La House of Commons, il 2 dicembre 2015 (Parliamentary Recording Unit via AP Video)
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  • mercoledì 6 Gennaio 2016

Il parlamento britannico dovrà discutere se vietare l’ingresso nel paese a Donald Trump

Succederà perché 570mila persone hanno firmato una petizione per bandire dal Regno Unito il discusso politico statunitense (ma non prenderà una decisione vincolante)

La House of Commons, il 2 dicembre 2015 (Parliamentary Recording Unit via AP Video)

Il Parlamento del Regno Unito è tenuto a discutere qualsiasi petizione che ottenga almeno 100mila firme da parte dei cittadini dello stato. Negli ultimi giorni si sta molto parlando di una petizione che è stata firmata da circa 570mila cittadini britannici: riguarda Donald Trump e chiede di impedirne l’ingresso nel Regno Unito. La petizione è stata presentata a novembre e negli ultimi giorni il Parlamento ha comunicato che la questione verrà discussa il 18 gennaio nella Camera dei comuni, la “camera bassa” del Regno Unito.

Il Guardian scrive che i parlamentari britannici discuteranno anche un’altra petizione, che è stata firmata da 40mila persone e chiede l’esatto opposto della prima: “non vietare a Trump l’ingresso nel Regno Unito“. Nonostante le 40mila firme siano al di sotto della soglia che obbliga a prendere in considerazione una raccolta firme, entrambe le petizioni saranno discusse. In ogni caso, il 18 gennaio i parlamentari della Camera dei comuni non prenderanno nessuna decisione vincolante nei confronti di Trump ma si limiteranno a discutere la questione ed esprimere delle opinioni a riguardo.

Negli ultimi mesi Donald Trump, uomo d’affari e candidato alle primarie del Partito Repubblicano in vista delle elezioni presidenziali del 2016, ha fatto molto parlare di sé per le sue idee piuttosto radicali – e per il modo sfrontato in cui le esprime – su molti temi, tra cui quello dell’immigrazione. L’8 dicembre Trump ha per esempio proposto la “totale e completa chiusura delle frontiere” degli Stati Uniti per le persone di religione musulmana (anche quelle straniere che avrebbero diritto a entrare sulla base dei visti che possiedono e delle leggi vigenti, anche quelle di nazionalità statunitense che si trovano momentaneamente all’estero per lavoro).

Trump usò Londra come esempio della radicalizzazione di certi musulmani e disse che in certe aree di Londra ci sono così tanti musulmani radicali che la polizia evita di andarci, per paura. Sembra che la maggior parte delle firme contro un eventuale ingresso di Trump nel Regno Unito siano arrivate nei giorni successivi a quelle dichiarazioni. La polizia di Londra rispose piuttosto duramente alle parole di Trump e il sindaco di Londra Boris Johnson disse: «L’unico motivo per cui non andrei in certe parti di New York è che lì rischierei di incontrare Donald Trump».

La discussione riguardante Trump non sarà vincolante ma non è nemmeno impossibile che – magari a seguito di un parere positivo della House of Commons sull’idea di impedire che entri nel Regno Unito – a un politico straniero venga vietato l’ingresso nel Regno Unito. Il ministero degli Interni britannico può infatti bloccare l’ingresso a persone e politici le cui idee sono ritenute estreme, divisive e inaccettabili. Pamela Geller e Robert Spencer, due attivisti anti-musulmani degli Stati Uniti non possono per esempio, proprio per questi motivi, entrare nel Regno Unito, spiega il Washington Post. Il primo ministro David Cameron aveva già detto, quando per la prima volta si era parlato del successo della petizione, che non avrebbe appoggiato il divieto di accesso nel paese per Trump.