(AP Photo/Jeff Roberson)
  • Cultura
  • mercoledì 28 Ottobre 2015

Il grande arco di St. Louis ha 50 anni

La storia e le foto della costruzione del Gateway Arch: l’arco più alto al mondo, il monumento più grande di tutto l’emisfero occidentale

(AP Photo/Jeff Roberson)

Il 28 ottobre di 50 anni fa a St. Louis nel Missouri, Stati Uniti, fu completata la costruzione del Gateway Arch, l’enorme arco alto 192 metri che in pochi anni sarebbe diventato uno dei monumenti statunitensi più conosciuti (dopo la Statua della Libertà, certo, che però fu donata dai francesi). Visibile praticamente da qualsiasi punto della città, è l’arco più alto al mondo e il monumento più grande di tutto l’emisfero occidentale. Nel corso degli anni è diventato un elemento centrale nella cultura di St. Louis; ci sono romanzi, sinfonie, poemi e film che in un modo o nell’altro contengono riferimenti a questa costruzione, dalla storia piuttosto travagliata.

Nei primi anni Trenta del Novecento la città di St. Louis decise di avviare un ambizioso progetto per costruire un “Memoriale Nazionale” lungo il fiume Mississippi, in un’ampia area lungo l’argine poco sfruttata. Fu costituita la Jefferson National Expansion Memorial Association, con l’obiettivo di dedicare il memoriale “agli uomini che hanno reso possibile l’espansione territoriale verso ovest degli Stati Uniti, in particolare il presidente Jefferson, i suoi assistenti Livingston e Monroe, i grandi esploratori Lewis e Clark, i cacciatori e i pionieri”. Benché fosse ritenuta da molti uno sperpero di denaro pubblico, l’iniziativa proseguì negli anni seguenti e fu vista comunque come un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro. La legge federale che istituiva il memoriale fu firmata dall’allora presidente Franklin D. Roosevelt nel 1934, dopo alcuni complicati passaggi al Congresso, che inizialmente l’aveva accantonata.

Grazie ai circa 9 milioni di dollari stanziati per la prima fase di realizzazione del memoriale, la città eseguì gli espropri e demolì i palazzi che si trovavano lungo il fiume, con una serie di operazioni che proseguirono fino alla fine degli anni Trenta, anche a causa di diversi ritardi dovuti a contenziosi legali. I sostenitori del progetto si resero presto conto che il Jefferson National Expansion Memorial, ancora da costruire, avesse bisogno di un monumento molto distintivo per spiccare e farsi notare non solo in città. Furono fornite alcune linee guida e nel 1947 fu aperto un concorso per selezionare la proposta più convincente. Fu scelta quella di Eero Saarinen, architetto e designer finlandese naturalizzato statunitense, che propose la costruzione di un grande arco per rappresentare “la porta d’ingresso verso l’ovest, l’espansione di una nazione e via discorrendo”.

Ottenute le approvazioni, Saarinen e colleghi perfezionarono il loro progetto, arricchendolo con altri edifici e infrastrutture per rendere più accessibile e fruibile l’intero sito del memoriale. La costruzione del Gateway Arch iniziò il 12 febbraio del 1963, un paio di anni dopo la morte di Saarinen, con la posa della prima sezione dell’arco. Anche se con qualche ritardo, i lavori per la realizzazione del monumento andarono avanti piuttosto spediti, anche grazie al sistema per costruirlo che prevedeva l’utilizzo di grandi moduli (prismi a base triangolare) da assemblare insieme dalle due basi fino al culmine dell’arco stesso. Le radio locali segnalavano i giorni in cui era previsto il sollevamento dei nuovi moduli, così da permettere alle persone di andare a osservare le fasi di costruzione.

La chiave di volta del Gateway Arch fu inserita il 28 ottobre del 1965, completando di fatto la costruzione dell’arco. All’interno di quel modulo furono inseriti fogli con le firme di oltre 760mila studenti delle scuole del Missouri. La costruzione delle altre infrastrutture e del museo del memoriale richiesero più tempo, quindi l’arco fu ufficialmente aperto al pubblico solo nel 1967. La costruzione dell’arco richiese in tutto 13 milioni di dollari, circa 180 milioni di dollari dei giorni nostri.

Il Gateway Arch è alto e largo 192 metri e ha una sezione a forma di triangolo equilatero, i cui lati sono lunghi 16 metri alla base e 5,2 metri alla cima: questa soluzione ha permesso di gestire meglio i pesi e la stabilità dell’arco. Le pareti sono costituite da uno strato di acciaio inossidabile, due strati di acciaio al carbonio e uno di cemento per i primi 90 metri delle due basi. L’interno dell’arco è cavo e contiene una serie di carrelli su rotaia per portare i visitatori in cima, dove c’è un punto di osservazione.

L’arco pesa nel complesso quasi 39mila tonnellate ed è in grado di sopportare venti fino a 240 chilometri orari. Questo significa che oscilla, con un massimo di circa 23 centimetri da un lato e dall’altro. In termini matematici, il Gateway Arch ha la forma di una catenaria pesata capovolta, una curva con aspetto simile a una parabola, ma in realtà ha l’andamento di una corda con i suoi estremi vincolati e lasciata pendere, essendo soggetta solo al suo peso. Negli ultimi anni sono state condotte analisi di vario tipo sullo stato della struttura e dell’acciaio: hanno portato a una prima serie di attività di manutenzione più incisive, che stanno costando centinaia di migliaia di dollari.

Gateway Arch - St Louis

Il 25 maggio 1968, il Gateway Arch fu dedicato a Hubert Humphrey, vice presidente statunitense durante l’amministrazione di Lyndon Johnson, e principale promotre del Civil Rights Act, la storica legge che nel 1964 dichiarò illegali le discriminazioni razziali (e religiose, e di genere) negli Stati Uniti. In 50 anni di storia, il Gateway Arch è stato al centro di diverse iniziative, soprattutto da parte di appassionati di sport estremi e di acrobazie. Nel 1973 una mongolfiera fu fatta passare sotto l’arco, ma durante una manovra sfiorò la struttura e precipitò di circa 21 metri prima di stabilizzarsi nuovamente. Negli anni decine di persone, autorizzate e non, si sono paracadutate dal Gateway Arch: nel 1980 un paracadutista si lanciò da un aereo raggiungendo il punto più alto dell’arco, da dove si sarebbe dovuto paracadutare una seconda volta per raggiungere il suolo, ma una folata di vento lo fece precipitare causandone la morte. Nel 1992 un uomo scalò l’arco usando alcune ventose e, raggiunta la cima, si paracadutò al suolo.

Il Gateway Arch è il monumento più conosciuto di St. Louis, compare in migliaia di pubblicazioni, su monete commemorative di vario tipo e viene spesso adottato anche dallo stato del Missouri per illustrare le sue attività e renderle più riconoscibili. Nel romanzo di esordio dello scrittore statunitense Jonathan Franzen, La ventisettesima città (1988), ci sono molti riferimenti al Gateway Arch; il compositore olandese Peter Schat nel 1997 ha scritto la Arch Music for St. Louis, una sinfonia dedicata alla città ispirata al suo monumento più conosciuto.

Secondo diversi osservatori, il Gateway Arch richiama molto il progetto mai realizzato di un arco per l’EUR, il quartiere di Roma sede dell’Esposizione universale del 1942, che poi non fu organizzata a causa dell’inizio della Seconda guerra mondiale. Nei progetti l’arco dell’EUR avrebbe dovuto avere un’ampiezza maggiore rispetto a quella del monumento di St. Louis. In occasione dei XX Giochi olimpici invernali a Torino è stato costruito un grande arco rosso in metallo che sorregge una passerella per unire due quartieri di Torino sud, divisi dalla ferrovia. L’arco olimpico di Torino è alto 69 metri e largo 55 ed è diventato uno dei simboli del rinnovamento architettonico di una parte periferica della città.

#igerstorino #GuardianTorino

A post shared by Uccio D'Agostino (@uccio2) on