(GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Il più importante premio europeo di fumetti, senza donne tra i candidati

La lista dei 30 candidati al “Gran Prix” di Angoulême aveva trascurato artiste molto importanti e comprendeva solo uomini: dopo molte proteste il festival ha cambiato idea

(GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Il “Gran Prix” di Angoulême – il più importante premio europeo per i fumetti, che sarà assegnato il 29 gennaio – ha annunciato ufficialmente che sei autrici donne saranno aggiunte alla lista dei candidati al premio, dopo le polemiche per l’assenza totale di fumettiste o disegnatrici nella prima lista dei 30 candidati, composta da soli uomini.

Il premio viene assegnato durante il “Festival international de la bande dessinée d’Angoulême” in Francia a un autore o autrice di fumetti. È il più prestigioso di questo genere a livello europeo, tanto che viene spesso chiamato “l’Oscar del fumetto”. Il 5 gennaio il festival ha annunciato la lista dei candidati di quest’anno, e su 30 posti disponibili non c’era nessuna donna. A farlo notare – e iniziare la protesta – è stato un post del collettivo femminista , nato nel 2005 con l’obiettivo di cambiare il mondo dei fumetti, storicamente considerato sessista e poco aperto verso le autrici. Il collettivo è composto da oltre 100 autrici e disegnatrici, tra cui Marjane Satrapi, Julie Doucet, Jessica Abel, e le italiane Giulia Sagramola e Rita Petruccioli. Nel post pubblicato il 5 gennaio scrivono: “Protestiamo contro questa discriminazione evidente, questa negazione totale della nostra rappresentanza in un campo in cui lavorano sempre più donne”, e inoltre ricordano che nelle 43 edizioni del premio solo una volta ha vinto una donna: l’autrice francese Florence Cestac nel 2000.

Per sostenere questa protesta, nove tra i fumettisti candidati al premio, tra cui alcuni dei più importanti al mondo, si sono ritirati: tra questi Daniel Clowes, Milo Manara, Joann Sfar, Chris Ware e Riad Sattouf, pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard, che sulla sua pagina Facebook ha consigliato alcuni nomi di autrici da inserire al suo posto. Su Twitter l’hashtag #WomenDoBD è stato uno dei “trending topic” in Francia e ha raccolto molti disegni e fumetti di protesta.

Franck Bondoux, amministratore delegato del festival, ha inizialmente difeso la scelta dei 30 candidati uomini, sostenendo che il premio è un riconoscimento alla carriera. Intervistato dal giornale francese Le Monde ha detto: “Sfortunatamente esistono poche donne nella storia dei fumetti. Questa è la realtà, anche se vai al Louvre ci sono poche artiste donne”. L’account Twitter ufficiale del festival ha sintetizzato quello che Bondoux ha detto a Le Monde in un tweet abbastanza chiaro: “Il Festival di Angoulême ama le donne… Ma non si può riscrivere la storia del fumetto».

In un’altra intervista data al sito Telerama, alla domanda sul perché non fosse stata considerata l’influente e apprezzata Claire Bretécher, Bondoux ha risposto che è stata premiata con il Grand Prix Speciale per il 10° anniversario del Festival nel 1983 e non è più candidabile al premio. Il problema è che lo stesso premio era stato ricevuto da Joann Sfar nel 2003, ma Sfar era comunque presente nella lista di quest’anno. Un altro caso del genere riguarda Marjane Satrapi, che era nella lista dei finalisti negli ultimi due anni ma ne è rimasta fuori quest’anno. Bondoux ha detto che Satrapi non può più ricevere il Grand Prix perché non più in attività (Satrapi ha annunciato il suo ritiro recentemente), ma il ritiro non ha impedito apparentemente la premiazione di Bill Watterson nel 2014, nonostante il disegnatore di Calvin & Hobbes sia fuori dal mondo del fumetto dal 1995.

Infine il 6 gennaio il Festival ha deciso di cambiare la decisione e ha annunciato che saranno aggiunte sei autrici alla lista dei 30 candidati al titolo.

I nomi non sono ancora stati annunciati ufficialmente, ma secondo quanto riportato dall’edizione francese dell’Huffington Post saranno l’autrice e disegnatrice americana Lynda Barry, la canadese Julie Doucet, l’artista di manga giapponese Moto Hagio, l’autrice iraniana naturalizzata francese Marjane Satrapi, la francese Chantal Montellier e la britannica Posy Simmonds. Ma anche questa scelta farà discutere, probabilmente: una cosa è tenere in eguale considerazione autori e autrici fin dall’inizio, selezionandole in base agli stessi criteri, e un’altra è la tardiva aggiunta di sei autrici donne in quanto tali.

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