Grazie al cielo che c’era Woody Allen

Per fortuna che c'è stato, in questi ottant'anni compiuti oggi: il numero uno nella categoria di se stesso

Come Woody Allen non c’è nessuno. Ci sono quelli – pochi, illustri, ammirati – che sono tra “i più” della loro categoria. Ci sono anche quelli – rarissimi – che sono “il più” della loro categoria. E poi ci sono quelli che non hanno la categoria. Cosa vorreste mai dire di Woody Allen, che è “il più grande comico ebreo”? “Il migliore battutista di tutti i tempi”? Woody Allen è il numero uno nella categoria di Woody Allen, il creatore di Woody Allen in quanto categoria monoesemplare.

Woody Allen ha messo dentro la cultura del Novecento, con ricadute ancora nel secolo successivo, un’enorme quantità di immagini, riflessioni, battute, nonché se stesso in quanto personaggio. Ha identificato se stesso col personaggio inventato, e il personaggio inventato con se stesso. Ha fatto sì che in una quantità di occasioni quotidiane pensiamo alle cose di Woody Allen o persino facciamo e diciamo le cose di Woody Allen senza accorgercene o magari senza neanche saperlo. Producendo una ricchissima quantità di storie e situazioni tutte con una incredibile coerenza: quanto puoi far ridere, facendo sempre la stessa parte, o avendo sempre lo stesso senso dell’umorismo?
Lui tanto.

Poi ha avuto momenti meglio riusciti, e momenti meno: non tanti, però. E ognuno ha le sue fasi di Woody Allen preferite. E ha fatto un po’ di casini – nella vita vera, se si può distinguere – non del tutto perdonabili. Perché è Woody Allen stesso ad averci insegnato un modo di vedere le cose per cui non diremmo “gli si perdona tutto”.
Ma malgrado siamo tutti rispettosi dell’espressione “nessuno è insostituibile”, è chiaro che Woody Allen non sarebbe sostituibile, non ci fosse stato. Ci sarebbe un buco. E quindi per fortuna che c’è stato, Woody Allen, in questi ottant’anni compiuti oggi.

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