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  • domenica 5 luglio 2015

Il primo e unico tennista nero a vincere il torneo di Wimbledon

Il 5 luglio 1975 Arthur Ashe sconfisse in finale il suo connazionale statunitense Jimmy Connors, in una partita diventata storica

Arthur Ashe, il 5 luglio 1975 a Wimbledon, in Gran Bretagna(AP photo)

Quarant’anni fa, il 5 luglio 1975, il tennista statunitense Arthur Ashe vinse il torneo di Wimbledon – il più antico e importante trofeo di tennis al mondo – battendo in finale Jimmy Connors, anche lui statunitense. Quel giorno Arthur Ashe divenne il primo tennista nero a vincere il torneo di Wimbledon: e anche l’unico, perché da allora nessun altro tennista nero (uomo) lo ha più vinto. Ashe fu anche il primo tennista nero a giocare per gli Stati Uniti in Coppa Davis, nel 1963, e a vincere gli US Open, nel 1968, e gli Australian Open, nel 1970.

Ashe era nato il 10 luglio 1943 a Richmond, in Virginia, e quando arrivò alla finale di Wimbledon del 1975 aveva 31 anni: era uno dei più forti tennisti in circolazione e aveva già giocato sei finali di tornei del Grande Slam, l’insieme dei quattro più importanti trofei tennistici al mondo. Ashe aveva vinto due di quelle finali, ma non era considerato tra i favoriti nel 1975. Il suo avversario, Connors, era particolarmente in forma: aveva vinto il torneo di Wimbledon nel 1974, prima della finale non aveva perso nemmeno un set e nei suoi tre precedenti incontri con Ashe aveva sempre vinto. Connors aveva 22 anni ed era in quel momento il miglior tennista al mondo.

Arthur Ashe e Jimmy Connors, il 5 luglio 1975 a Wimbledon, in Inghilterra (AP Photo)

Ashe e Connors erano molto diversi fra loro: Ashe, descritto come una persona piuttosto riservata, giocava un tennis molto elegante. Connors era l’opposto, scrive BBC: «impertinente, fastidioso e arrogante». Oltre alle molte differenze e alla grande rivalità, tra i due c’era anche in ballo una causa legale: alcune settimane prima della finale di Wimbledon del 1975, la nazionale statunitense – di cui Ashe faceva parte – aveva perso una partita di Coppa Davis contro il Messico. Connors non aveva giocato la serie di partite contro il Messico perché proprio in quei giorni aveva una partita amichevole a Las Vegas, con un premio in palio per la vittoria pari a 100mila dollari. Dopo la sconfitta degli Stati Uniti, Ashe disse che Connors era “antipatriottico”. Connors reagì facendo causa a Ashe per diffamazione e chiedendo 5 milioni di dollari come risarcimento.

Di fronte alla causa per diffamazione iniziata da Connors, Ashe decise di reagire in maniera molto provocatoria: il 5 luglio 1975, poco prima della finale di Wimbledon, Ashe si presentò in campo indossando la tuta della nazionale statunitense, in un chiaro riferimento alla polemica nata nella serie di partite di Coppa Davis giocate contro il Messico. Quella finale di Wimbledon fu dominata nei primi due set da Ashe, che li vinse entrambi per 6 a 1. Il terzo fu vinto da Connors per 7-5 ma il quarto fu vinto ancora da Ashe per 6-4. Ashe vinse così il torneo di Wimbledon, battendo Connors per 3 set a 1.

Dopo la finale persa a Wimbledon, Connors decise di ritirare la sua causa per diffamazione: giocò altre quattro finali di Wimbledon, vincendone solo una, nel 1982. Ashe continuò la sua carriera fino a quando nel 1979 ebbe un infarto e fu costretto a ritirarsi. Ashe ebbe altri infarti e costanti problemi di cuore e nel 1988 contrasse l’AIDS durante una trasfusione di sangue: morì il 6 febbraio 1993, a 49 anni. Durante e dopo la sua carriera da tennista Ashe si era distinto per il suo impegno civile in molte cause diverse: era amico di Nelson Mandela, attivista per i diritti dei neri e importante sostenitore per la sensibilizzazione nei confronti dell’AIDS. Ashe è stato anche inserito nella International Tennis Hall of Fame, un gruppo di cui fanno parte i più forti tennisti della storia. A lui è intitolato il campo centrale degli impianti di Flushing Meadows, a New York nel Queens, dove si gioca ogni anno la finale degli US Open.

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