Blatter e Platini, il 25 luglio 2015 (Marcus Brandt/picture-alliance/dpa/AP Images)
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  • mercoledì 30 settembre 2015

È inguaiato anche Platini?

C'è un pagamento sospetto da Blatter al principale candidato alla sua successione, che per il momento è a metà strada tra l'essere un testimone e un indagato nell'inchiesta FIFA

Blatter e Platini, il 25 luglio 2015 (Marcus Brandt/picture-alliance/dpa/AP Images)

Il 25 settembre il procuratore generale della Svizzera ha detto di avere aperto un’indagine sul presidente della FIFA Sepp Blatter per gestione fraudolenta e appropriazione indebita: prima d’ora erano stati indagati molti dirigenti vicini a Blatter, ma mai Blatter in persona. La recente inchiesta su Blatter, tuttavia, riguarda anche Michel Platini: grande ex calciatore, ex consigliere speciale di Blatter, attuale presidente UEFA e soprattutto principale candidato alle elezioni con cui nel febbraio 2016 sarà scelto il nuovo presidente della FIFA. A differenza di Blatter, Platini non è indagato: Michael Lauber, il procuratore svizzero che indaga su Blatter, ha però detto che Platini è al momento a metà strada tra l’essere un testimone e un indagato, per un pagamento sospetto ricevuto nel 2011 dalla FIFA.

La FIFA è l’organismo che governa il calcio mondiale e da molti anni è al centro di sospetti casi di corruzione. L’ultimo caso, iniziato lo scorso maggio, ha portato all’apertura di due diverse inchieste sulla FIFA, una statunitense e una svizzera, e all’annuncio delle dimissioni di Sepp Blatter (dimissioni che sono poi state ritirate: è rimasto però che Blatter non intende ricandidarsi). Michel Platini finora era rimasto escluso dagli scandali, e in molti lo vedevano come il giusto successore di Blatter per rinnovare la FIFA e portarla oltre agli ultimi scandali.

L’indagine su Blatter (e cosa c’entra Platini)
Il 26 settembre Michel Platini è stato interrogato all’interno dell’inchiesta su Blatter perché il procuratore svizzero vuole capire se c’è qualcosa di illegale in un pagamento fatto da Blatter a Platini nel 2011, a spese della FIFA. Secondo Platini il pagamento – che corrisponde a circa due milioni di euro – è una regolare “rata” dello stipendio che percepiva quando era consigliere speciale di Blatter. A rendere sospetto il pagamento è però il fatto che sia arrivato solo nel 2011, più di nove anni dopo il momento in cui Platini ha smesso di essere assistente di Blatter. Platini ha lavorato per Blatter dal 1998 al 2002: prima di quel periodo è stato co-presidente del comitato organizzatore dei Mondiali francesi del 1998, dopo quel periodo è stato membro del comitato esecutivo della FIFA e, dal 2007, presidente della UEFA, il massimo organo di governo del calcio europeo.

Blatter e Platini
Dopo l’inizio delle indagini di maggio e prima di quella di settembre che lo riguarda personalmente, Blatter – che è presidente FIFA dal 1998 – ha fatto in tempo a farsi eleggere presidente FIFA per la quinta volta (nonostante le indagini sulla FIFA) e, poco dopo, ad annunciare le sue dimissioni (a causa delle indagini sulla FIFA). Blatter ha annunciato di volersi dimettere ma di volerlo fare solo a febbraio 2016, prima di un congresso straordinario della FIFA (che si terrà il 26 febbraio 2016). Negli ultimi anni Blatter e Platini sono stati prima molto vicini e poi, almeno stando ad alcune loro dichiarazioni, molto lontani. Dopo le indagini di maggio, e prima dell’elezione di Blatter, Platini aveva chiesto le dimissioni di Blatter e aveva detto che le persone “non ne potevano più” di Blatter e che da quel momento sarebbero “cambiate molte cose”. Dopo l’annuncio delle dimissioni di Blatter, Platini si è ufficialmente candidato a diventare il successore di Blatter alla presidenza della FIFA.

Platini e Blatter sono al momento – e lo sono da molti anni – le due persone più potenti del calcio mondiale: l’indagine su Blatter e il sospetto che Platini possa diventare più di un semplice testimone rende molto instabile e problematico il futuro della FIFA. Nonostante i quasi dieci anni al vertice UEFA e nonostante la passata vicinanza a Blatter, Platini si proponeva come un elemento di novità, come il portatore di un radicale cambiamento. L’indagine su Blatter mette a rischio Blatter, insomma, ma è un grande problema anche per Platini. Blatter, che ha 79 anni, rischia guai a livello legale ma la sua carriera nella FIFA è oggettivamente destinata comunque a finire a breve; Platini, che ha 60 anni, rischia invece di compromettere la sua futura carriera ai vertici FIFA, proprio nel momento in cui sembrava essere il principale favorito a diventarne presidente.

Cosa rischiano Platini e Blatter
La fine dell’indagine svizzera su Blatter potrebbe richiedere molti mesi ed è al momento difficile valutare cosa potrebbe rischiare Blatter nel caso dovesse essere ritenuto colpevole. Allo stesso modo non è possibile ipotizzare se e quanto Platini potrebbe diventare qualcosa di più di uno a metà tra l’essere testimone e l’essere indagato.

È più facile pensare a cosa succederà nelle prossime settimane, nel caso la situazione precipiti: Blatter potrebbe essere costretto a dimettersi prima del previsto e Platini potrebbe essere costretto a dimettersi dall’UEFA e impossibilitato a candidarsi alle elezioni FIFA. Il 26 ottobre scade il termine in cui la FIFA deciderà se approvare le candidature per la presidenza: se la posizione di Platini non dovesse essere chiara e “pulita”, la sua candidatura rischia di non essere approvata. Al momento sia Blatter che Platini sono sotto indagine da parte del comitato etico della FIFA, che avrebbe in teoria il potere di sospenderli dai loro incarichi (rendendo conseguenti le loro dimissioni). Anche in questo caso non si sa quando il comitato etico – una sorta di tribunale interno alla FIFA – potrebbe arrivare a una decisione.

Come si è difeso Blatter
Il 28 settembre Blatter ha detto: «Non ho fatto nulla di illegale o di improprio». Parlando del pagamento fatto a Platini, Blatter ha poi aggiunto: «Il signor Platini ha svolto un prezioso lavoro in qualità di consigliere del presidente a partire dal 1998: i pagamenti erano giusti compensi che sono stati correttamente contabilizzati all’interno della FIFA». Oltre che per il sospetto pagamento a Platini, Blatter è indagato anche per un pagamento fatto all’ex dirigente FIFA Jack Warner, che nel frattempo è stato sospeso a vita dalla FIFA.

Come si è difeso Platini
Negli ultimi giorni Platini ha scritto una lettera al Comitato etico della FIFA e ha risposto ad alcune domande di AFP. Nella lettera Platini ha scritto che tra il 1998 e il 2002 ha svolto un lavoro a tempo pieno “le cui funzioni erano note a tutti”. Platini ha detto di aver dichiarato ogni somma ricevuta da Blatter e si è detto disponibile a collaborare pienamente sia con l’indagine svizzera che con il Comitato etico della FIFA, sottolinenando però di essere solo una persona informata sui fatti.

Nel rispondere alle domande di AFP Platini ha detto di non aver ricevuto tra il 1998 e il 2002 tutti i soldi che gli erano dovuti dalla FIFA. «Quando ho iniziato il mio lavoro da consigliere il signor Blatter mi informò che non sarebbe stato possibile pagarmi tutto il mio stipendio, a causa della situazione finanziaria della FIFA». Platini ha poi negato uno dei più frequenti sospetti riguardo al pagamento, avvenuto nel febbraio 2011: c’è chi sospetta che fosse una sorta di mazzetta, datagli da Blatter affinché Platini non si candidasse contro di lui alle elezioni FIFA del maggio 2011. Platini ha risposto: «Il fatto che il pagamento sia arrivato pochi mesi prima delle presidenziali della FIFA è irrilevante perché non avevo intenzione di candidarmi. Fui anzi molto felice di essere ri-eletto presidente UEFA nel marzo del 2011».

La difesa di Platini per quanto riguarda i problemi finanziari della FIFA sembra però essere contraddetta dal report finanziario della FIFA relativo al triennio 1999-2002: dal documento ufficiale FIFA, liberamente consultabile online, risulta che in quel periodo la FIFA ebbe un guadagno inaspettato di 115 milioni di franchi (oggi pari a circa 100 milioni di euro): secondo chi accusa Platini (e Blatter) la FIFA aveva quindi denaro sufficiente per pagare Platini. Il 29 settembre il quotidiano tedesco Die Welt ha pubblicato un articolo in cui dice di avere le prove del fatto che tra il 1999 e il 2002 Platini ricevette uno stipendio che andava dai 300mila ai 500mila franchi (tra i 275mila e i 460mila euro), rendendo “sospetto” un successivo pagamento di circa due milioni di euro.

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