Scott Olson/Getty Images

Trump ha proposto di non far più entrare i musulmani negli Stati Uniti

La proposta ha provocato un certo sconcerto tra la stampa e gli altri candidati, e sarebbe sicuramente incostituzionale

Scott Olson/Getty Images

Aggiornamento del 9 dicembre: Le dichiarazioni di Donald Trump sull’immigrazione, che lui stesso ha ribadito più volte nel corso della giornata di martedì 8, sono state molto criticate negli Stati Uniti e all’estero, da diversi politici ed esponenti delle comunità musulmane. In particolare il portavoce del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha detto, senza menzionare esplicitamente Trump, che la retorica anti musulmana “rafforza la narrativa dell’ISIS, e il presidente della Camera, il repubblicano Paul Ryan, ha detto che le dichiarazioni di Trump non rispecchiano i valori del partito. Infine, anche un portavoce della Casa Bianca ha condannato le dichiarazioni di Trump.

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Donald Trump, imprenditore statunitense e candidato alle primarie del Partito Repubblicano in vista delle elezioni presidenziali del 2016, ha proposto la “totale e completa chiusura delle frontiere” per le persone di religione musulmana: anche quelle straniere che avrebbero diritto a entrare sulla base dei visti che possiedono e delle leggi vigenti, anche quelle di nazionalità americana che si trovano momentaneamente all’estero per lavoro. Il divieto proposto non si applicherebbe alle persone musulmane già nel paese, ha spiegato lo staff di Trump.

L’annuncio è stato fatto con un comunicato della campagna elettorale che inizia così:

Donald J. Trump is calling for a total and complete shutdown of Muslims entering the United States until our country’s representatives can figure out what is going on.

Donald J. Trump chiede una totale e completa interruzione degli ingressi di musulmani negli Stati Uniti finché i nostri rappresentanti non riescono a prendere in mano la situazione.

Il testo prosegue poi con una dichiarazione di Donald Trump:

«Anche senza guardare ai sondaggi, è evidente a tutti che ci sia un odio incomprensibile [nei nostri confronti]. Da dove venga quest’odio e perché, dobbiamo ancora capirlo. Finché non saremo in grado di determinarlo, comprendere questo problema e la pericolosa minaccia che rappresenta, il nostro paese non può essere vittima di attacchi orrendi da parte di persone che credono solo nel jihad, non hanno ragionevolezza né rispetto per la vita umana. Se vincerò le elezioni, renderemo l’America di nuovo grande»

La dichiarazione di Trump ha provocato un certo sconcerto sia tra la stampa che tra i suoi avversari, Repubblicani e Democratici. Moltissimi hanno ricordato che una discriminazione del genere su base religiosa non avrebbe precedenti nella storia degli Stati Uniti, che sono stati fondati su opposte premesse di libertà personale e religiosa, e sarebbe senza dubbio bocciata dalla Corte Suprema come incostituzionale; senza contare che contraddice esplicitamente quanto molti hanno detto in queste settimane riguardo la necessità di non trasformare la lotta al terrorismo in una lotta contro i musulmani, a meno di non voler rafforzare i terroristi stessi.

Il New York Times ha detto che si tratta di una “straordinaria escalation retorica mirata alle paure degli elettori”, Buzzfeed ha titolato il suo articolo “Ma che diavolo: Trump chiede di non far entrare più musulmani in America”, per fare un paio di esempi; ma anche il Wall Street Journal ha sottolineato come giuristi e costituzionalisti anche conservatori abbiano liquidato la proposta come assurda. Il candidato Repubblicano John Kasich ha detto che Trump è «completamente inadeguato a guidare gli Stati Uniti», l’altro candidato Jeb Bush lo ha definito «fuori di testa».

Alcuni si sono spiegati l’uscita di Trump con il fatto che negli ultimi sondaggi il candidato Repubblicano Ted Cruz sembra averlo superato in Iowa, il primo stato in cui si vota per le primarie, il prossimo febbraio 2016. Più volte, quando si è trovato in difficoltà, Trump ha reagito dicendo cose molto forti e controverse – soprattutto sull’immigrazione, il tema sul quale ha più guadagnato consensi – e tornando al centro dell’attenzione. Cruz è un senatore del Texas: è un candidato un po’ più “istituzionale” di Trump, ma ha anche lui idee molto conservatrici e fin qui non ha mai criticato duramente Trump, per non alienarsi i suoi elettori. L’unica cosa che ha detto sulle ultime dichiarazioni di Trump è: «Questa non è la mia policy. Ho proposto invece in Senato una moratoria di tre anni sugli ingressi di tutti i rifugiati che arrivano da paesi controllati in parte dall’ISIS o da Al Qaida».

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