(AP Photo/Leesa Willmott)
  • Scienza
  • martedì 10 novembre 2015

Che cosa sono i “buchi nel cielo”

Si formano nel bel mezzo di una nuvola per un particolare e raro fenomeno atmosferico (e quindi no, non sono causati dagli UFO)

(AP Photo/Leesa Willmott)

Ci sono i buchi nell’acqua, i buchi nel suolo, i buchi neri, e poi ci sono i buchi nel cielo, un evento meteorologico piuttosto raro e molto spettacolare. Chiamati anche buchi nelle nuvole (in inglese “fallstreak hole”), sono spazi di forma circolare, solitamente enormi, che si formano nei cirrocumuli e negli altocumuli, parole complicate per definire rispettivamente le nubi di piccola dimensione a forma di batuffolo di cotone e quelle di medie dimensioni che di solito coprono il cielo con grandi fiocchi globulari. Un tempo i buchi nel cielo erano associati a eventi sovrannaturali ma, benché ci sia ancora qualcuno che crede siano formati dal passaggio di un UFO, i meteorologi hanno da tempo elaborato valide teorie per spiegare il modo in cui si formano ed evolvono.

Semplificando, le nuvole sono formate da miriadi di minuscole gocce d’acqua sospese nell’aria. A seconda della quota, della pressione atmosferica e di altre variabili, capita che le gocce non congelino anche se la temperatura intorno a loro è molto bassa e ben oltre il punto di congelamento. Questa condizione di quiete – che si chiama “sopraffusione” – fa sì che le gocce restino liquide fino a quando non interviene una perturbazione di qualche tipo, come un corpo estraneo, che altera l’equilibrio portando una goccia a congelare istantaneamente. Bastano pochi cristalli di ghiaccio appena formati per innescare una sorta di effetto domino, con la formazione di altri miliardi di cristalli ghiacciati.

I cambiamenti nell’equilibrio della nuvola e le correnti d’aria portano i cristalli a quote più basse, svuotando in parte la nuvola (in pratica un pezzo della nuvola si stacca e lascia un vuoto). Il fenomeno si verifica con una discreta rapidità: in alcuni casi in un’ora un buco nel cielo può ingrandirsi fino a raggiungere un diametro di 50 chilometri. Di solito il buco continua ad allargarsi fino a quando non ha consumato l’intera nuvola, ma può anche accadere che il fenomeno si arresti e che il buco si richiuda se intervengono altre condizioni, come l’arrivo di un altro fronte di nubi o il passaggio di venti più forti in quota.

Spesso i buchi nelle nuvole sono innescati dal passaggio di un aeroplano, che rompe lo stato di quiete delle gocce d’acqua superfredde in sospensione innescando il loro congelamento. Per questo motivo il fenomeno viene spesso interpretato in modi creativi, e complottistici, da parte dei sostenitori della balla delle scie chimiche. All’interno del buco talvolta si forma anche un arcobaleno, dovuto alla luce del sole che viene rifratta dai cristalli di ghiaccio e scomposta nelle sue componenti spettrali (la parte visibile sono i colori che messi insieme formano quella che chiamiamo luce bianca).

I buchi nel cielo non sono un fenomeno molto frequente, ma anche grazie ai social network e alla rapidità con cui circolano le immagini di cose strane che ci capitano sulla testa, iniziano a essere visti e conosciuti da molte più persone rispetto a un tempo. Anche se sono rari, si pensa che si possano verificare praticamente in qualsiasi parte del mondo, se può esservi di conforto.

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