(BULENT KILIC/AFP/Getty Images)
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  • sabato 6 Febbraio 2016

I profughi di Aleppo, fotografati

Bulent Kilic ha fotografato i siriani arrivati al confine con la Turchia nelle ultime 24 ore, dopo il nuovo attacco del regime di Assad ai ribelli della città nel nord della Siria

(BULENT KILIC/AFP/Getty Images)

Nelle ultime 24 ore più di 35mila siriani hanno lasciato le loro case ad Aleppo, una città della Siria settentrionale, a causa degli scontri tra esercito siriano e ribelli, e hanno raggiunto il confine con la Turchia. Il governo turco ha detto di essere pronto ad aiutare i profughi, ma al momento il confine tra i due paesi rimane chiuso. Il governatore della provincia turca di Kilis, che si trova subito al di là del confine, ha detto che il governo turco è in grado di aiutare i profughi anche mentre si trovano in Siria. Il fotografo Bulent Kilic è andato al confine tra Siria e Turchia e ha fotografato quello che sta succedendo.

Fin dall’inizio della guerra in Siria, nel 2011, la Turchia è stata una delle destinazioni più facili da raggiungere dai siriani costretti a lasciare le loro case: negli ultimi giorni, comunque, il flusso dei profughi è aumentato improvvisamente. Il regime siriano ha iniziato un nuovo attacco con l’appoggio dell’aviazione russa contro le posizioni che i ribelli occupano a nord della città. Centoventi combattenti di entrambi gli schieramenti sono stati uccisi venerdì in una serie di scontri in alcuni paesi nella periferia settentrionale di Aleppo. La NATO e diversi funzionari e leader occidentali hanno condannato l’attacco che il regime di Bashar al Assad aveva iniziato proprio mentre a Ginevra, in Svizzera, si provava a mettere in piedi una nuova conferenza di pace a cui avrebbero dovuto partecipare delegati del regime e delle principali fazioni ribelli. I colloqui sono stati sospesi giovedì scorso dopo meno di una settimana dal loro inizio.

Aleppo è la città della Siria dove i combattimenti sono stati più violenti: si calcola che dal 2012 più di 15 mila persone sono morte negli scontri tra ribelli e regime. La città ha una grossa importanza strategica e simbolica. Si trova nel nord della Siria, non molto lontano dal confine con la Turchia, che per i ribelli è fondamentale per continuare a ricevere aiuti e nuove reclute. È anche la seconda città della Siria e prima dell’inizio della guerra aveva circa due milioni di abitanti. È considerata la capitale economica del paese e i suoi abitanti sono in media tra i più ricchi della Siria.

Ad Aleppo si combatte dal luglio 2012 ma da diverse settimane – da quando la Russia ha cominciato a bombardare in Siria in appoggio al regime di Assad – l’esercito siriano ha ottenuto delle significative vittorie militari. Questa settimana l’esercito ha intensificato gli attacchi, riuscendo ad occupare diverse cittadine di importanza strategica nella periferia della città e a tagliare alcune importanti vie di rifornimento per i ribelli. Secondo diversi analisti, sarebbe un colpo gravissimo per il morale dei ribelli se le loro forze venissero completamente espulse da Aleppo e dalla sua periferia. Circa due milioni di rifugiati siriani si trovano al momento in campi profughi all’interno della Turchia.