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  • giovedì 26 Novembre 2015

Una giornata particolare alla Camera britannica

Durante la seduta di ieri un laburista ha tirato fuori il "Libretto Rosso" di Mao, mandando in estasi Cameron e i suoi, e poi il presidente ha invitato tutti a calmarsi facendo yoga

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John McDonnell è dal 1997 un parlamentare britannico del partito laburista. Da alcune settimane – da quando il capo del Labour è Jeremy Corbyn – è anche ministro ombra delle Finanze dei laburisti, il principale partito di sinistra del Regno Unito. Il ruolo di McDonnell consiste nel fare proposte alternative a quelle del vero ministro delle Finanze: George Osborne del Partito conservatore (il ministro delle Finanze lì si chiama in realtà “Cancelliere dello Scacchiere”). Il 25 novembre alla Camera si stava parlando di spending review, la revisione – spesso con “tagli” – delle spese pubbliche di uno stato. Per criticare le scelte di Osborne, soprattutto quella di fare importanti accordi commerciali con la Cina, McDonnell ha citato, in un discorso fatto nel Parlamento del Regno Unito, una frase tratta dal Libretto Rosso, un libro che raccoglie testi e discorsi di Mao Zedong, leader del Partito comunista cinese dagli anni Quaranta agli anni Settanta.

McDonnell ha detto: «Citerò Mao, una cosa che è stata fatta raramente in questo luogo», e ha poi letto un estratto dal libro, che parla della necessita di imparare l’economia da chiunque, trattando tutti come maestri, apprendendo da loro in modo rispettoso e coscienzioso, senza pretendere di sapere quello che invece non sappiamo. «Penso possa essergli utile per questa sua nuova relazione», ha detto McDonnell riferendosi o Osborne e alla Cina, prima di spingere il Libretto Rosso sul tavolo davanti al quale Osborne era seduto.

Il Guardian scrive che nel Parlamento britannico ci sono state – durante e dopo il discorso – reazioni di diverso tipo. Al momento della citazione in molti hanno riso. Nelle ore successive sono invece arrivate alcune critiche per McDonnell e la citazione, che è stata ritenuta inopportuna: soprattutto perché più volte negli ultimi mesi la linea del nuovo segretario Corbyn è stata giudicata eccessivamente radicale e obsoleta per attrarre gli elettori britannici. Secondo altri la teatralità e l’ironia di McDonnell hanno fatto passare in secondo piano ciò di cui si stava parlando.

Osborne ha risposto a McDonnell prendendo in mano il Libretto Rosso e dicendo: «Oh, guarda. È la sua copia personale autografata! Il problema è che metà governo ombra è stato mandato in rieducazione», con riferimento al laogai, il tipo di lavori forzati a cui Mao obbligava i suoi avversari politici. Alle sue spalle si vede un molto divertito David Cameron, primo ministro del Regno Unito.

Jonathan Jones ha analizzato sul Guardian il significato politico di quanto fatto da McDonnell:

L’incredula ilarità di Cameron è comprensibile. Per almeno un secolo, dalla rivoluzione Russa del 1917 in poi, il partito conservatore e la stampa conservatrice hanno accusato il Partito laburista – un partito che è quasi sempre stato piuttosto cauto e moderato, che ha ospitato politici riformisti e centristi – di avere fini rivoluzionari di stampo marxista e di avere simpatie comuniste.

Stavolta invece, scrive Jones, i laburisti hanno fatto tutto da soli: hanno davvero citato Mao durante n dibattito in Parlamento. Di solito era la destra che cercava di associare i laburisti a Mao, con operazioni di propaganda un po’ scorrette; stavolta quella cosa l’ha fatta lo stesso McDonnell. «Ha portato una delle icone delle politiche marxiste rivoluzionarie nella discussione, citandola e brandendola, facendola vedere al Parlamento e al primo ministro. È come se avesse srotolato una bandiera rossa».

Durante la seduta parlamentare del 25 novembre c’è stata anche un’altra frase molto ripresa dai siti e dai giornali britannici. L’ha detta il presidente della Camera dei comuni, il conservatore John Bercow. Per cercare di far calmare i parlamentari, impegnati in un dibattito piuttosto caotico e rumoroso, Bercow ha detto: “Ragazzi, tornate in voi. Iniziate a fare yoga».