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  • mercoledì 12 agosto 2015

Cadono le accuse contro Julian Assange?

Tre su quattro sono andate in prescrizione ma resta in piedi quella di stupro, la più grave: quindi concretamente non cambia molto

Julian Assange. (JOHN STILLWELL/AFP/Getty Images)

Aggiornamento giovedì 13 agosto – Le autorità della Svezia hanno detto che tre delle quattro accuse rivolte a Julian Assange sono andate in prescrizione, ovvero è scaduto il tempo previsto dalla legge svedese per interrogare e accusare formalmente Assange di coercizione illecita e molestie sessuali. Rimane però in piedi l’accusa di stupro, la più grave, per la quale Assange potrà essere incriminato fino al 2020.

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Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di Julian Assange, cittadino australiano, fondatore del sito Wikileaks e al centro da anni di una complicata vicenda giudiziaria che coinvolge almeno quattro paesi. Nel 2010 Assange fu accusato in Svezia da due donne di aggressione sessuale e stupro: da allora è ricercato dalle autorità svedesi, che intendono interrogarlo e non lo hanno ancora accusato formalmente, e dal 2012 è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

Assange vuole evitare di essere estradato in Svezia, perché sostiene che il governo svedese potrebbe estradarlo negli Stati Uniti. Da quelle parti Assange è accusato di spionaggio a causa dei documenti segreti diffusi dalla sua organizzazione, Wikileaks, e per i reati di cui è accusato potrebbe anche essere condannato a morte (cosa che però rende improbabile un’estradizione da parte della Svezia: ma ci arriviamo). La stampa internazionale è tornata a occuparsi di Assange perché nel giro di pochi giorni alcune delle accuse che gli sono state rivolte andranno in prescrizione: non tutte però, perché la più grave – quella di stupro – sarà prescritta solo nel 2020.

Di cosa è accusato Assange?
Assange fu accusato di avere aggredito sessualmente una donna e di averne stuprata un’altra nell’agosto 2010, in Svezia. Il 20 agosto dello stesso anno le autorità svedesi spiccarono un mandato di arresto per Assange, che però fu ritirato il giorno successivo: le indagini su di lui comunque continuarono. Nel settembre 2010 fu riaperta l’indagine che riguardava l’accusa di stupro. Due mesi dopo, nel novembre 2010, un tribunale svedese approvò la richiesta di arresto per Assange relativa a quattro accuse: coercizione illecita, due accuse di molestie sessuali e una di stupro. Contro di lui fu emanato anche un mandato di arresto internazionale. Assange ha sempre negato le accuse, dicendo che sono parte di una campagna organizzata dalla CIA per screditarlo e per estradarlo negli Stati Uniti, paese dove rischia di essere processato per il caso Wikileaks.

Perché Assange è bloccato nell’ambasciata dell’Ecuador?
Assange si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra nel giugno del 2012. Il governo britannico vorrebbe consegnare Assange alle autorità svedesi, Assange sostiene però che tornare in Svezia significherebbe subire l’estradizione verso gli Stati Uniti, dove è accusato di spionaggio e rischia l’ergastolo o la pena di morte. La Corte europea dei diritti dell’uomo vieta però l’estradizione in paesi che applichino la pena di morte per i reati contestati: in teoria la Svezia non può estradare Assange negli Stati Uniti e la tesi di Assange è stata messa in discussione diverse volte in passato.

Nell’agosto del 2010 Assange ha ottenuto ufficialmente asilo politico dall’Ecuador: l’Ecuador ha anche offerto ospitalità ad Assange, ma il governo britannico non vuole concedergli un salvacondotto per raggiungere l’aeroporto e minaccia di arrestarlo non appena esca dall’ambasciata. Da allora Assange ha fondato un partito politico – Wikileaks, come la sua organizzazione – che ha partecipato alle elezioni in Australia nel 2013 con risultati molto modesti; e ha fatto richiesta di asilo politico al governo francese, ricevendo risposta negativa.

Qual è la situazione attuale di Assange
Assange non è accusato formalmente delle accuse che gli sono rivolte: la legge svedese, così come quella di molti altri paesi, prevede che l’accusa venga formalizzata dopo un’approfondita indagine. La richiesta di estradizione del governo svedese rivolta al governo britannico riguarda la possibilità per le autorità svedesi di interrogare Assange, un passaggio necessario per procedere all’eventuale incriminazione. Per questa ragione che da molti mesi si discute della possibilità di interrogare Assange nell’ambasciata ecuadoriana a Londra: per molto tempo le autorità svedesi si sono rifiutate di andare a Londra, sostenendo la necessità che Assange torni prima in Svezia in modo che agli interrogatori possa eventualmente seguire una formale incriminazione.

Nel novembre 2014 la rigidità delle autorità svedesi è stata criticata anche dalla Corte d’Appello svedese, che ha accusato i procuratori di non avere esplorato vie alternative. Nel marzo 2015 le autorità svedesi hanno detto di avere cambiato idea e di essere disposte a interrogare Assange a Londra, ma a quel punto è stato il governo ecuadoriano a negare loro il permesso. Le trattative vanno avanti ma il problema è che ormai il tempo sta per finire ed entro pochi giorni tre delle quattro accuse rivolte dalla Svezia ad Assange finiranno in prescrizione.

La questione della prescrizione
Delle quattro accuse rivolte contro Assange, tre hanno un tempo di prescrizione di cinque anni: le autorità svedesi hanno quindi cinque anni per poter interrogare ed eventualmente incriminare il sospettato, prima che cadano le accuse. A eccezione dell’accusa di stupro, che ha dei tempi di prescrizione di 10 anni e per la quale Assange potrà essere indagato fino al 2010, tutte e tre le altre accuse entrano in prescrizione entro martedì della prossima settimana. Questo non significa che la situazione di Assange cambierà, o che dalla prossima settimana potrà uscire dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra come libero cittadino: se uscisse sarebbe comunque arrestato. Semplicemente Assange potrà essere accusato solo di stupro, se la situazione per le altre tre imputazioni – come sembra – non verrà risolta entro pochi giorni.