Michel Platini con la maglia della Juventus in una foto non datata (Archivio Storico Juventus/LaPresse)
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  • domenica 21 giugno 2015

Le due vite di Michel Platini

È stato un fortissimo e fantasioso centrocampista, ora è un potente capo del calcio europeo: e oggi compie 60 anni

Michel Platini con la maglia della Juventus in una foto non datata (Archivio Storico Juventus/LaPresse)

Michel Platini è nato oggi sessant’anni fa a Jœuf, nella regione francese della Lorena. Nella sua vita è stato fondamentalmente due cose: un calciatore fortissimo e vincente, unico nella storia del calcio ad avere vinto per tre volte consecutive il Pallone d’Oro (allora giocava nella Juventus), e un dirigente potente e rispettato, a capo della confederazione calcistica europea. In mezzo, ha sempre avuto più o meno lo stesso taglio di capelli e un carattere un po’ spigoloso, come è stato scritto da molti negli anni. Platini è anche considerato il candidato più probabile a succedere a Sepp Blatter – di cui è stato amico e consigliere – come capo della FIFA (cioè del calcio mondiale, in pratica). Una vita movimentata, insomma.

Platini arrivò alla Juventus da giocatore maturo, a 27 anni. Nei dieci anni precedenti aveva già giocato e segnato moltissimo – per un centrocampista – nel Nancy e nel Saint-Étienne. Anche nella Juventus mantenne questa caratteristica: nonostante giocasse da regista, aveva un eccellente senso del gol, e un gran tiro anche da fermo e batteva spessissimo rigori e punizioni. Mentre giocava nella Juventus segnò 104 gol in 224 partite, quasi un gol ogni due partite. Era anche un talentuoso “regista”, cioè un centrocampista a cui viene affidata la gestione di buona parte del gioco di una squadra.

Fra il 1982 e il 1985, nelle tre stagioni in cui vinse consecutivamente il Pallone d’Oro, Platini segnò sempre più di 25 gol a stagione: numeri altissimi per un centrocampista e per quei tempi. Nel 1987 si ritirò a soli 32 anni: al momento del ritiro era il miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale francese (sarà superato solamente da Thierry Henry, molti anni più tardi). Solamente negli Europei del 1984, i primi vinti dalla Francia, Platini segnò 9 gol, compresa una tripletta in rimonta contro la Jugoslavia e uno su punizione nella finale contro la Spagna.

Dopo aver smesso di giocare, allenò senza successo la nazionale francese per quattro anni, e poi si diede alla politica. Per volere dell’allora presidente francese François Mitterrand, Platini fu nominato co-presidente del comitato organizzatore dei Mondiali francesi del 1998. Terminati i Mondiali francesi, Platini divenne poi consigliere speciale di Sepp Blatter, il controverso presidente dimissionario della FIFA che proprio nel giugno 1998 fu eletto presidente per la prima volta. Le Monde ha scritto che «Platini si è formato al fianco di Blatter».

Dal 2002 Platini è inoltre diventato membro del comitato esecutivo della FIFA, mentre dal 2007 è presidente della UEFA, la confederazione di calcio che riunisce le federazioni nazionali europee. È stato anche fra i più forti sostenitori dell’assegnazione dei Mondiali al Qatar: ancora Le Monde ha fatto un collegamento fra il sostegno dato da Platini e il fatto che suo figlio Laurent fa parte dal 2012 della direzione legale di QSI, il fondo d’investimento del Qatar che dal 2011 controlla il Paris Saint-Germain, la più importante, forte e ricca squadra francese.

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