Papa Francesco in piazza San Pietro, agosto 2015 (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
  • Italia
  • martedì 20 ottobre 2015

Il Papa sta esagerando?

Lo scrive – "umilmente e sommessamente" – Massimo Gramellini sulla Stampa, dopo la notizia dello scambio di lettere con un politico romano di estrema sinistra

Papa Francesco in piazza San Pietro, agosto 2015 (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Sulla Stampa di oggi Massimo Gramellini sostiene – “umilmente e sommessamente” – che Papa Francesco stia “esagerando” nel suo attivismo nella politica italiana e romana in particolare, dopo la notizia diffusa dal Guardian della lettera che ha inviato ad Andrea Alzetta, noto a Roma come “Tarzan”, militante dei centri sociali, dirigente di un’organizzazione che occupa case ed ex consigliere comunale a Roma. Il tema dell’attivismo mediatico del Papa ricorre periodicamente fin dal momento della sua elezione ed è tornato molto d’attualità quando di recente ha risposto in modo piuttosto brusco, inusuale e impreciso a una domanda riguardo la presenza negli Stati Uniti (durante la sua visita) dell’allora sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Si può dire, umilmente e sommessamente, che questo Papa sta un po’ esagerando? Ieri si è saputo che ha scritto all’ex consigliere capitolino di estrema sinistra Andrea Alzetta detto Tarzan, collezionista di denunce per violazione di domicilio e invasione e devastazione di edifici, esortandolo «a occuparsi di chi non ha casa». Invito che l’interessato ha interpretato come un «caldo incoraggiamento» a occupare le case altrui. I conservatori deprecano la tendenza di Francesco a intrecciare rapporti con persone che cavalcano la tigre della protesta sociale senza fermarsi dinanzi alla legge. Da laico mi infastidisce di più la sua attenzione esasperata e ormai esasperante verso tutto ciò che accade nella capitale di uno Stato estero confinante col suo. Fin dalla prima apparizione sulla balconata di San Pietro ha preso molto sul serio il ruolo di vescovo di Roma, forse sottovalutando il particolare che quando apre bocca non è il vescovo che parla ma il Papa. Dopo avere affossato il sindaco con una battuta, l’altro giorno ha chiesto scusa per gli scandali che hanno colpito la città. Non mi risulta che il capo della Chiesa universale abbia fatto lo stesso per gli scandali che scoppiano quotidianamente in altri punti del globo.

(continua a leggere sul sito della Stampa)

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