• Cultura
  • mercoledì 10 febbraio 2016

Come nasce una copertina di Charlotte Strick

È tra i personaggi più importanti della grafica editoriale americana: ha disegnato la cover di "Libertà" di Franzen ed è direttore artistico dell'autorevole Paris Review

"Nessuno scompare davvero" di Cathleen Lacey, Edizioni Sur

Charlotte Strick è una delle figure più importanti nel settore grafico ed editoriale negli Stati Uniti. È stata per quattordici anni è l’art director di Faber & Faber, la collana di tascabili della casa editrice Farrar, Straus and Giroux, dal 2011 è direttore artistico della autorevole rivista letteraria Paris Review, e recentemente ha aperto il suo studio grafico, Strick&Williams. Ha disegnato le copertine americane per alcuni dei casi letterari più importanti degli ultimi anni, come Libertà di Jonathan Franzen, 2666 di Roberto Bolaño e I lanciafiamme di Rachel Kushner.

In un articolo pubblicato da Literary Hub e tradotto in italiano da Dario Matrone sul sito di Edizioni Sur, Strick ha raccontato il suo modo di lavorare spiegando come ha trovato l’ispirazione per la sua ultima copertina: Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey, realizzata insieme all’illustratore Patrick Leger. L’illustrazione, divisa in tre riquadri, raffigura una donna che affonda lentamente nell’acqua. Strick ha spiegato di essersi ispirata una vecchia striscia della Marvel che aveva visto tempo prima.

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Secondo Strick la copertina doveva comunicare il senso di profondità della scrittura e la situazione in cui si è trovata la protagonista, una donna che di punto in bianco decide di trasferirsi dagli Stati Uniti in Nuova Zelanda: all’inizio pare una decisione presa senza uno specifico motivo che nasconde però alcuni drammi familiari. Strick ha spiegato che «Mi sono resa conto subito di quant’era originale la scrittura. Era estremamente stratificata, e ho capito che dovevo trovare un modo di suggerire il lento e tortuoso rivelarsi di questa donna»

Più in generale, secondo Strick le copertine svolgono una funzione centrale, per cui bisogna sempre bilanciare cosa viene disegnato e ciò che viene lasciato intendere. «Di solito da lettori – spiega – non vogliamo sapere che aspetto ha il personaggio di un libro. Preferiamo immaginarlo a modo nostro. L’illustrazione è uno splendido modo di mantenere questa distanza. La donna del disegno può essere una tua amica, o il personaggio che ti sei immaginata, ma potresti anche essere tu stessa».

Intervistato da Literary Hub, Leger – che ha realizzato il disegno vero e proprio – ha spiegato l’importanza dell’uso dei colori per  una illustrazione: «Sono convinto che la copertina debba saper comunicare il tono del libro. Molti editori vorrebbero che in copertina ci fossero tutti gli elementi della storia, ma a mio avviso la cover funziona meglio se è grazie al tono che stabilisce un rapporto con il lettore. Il testo del libro poi sviluppa quell’aspettativa iniziale». Strick è convinta che la cura e la bellezza estetica delle copertine avranno un ruolo importante nel futuro dell’editoria e nella progressiva digitalizzazione della lettura: «Credo che il legame tra la copertina e il contenuto di un libro sia più importante oggi, nell’era digitale, di quanto sia mai stato in passato. Via via che su internet acquista sempre più importanza l’aspetto visivo, la copertina del libro diventerà la cosa che spicca di più, che venga vista su un social come Instagram o sulla lista dei suggerimenti di Amazon».

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