(Giuseppe Lami/ANSA)

Staino, Cuperlo e l’Unità

Il primo scrive al secondo sulle accuse di troppo renzismo del quotidiano rinnovato

(Giuseppe Lami/ANSA)

Il disegnatore Sergio Staino ha pubblicato sulla nuova Unità una lettera indirizzata a Gianni Cuperlo, uno dei principali esponenti della minoranza del PD che Staino appoggiò alle primarie del 2013. Staino pubblica vignette sull’Unità e per questo, ha scritto nella lettera, è considerato da molti membri di partito, tra cui lo stesso Cuperlo, un «venduto a Renzi» e un «traditore della Sinistra». Nella sua lettera Staino ha risposto alle critiche dicendo che Renzi è «un frutto amaro del nostro partito, un frutto che ci pone ogni giorno problemi difficili e non sempre positivi», ma che le critiche della minoranza PD sono eccessive e dannose.

Fin dal primo giorno della nuova uscita de l’Unità ho cominciato a ricevere, oltre a tantissime testimonianze di affetto e apprezzamento, messaggi, tweet o commenti sui social network molto critici nei miei confronti, fino al limite dell’offensivo. Al di là delle diverse argomentazioni la sostanza che li caratterizza è comunque la stessa e, in soldoni, la possiamo sintetizzare così: se lavori su l’Unità vuol dire che ti sei venduto a Renzi, quindi sei un traditore della Sinistra. Tra questi anche molti sms di Gianni Cuperlo, un amico fraterno che stimo tantissimo e su cui ho sperato e operato per averlo come segretario. Con lui ho scambiato tantissimi sms con l’impressione, purtroppo, di trovarmi in un dialogo tra sordi. Alcuni giorni fa gli ho spedita questa lettera a cui non ho ancora ricevuto risposta. Ho deciso di pubblicarla non per attizzare ancor più le polemiche tra di noi ma perché i temi che si affrontano sono presenti e laceranti nell’animo di tantissimi compagni ed elettori dentro e fuori del Pd. So di non avere la verità in tasca e so anche che nel passato ho sbagliato tantissime volte: aspetto quindi, con gratitudine, ogni forma di commento e di aiuto costruttivo alla comprensione del difficile momento politico che stiamo attraversando.

“Caro Gianni, ti rispondo per email perché per sms mi ci vorrebbe troppo tempo e troppo spazio. È vero che ho contestato Berlusconi per anni e continuerò a farlo fino a quando Berlusconi continuerà a stare sulla scena politica. Ma insieme a lui ho contestato spessissimo anche Prodi e ancor più D’Alema e ancor più Veltroni, o comunque tutta una mia sinistra di cui mi sento parte e di cui mi sembra doveroso segnalare le cose che secondo me sono brutte e dannose. Anzi, direi che in tutta la mia storia la preferenza a fustigare quel che ho considerato errori e malefatte della nostra parte, ha sempre fatto la parte del leone in tutto il mio lavoro: ho sempre trovato più utile e gratificante aiutare il mio schieramento a migliorarsi piuttosto che perdere troppo tempo a ripetere denunce abbastanza diffuse e condivise sulle malefatte della destra.

Tanti le denunciano in modo egregio, meglio che io le dia per scontate e mi rivolga di più ad un lavoro di semina nel nostro orto. È con questo spirito che faccio le vignette sulla Sinistra Dem e ne faccio tante perché mi sembra, in tutta sincerità, che vi stiate sempre più comportando secondo criteri e linee che ben poco hanno a che vedere con la prassi a cui siamo stati abituati, da Gramsci a Togliatti, da Berlinguer a Reichlin a Macaluso e ai tanti compagni che tu stesso riconosci come maestri. Già il fatto che tu metta sullo stesso piano le mie critiche a Berlusconi con le mie mancate critiche a Renzi, dimostra per l’ennesima volta un errore di valutazione in cui mi sembra tu sia caduto in pieno: considerare simili Berlusconi e Renzi. A mio avviso è lo stesso errore che facemmo negli anni ‘20 quando accusammo i dirigenti socialisti di socialfascismo e che abbiamo ripetuto negli anni ‘80- ’90 quando abbiamo trattato Craxi come un avversario totale e dannosissimo. Un errore talmente grosso che sicuramente ha contribuito poi alla vittoria di Berlusconi. Oggi, così come vi comportate con Renzi, a mio avviso state pericolosamente aiutando una futura tragica vittoria di un Salvini o di un Grillo. Io considero Renzi un frutto amaro del nostro partito, un frutto che ci pone ogni giorno problemi difficili e non sempre positivi”.

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