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  • Giovedì 30 luglio 2015

È stato trovato un rottame del volo MH370?

Gli esperti stanno analizzando un pezzo d'ala trovato in un'isola dell'Oceano Indiano, molto lontano dalla zona di ricerca dell'aereo scomparso più di un anno fa

(YANNICK PITOU/AFP/Getty Images)
(YANNICK PITOU/AFP/Getty Images)

Mercoledì 29 luglio su una spiaggia dell’isola di La Réunion, nell’Oceano Indiano a est del Madagascar, è stato trovato un rottame che potrebbe appartenere all’aereo MH370 scomparso l’8 marzo del 2014 mentre era in volo dal Kuala Lumpur a Pechino con a bordo 239 persone. Il governo della Malesia ha inviato una squadra di ricognizione, la Malaysia Airlines ha fatto sapere che è «prematuro» trarre delle conclusioni, il ministro dei Trasporti malese, Liow Tiong Lai, ha precisato che «qualunque relitto ha bisogno di ulteriori e approfondite verifiche», parole confermate anche dal vie primo ministro australiano Warren Truss che ha comunque parlato di «sviluppo molto significativo». Se dopo le analisi degli esperti la notizia venisse confermata, si tratterebbe del primo relitto ritrovato appartenente al Boeing 777 scomparso più di un anno fa per motivi ancora sconosciuti.

Il pezzo è stato ritrovato dai dipendenti di una società incaricata della pulizia della spiaggia e è parte di un’ala: si tratterebbe in particolare di un flaperon, cioè di un elemento montato sulle ali degli aerei utilizzato in fase di decollo e atterraggio. Secondo diversi esperti sembrerebbe appartenere a un B777, il modello dell’aereo scomparso. Il pezzo sarà inviato in Francia per fare ulteriori verifiche.

Il rottame è lungo circa due metri e, secondo un testimone, è coperto di conchiglie, cosa che fa pensare che sia rimasto in acqua per molto tempo. L’isola francese La Réunion si trova a largo della costa orientale del Madagascar, nell’oceano Indiano: lontano dall’area dove si sono concentrate per mesi le ricerche dei resti dell’MH370.

MH370

Le autorità francesi, assieme agli esperti australiani che da oltre un anno sono impegnati nelle ricerche, hanno detto di aver ricevuto alcune immagini e le stanno valutando per capire di cosa si tratti. BBC scrive che gli esperti dovrebbero essere in grado di dire abbastanza rapidamente se il rottame sia un pezzo dell’MH370: le parti degli aerei hanno infatti dei numeri di serie individuali e le compagnie aeree dovrebbero avere i registri di tutti quei numeri. Ma da quel pezzo è anche improbabile risalire a ciò che è realmente accaduto a bordo dell’aereo.

L’8 marzo del 2014, all’1:19 di mattina, la torre di controllo di Kuala Lumpur, in Malesia, ebbe l’ultima comunicazione con il volo MH370 della Malaysia Airlines. Dopo aver salutato la torre di controllo di Kuala Lumpur, i piloti avrebbero dovuto prendere contatto con la torre di controllo vietnamita: per qualche ragione che ancora non è chiara, quel contatto non si verificò mai. Le ultime informazioni certe arrivarono da alcuni radar militari che individuarono l’aereo decisamente fuori rotta: molto più a ovest di dove avrebbe dovuto trovarsi e su una rotta che andava a nord-ovest, invece che nord-est. A quel punto tutti i sistemi di identificazione di bordo erano stati spenti: gli unici segnali erano quelli tra l’aereo e un satellite che si trovava a 35.800 chilometri di altezza. L’ultima comunicazione avvenne alle 1:19: poi l’aereo volò per altre sette ore. Secondo gli esperti, l’aereo aveva a bordo carburante sufficiente per circa sette ore di volo.

Nelle ore successive alla sparizione del volo MH370, i soccorritori dovettero basare le loro ricerche sulle comunicazioni con il satellite: queste comunicazioni non contenevano però informazioni sulla posizione del volo, che poteva solo essere ipotizzata osservando quanto tempo i segnali avevano impiegato a viaggiare tra l’aereo, il satellite e la stazione di terra che faceva da ponte tra i due. Il risultato ottenuto da questo tipo di calcolo, tuttavia, non era un punto preciso su una mappa, ma una specie di enorme arco che arrivava a nord fino all’Asia Centrale e a sud si estendeva fino a una remota area dell’Oceano Indiano meridionale.

I soccorritori esclusero immediatamente la possibilità che l’aereo potesse aver percorso la metà settentrionale dell’arco, visto che in quel caso con molta probabilità sarebbe stato avvistato (si tratta di un’area trafficata e abitata che si trova per gran parte sopra la terraferma). Molti esperti dissero che l’ipotesi più probabile era quella che l’aereo fosse diretto a sud e avesse volato sopra l’Oceano Indiano meridionale.

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