Photo Baksa Norbert Studio G3 STUDIO (Facebook)
  • Moda
  • venerdì 9 Ottobre 2015

Le contestate foto di moda di una “modella migrante”

Le ha scattate un fotografo ungherese, ricevendo molte critiche e sollevando una vecchia questione sugli effetti delle "provocazioni"

Photo Baksa Norbert Studio G3 STUDIO (Facebook)

Norbert Baksa è un fotografo ungherese che lavora spesso con la moda che ha avuto un’idea che in questi giorni gli ha procurato attenzioni in tutto il mondo ma soprattutto violente critiche: usare la crisi dei migranti nell’Europa orientale come contesto per un servizio fotografico di vestiti di lusso.
Il progetto si intitola Der Migrant (Il migrante) e Baska ha pubblicato alcune delle foto questa settimana sul suo sito, promuovendolo via Twitter e Facebook, scatenando così le critiche di molti, che hanno trovato la scelta sgradevole: ma ottenendo, complici l’idea e le foto delle modelle, alcune meno vestite, moltissima attenzione dai media e dai social network.

Le foto mostrano una modella (Monika Jablonczky) in situazioni ambientate al confine dell’Ungheria, dove centinaia di persone arrivano dirette in diversi stati dell’Europa: la modella è raffigurata ad esempio con la maglietta aperta mentre si scatta una foto (con uno smartphone che ha sulla cover il simbolo di Chanel), mentre lotta con la polizia, o in diverse situazioni dietro il filo spinato.

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Le foto sono state criticate anche per la scelta di raffigurare una donna vestita in modo così succinto, considerate la fede e la cultura islamica della maggior parte dei migranti, in un’escalation di provocazione e indignazione. Baksa, che ha scattato per le riviste Elle, Playboy e Cosmopolitan, ha difeso e spiegato il suo lavoro in un lungo post sul suo sito e su Facebook. Ha detto di aver scelto di presentare il progetto con un nome maschile nonostante la modella sia una donna per mettere in scena da subito la complessità della situazione e delle realtà che porta con sé, che arrivano alla gente attraverso informazioni “soggettive” da parte dei media: “alcuni vedono i migranti come famiglie con bambini piccoli che fuggono per salvarsi, altri come una massa irrefrenabile di migranti o ancora di terroristi, che attaccano la polizia e minacciano la società”. Ha scritto che il titolo è in tedesco perché la Germania è il paese leader dell’Unione europea ma anche la destinazione sperata dalla maggior parte dei migranti nel loro viaggio. Ha anche detto che l’intento degli artisti è spesso quello di provocare, per fare riflettere, e di avere comunque ricevuto diverse proposte per la pubblicazione delle foto, finora solo su Facebook e Instagram.

Spero che le persone capiscano che la situazione è molto complessa e vedano che stanno prendendo posizioni basandosi su informazioni incomplete o parziali. Non capisco come le persone possano prendere una posizione chiara (pro o contro) mentre siamo inondati dai media di informazioni contraddittorie, in modo che nessuno abbia una conoscenza dettagliata della situazione nel suo insieme. Questo è esattamente quello che volevamo mostrare: vedete una donna sofferente, che è anche bellissima, e nonostante la sua situazione ha alcuni capi di abbigliamento di alta qualità e uno smartphone.
[…]Le foto non avevano intenzione di far sembrare attraente questa situazione, che è chiaramente negativa, ma di portare attenzione al problema e fare in modo che le persone ci pensino. Le immagini sono basate su foto di eventi reali prese nelle ultime settimane ai confini ungheresi, molte delle quali hanno provocato sdegno nei confronti della polizia.