• Moda
  • martedì 9 febbraio 2016

Zoolander e il mondo della moda

Anche il sequel della commedia di Ben Stiller ne in prende giro i meccanismi, con la partecipazione e il divertimento di stilisti che hanno disegnato gli abiti e contribuito a lanciarlo

di Enrico Matzeu – @enricomatzeu
Valentino e Ben Stiller alla presentazione di Zoolander 2 a Leicester Square, Londra, 4 febbraio 2016. (Ian Gavan/Getty Images for Paramount Pictures)

Il 12 febbraio esce in Italia Zoolander 2, il film diretto e interpretato da Ben Stiller che è il sequel del famoso Zoolander del 2001, sempre con Ben Stiller e Owen Wilson che interpretano i supermodelli Derek Zoolander e Hansel McDonald. Il primo film era una parodia del mondo della moda e in particolare dei modelli, con la loro vanità e l’eccessiva preoccupazione per il proprio aspetto. Oggi questo tema è diventato ancora più attuale e il nuovo film prende in giro anche altri vezzi del mondo della moda, come la mania dei selfie e il successo dei modelli androgini. Ben Stiller e Owen Wilson interpretano sempre due modelli poco svegli che stavolta lavorano con l’Interpol per fermare un serial killer di popstar. Nel film ci sono anche Penelope Cruz, Olivia Munn e Will Ferrel, e celebrità che interpretano se stesse,  come Justin Bieber, Kim Kardashian, Benedict Cumberbatch, Kanye West, Katy Perry, Demi Lovato, Lenny Kravitz e Mika.

Il primo Zoolander ebbe molto successo di pubblico e critica, e fu molto apprezzato anche nel mondo della moda, che è stato particolarmente coinvolto nel lancio e nella realizzazione del secondo film. L’annuncio di Zoolander 2 è stato fatto a marzo 2015 alla fine della sfilata di prêt à porter di Valentino a Parigi, quando Stiller e Wilson hanno sfilato interpretando le mosse e gli sguardi dei loro personaggi – Zoolander è famoso per le espressioni facciali “Blue Steel” e “Magnum”, con cui riesce addirittura a bloccare gli oggetti che gli arrivano in faccia – mentre la casa di produzione Paramount Pictures confermava su Twitter l’uscita del sequel.

Ben Stiller e Owen Wilson hanno promosso il film, che nelle ultime due settimane è stato presentato nelle principali capitali europee, in modi originali e spesso scherzosi. A Roma, dove è stata girata parte del sequel, hanno posato come manichini viventi nelle vetrine della boutique di Valentino durante AltaRoma, la settimana dell’alta moda italiana, a Londra hanno attraversato le famose strisce pedonali davanti agli studi di Abbey Road che compaiono sulla cover dell’omonimo disco dei Beatles, e alla settimana della moda di Parigi si sono fatti fotografare con l’ex modella Cara Delevingne facendo la faccia da “Blue Steel”.

Magnum halts London traffic! The #Zoolander2 duo stopped by to strike a pose on the Abbey Road crossing.

Una foto pubblicata da Abbey Road Studios (@abbeyroadstudios) in data:

Il mondo della moda si riflette in Zoolander – oltre che con le caricature e gli originali metodi di promozione – anche nei vestiti indossati nel film. Quelli del primo erano molto eccentrici e caricaturali, ispirati allo stile degli anni Novanta. In Zoolander 2 ci sono molti abiti contemporanei realizzati da stilisti internazionali che – dato il successo del primo film – hanno deciso di collaborare. Il sito di moda Fashionista ha spiegato che la costumista del film, Leesa Evans, ha fatto un lavoro di ricerca molto ampio per creare il nuovo look di Derek, cercando ispirazione nelle sfilate degli anni Settanta, nel mondo dell’arte e nei vestiti dei suoi stilisti preferiti, come Yves Saint Laurent e Paco Rabanne. Per Hansel, Evans ha scelto abiti di Dries Van Noten e Haider Ackermann, insieme a gioielli e accessori multietnici. Penelope Cruz, che interpreta l’agente dell’Interpol Valentina, indossa tute in pelle molto aderenti del marchio Costume National.

In un’intervista alla rivista di moda Women’s Wear Daily, Evans ha spiegato che il primo film era nato da un’idea improvvisata di Stiller e che non ci si aspettava un tale successo; il secondo affronta e ritrae il mondo della moda in maniera più completa. «Volevo mostrare la bravura degli stilisti e chiedermi cosa succederebbe se portassimo nella vita di ogni giorno i vestiti di alta moda, delle passerelle e dei servizi sui giornali. L’idea era che il film fosse fatto per il 50 per cento di alta moda e che guardasse all’arte e alla bellezza, e per il 50 per cento di sola commedia». Questa commistione si vede perfettamente negli abiti di Zollander: bizzarri ed eccentrici come quelli delle passerelle, che lui indossa nella vita quotidiana finendo per non riuscire a passare attraverso una porta o a sedersi.

Per i costumi del film Evans ha lavorato con molti stilisti italiani: Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccoli di Valentino, Ennio Capasa di Costume National, e Giuseppe Zanotti, quello delle famose scarpe. In Francia ha lavorato invece con Saint Laurent, Balmain, Kenzo e Opening Ceremony. Gli stilisti hanno disegnato abiti che non sono presenti nelle loro collezioni e che aderiscono invece all’estetica del film, enfatizzando linee, colori e materiali. La stessa Evans ha disegnato e realizzato personalmente alcuni costumi e modificato alcuni abiti da sera, come quelli creati dallo stilista americano Zac Posen per l’attrice Kristen Wiig. Il suo personaggio, Alexanya Atoz, è a capo di un impero della moda e per enfatizzare il suo ruolo indossa sempre abiti di haute couture. Nel film, oltre ai vari attori e personaggi pop, compaiono anche alcuni stilisti reali che interpretano se stessi e che indossano i propri abiti.

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