenzia governativa degli Stati Uniti che si occupa tra le altre cose di sorveglianza delle telecomunicazioni, ha raccolto materiale su Silvio Berlusconi quando era a capo del suo quarto governo, poco prima delle sue dimissioni nel novembre del 2011. La notizia è stata diffusa da WikiLeaks, l’organizzazione fondata da Julian Assange, e aggiunge nuovi dettagli sull’estensione dei programmi di controllo gestiti dalla NSA in giro per il mondo, rivelati per la prima volta nel 2013 grazie ai dati forniti dall’ex collaboratore dell’agenzia Edward Snowden. L’NSA ha intercettato il consigliere diplomatico di Berlusconi, i colloqui di Berlusconi con il primo ministro israeliano Netanyahu, ma anche i colloqui tra il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e la cancelliera Angela Merkel.

«Un incontro tenutosi il 22 ottobre tra la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro italiano Silvio Berlusconi è stato definito nei giorni seguenti come teso ed estremamente duro verso il governo di Roma dal consigliere personale per le relazioni internazionali del primo ministro italiano, Valentino Valentini. Merkel e Sarkozy, che evidentemente non tolleravano scuse sull’attuale situazione difficile dell’Italia, hanno fatto pressioni sul primo ministro affinché annunciasse forti e concrete misure e affinché le applicassero in modo da dimostrare che il suo governo è serio sul problema del debito».

Questa intercettazione top secret dell’ottobre 2011, che WikiLeaks pubblica in esclusiva con l’Espresso e con un team di media internazionali, dimostra che, oltre a Germania e Giappone, anche il governo italiano era spiato e riapre il caso del complotto ai danni dell’allora presidente del consiglio che aveva spinto i fedelissimi di Berlusconi a chiedere una commissione d’inchiesta.

I cablo di WikiLeaks riportano frasi dettagliate dei protagonisti di quelle intercettazioni: «Sarkozy avrebbe detto a Berlusconi che, mentre le affermazioni di quest’ultimo sulla solidità del sistema bancario italiano, in teoria, potevano anche essere vere, le istituzioni finanziarie italiane potrebbero presto “saltare in aria” come il tappo di una bottiglia di champagne e che “le parole non bastano più” e che Berlusconi “ora deve prendere delle decisioni”. Non solo: il 24 [ottobre] Valentini ha indicato che il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha sollecitato l’Italia ad adottare misure finalizzate a ridurre l’impressione all’interno dell’Unione Europea che l’Italia sia oppressa da un enorme debito, in un momento in cui sta lottando anche con una bassa produttività e la sua economia sta mostrando poco dinamismo».

L’incontro del 22 ottobre avviane a Bruxelles, al consiglio europeo. Il giorno dopo c’è la famosa conferenza stampa di Sarkozy e Merkel, con scambio di sorrisi ironici davanti alle telecamere, quando viene nominato il premier italiano. Qualche giorno dopo, il 12 novembre, Berlusconi si dimetterà.

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