Il palazzo del Parlamento greco ad Atene, Grecia (LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images)

Una giornata molto turbolenta in Grecia

Le banche sono rimaste chiuse, i prelievi di denaro sono limitati a 60 euro, secondo i leader europei il voto di domenica sarà un referendum sull'euro

Il palazzo del Parlamento greco ad Atene, Grecia (LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images)

Come era stato annunciato nel fine settimana, oggi in Grecia le banche sono rimaste chiuse in seguito all’imminente fine del prestito internazionale che il paese aveva ottenuto per affrontare la sua profonda crisi economica. Le banche resteranno chiuse fino al prossimo 6 luglio compreso, ma gli sportelli bancomat saranno comunque in funzione e sarà permesso a ogni correntista di prelevare al massimo 60 euro al giorno. I trasferimenti di denaro verso l’estero sono stati bloccati, salvo casi eccezionali da valutare caso per caso, per evitare la cosiddetta “corsa agli sportelli”, dove i correntisti ritirano tutto il loro denaro nel timore che le banche in cui lo hanno depositato non possano più offrire le garanzie necessarie per il mantenimento dei loro conti.

Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha confermato che domenica 5 luglio nel paese si terrà un referendum per fare decidere al popolo greco se accettare le nuove proposte dei creditori internazionali o respingerle, come vorrebbe il suo governo. I creditori sono i paesi che adottano l’euro, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, che in questi giorni dovrebbero ricevere il pagamento dei debiti che la Grecia ha contratto con loro negli ultimi mesi. La scorsa settimana i leader europei si sono incontrati più volte per trovare un accordo con il governo greco, incapace di ripagare il suo debito, proponendo nuove riforme strutturali nel paese (soprattutto per quanto riguarda la spesa pubblica legata alle pensioni), ma non è stato possibile trovare un accordo.

In una conferenza stampa tenuta a Bruxelles, il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker ha invitato il popolo greco a votare sì al referendum, quindi a favore dell’accordo tra i creditori e il governo. Juncker ha detto di essere “rammaricato per lo spettacolo dato dall’Europa sabato scorso: in una sola notte la coscienza europea si è presa una batosta, la buona volontà è evaporata”. Juncker ha anche detto che “far giocare una democrazia contro tutte le altre non aiuta nessun cittadino greco e nessun cittadino europeo. I cittadini chiamati alle urne devono poter vedere più chiaramente la posta in gioco”.

Nel pomeriggio i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno detto, in occasioni e con modalità distinte, che di fatto il referendum di domenica prossima sarà sulla permanenza o meno della Grecia nell’eurozona. Hanno detto che i greci non devono ricevere pressioni, ma devono essere informati su quali potranno essere le conseguenze del voto in un senso o nell’altro.

Di seguito gli aggiornamenti minuto per minuto pubblicati dal Post.

17:39 29 Giu 2015

Domani circa 57mila pensionati non potranno ritirare la pensione, ha detto il principale fondo pubblico pensionistico greco (IKA), a causa della chiusura delle banche.

17:34 29 Giu 2015

L’Economist prevede che l’eventuale uscita dall’euro da parte della Grecia avrà considerevoli effetti anche sull’economia italiana, che viene da 3 anni e mezzo di recessione. I tassi d’interesse sui titoli italiani sono cresciuti in questi pochi giorni ed è probabile che crescano ulteriormente. Presumibilmente la BCE interverrà prima che diventino troppo alti, ma a condizione che vengano attuate alcune riforme. Questo potrebbe mettere in difficoltà il governo Renzi che sta già affrontando un periodo di grande opposizione interna sulle riforme.

17:21 29 Giu 2015

Un reporter di BBC, in un momento di relax.

17:18 29 Giu 2015

L’eurodeputato Kostas Chrysogonos di SYRIZA ha accusato Alexis Tsipras di “stare trasformando la Grecia in qualcosa di marcatamente peggiore rispetto allo Zimbabwe”.

17:08 29 Giu 2015

Tsipras sarà intervistato questa sera alle 22 (le 21 in Italia) dalla televisione greca.

17:04 29 Giu 2015

I leader di Italia, Regno Unito, Francia e Germania oggi hanno detto, in occasioni diverse, che il referendum di domenica in Grecia sarà di fatto sull’euro. Fanno tutti pressioni perché la Grecia accetti, tramite il voto, il piano proposto dai creditori per salvare il paese dal fallimento economico.

16:32 29 Giu 2015

Anche il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ricorda che il referendum di domenica sarà di fatto un voto a favore o contro la permanenza della Grecia nell’eurozona.

16:31 29 Giu 2015

L’ultimo referendum nazionale in Grecia fu organizzato più di 40 anni fa, nel 1974, dopo la fine del regime militare per scegliere tra repubblica e monarchia. Vinse la repubblica con il 69,2 per cento dei voti.

16:17 29 Giu 2015

Alle 9 di sera (le 8 in Italia), Alexis Tsipras dovrebbe tenere un nuovo discorso alla nazione.

16:16 29 Giu 2015

In questo momento la Borsa di Milano perde circa il 3,46 per cento e le cose non vanno meglio in diverse altre borse europee: Madrid perde il 3,39 per cento, la borsa tedesca è a -2,24 per cento.

16:11 29 Giu 2015

A Bruxelles, in Belgio, è iniziata una conferenza stampa di Martin Schulz, il presidente del Parlamento europeo: dice che di fatto il referendum di domenica prossima è sulla permanenza o meno della Grecia nell’area euro. Schulz ha detto che “combatterà” per convincere il popolo greco a rimanere.

16:09 29 Giu 2015

Intanto Samaras ha concluso il suo discorso dicendo: “Non si tratta di accettare un piano buono o cattivo. Si tratta di decidere se esistere ancora domani”.

16:01 29 Giu 2015

Reuters scrive che la Banca Centrale Europea avrebbe rifiutato una richiesta di 6 miliardi di euro di ulteriori fondi di emergenza presentata domenica dal governo greco. Resta comunque attiva una linea di credito per le banche greche fino al prossimo 5 luglio, il giorno del referendum.

15:59 29 Giu 2015

Una coda a uno dei bancomat che ad Atene forniscono ancora denaro: il limite per ogni prelievo giornaliero è di 60 euro.

15:51 29 Giu 2015

Antonis Samaras, ex primo ministro e leader del partito Nuova Democrazia, sta tenendo una conferenza stampa ad Atene sugli ultimi sviluppi della crisi in Grecia. Ha spiegato che un SI al referendum equivale a un voto favorevole all’Europa e all’euro. Se invece vincessero i NO si sancirebbe di fatto la fuoriuscita della Grecia dell’area euro.

15:39 29 Giu 2015

Merkel ha anche ricordato che nessuno dovrebbe fare pressioni per quanto riguarda il referendum, ma che al popolo greco bisogna comunque spiegare quali potrebbero essere le conseguenze nel caso della vittoria dei SI o dei NO.

15:32 29 Giu 2015

Secondo il governo tedesco, inoltre, è chiaro che il voto di domenica sarà anche un referendum sulla moneta unica: se vinceranno i NO vincerà la linea contro la possibilità di rimanere nell’euro.

15:25 29 Giu 2015

15:23 29 Giu 2015

Nel corso di una conferenza stampa a Berlino, in Germania, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che la Grecia ha ricevuto “un’offerta generosa” per quanto riguarda i prestiti internazionali, e che comunque anche dopo il referendum resterà la disponibilità per ulteriori trattative, se necessario.

15:17 29 Giu 2015

I documenti cui si fa riferimento nel quesito del referendum al momento sono disponibili solo in lingua inglese, cosa che potrebbe costituire un ulteriore ostacolo per chi volesse leggerli prima di andare a votare.

15:09 29 Giu 2015

Alexis Tsipras si è sentito al telefono con Jean-Claude Juncker prima che questi tenesse la sua conferenza stampa: ha chiesto che il popolo greco si possa esprimere liberamente senza condizionamenti e ha anche proposto un’estensione del programma di aiuti di alcuni giorni, per permettere al sistema bancario di tornare a funzionare.

15:04 29 Giu 2015

Altre critiche riguardano il fatto che nel quesito è indicato prima il NO del SI, e per il NO fa campagna proprio il governo che ha indetto il referendum.

15:02 29 Giu 2015

Ci sono molti dubbi sulla formulazione del testo del referendum da parte degli osservatori internazionali: fa riferimento a documenti molto tecnici e complicati da spiegare alla popolazione, che avrà pochi giorni per farsi un’idea su pro e contro dell’accordo.

14:59 29 Giu 2015

Questo dovrebbe essere il testo del quesito che sarà proposto ai greci il giorno del referendum.

Il piano proposto dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale all’Eurogruppo del 25 giugno 2015 deve essere accettato?
Il primo documento si intitola “Riforme per la concorrenza dell’attuale programma e oltre lo stesso” e il secondo “Analisi preliminare della sostenibilità del debito”.
NON ACCETTO / NO
ACCETTO / SI

14:55 29 Giu 2015

Il viceministro dei trasporti greco, Christos Spirtzis, ha intanto annunciato che fino al giorno del referendum tutti i trasporti pubblici ad Atene saranno gratuiti, quindi per almeno una settimana.

14:53 29 Giu 2015

Le agenzie di stampa internazionali offrono da ore foto più o meno desolate di banche chiuse e con i bancomat fuori servizio, per illustrare la giornata di oggi in Grecia. Rappresentare efficacemente con una foto la situazione greca ha messo a dura prova i fotografi, alla ricerca di nuovi spunti e di soluzioni per non ripetersi dopo anni di crisi. Qui un po’ di esempi, dal fotografo più disperato del mondo.

14:46 29 Giu 2015

Il portavoce del governo greco, Gavriel Sakellarides, ha commentato la conferenza stampa di Juncker dicendo, tra le altre cose:

L’elemento indispensabile come segno di buona volontà e di credibilità in ogni negoziato è la sincerità.

Diversi ministri del governo greco hanno criticato l’intervento di Juncker, sostenendo che le autorità europee vogliono “terrorizzare” il popolo greco in vista del referendum.

13:47 29 Giu 2015

Fino a qui. 

Lunedì 29 giugno il governo greco ha deciso di chiudere le banche fino al prossimo 7 luglio, di impedire i trasferimenti di denaro all’estero e di limitare a 60 euro al giorno i prelievi di denaro dai bancomat. 

Abbandonando i negoziati con i creditori internazionali ha anche deciso di indire un referendum per chiedere agli elettori se intendono approvare o meno l’accordo con i paesi dell’eurozona. 

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha tenuto una conferenza stampa in cui ha invitato i cittadini e le cittadine greche a votare sì, cioè a favore dell’accordo. 

Nel frattempo, diversi governi europei si sono riuniti per discutere della crisi greca e le principali borse hanno aperto in calo a causa della paura di un possibile default del paese.

12:59 29 Giu 2015

Durante la conferenza stampa, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha detto:

«Quando ho cominciato molto tempo fa la mia vita europea, nel 1982, eravamo 10 stati membri. Il decimo era appena entrato, un anno prima, ed era la Grecia. All’epoca ero felice di vedere la Grecia associarsi e entrare in quella che allora si chiamava Comunità Europea. Non volevo vedere Platone giocare in seconda divisione e non lo voglio nemmeno ora. Ora siamo 28 stati membri che sono stati in grado di riconciliare la storia e la geografia europea. Ventotto stati membri capaci anche di fondere le monete nazionali in una moneta unica. Il mio auspicio è che nei prossimi decenni saremo anche più numerosi.

L’Europa del compromesso che vuole capire gli altri è diventata la cosa più importante della mia vita.

L’Europa non teatro di conflitti tra interessi nazionali, anche se giustificati, non l’Europa di una prospettiva individuale e nazionale, ma l’Europa che è luogo delle convergenze politiche e non delle rivalità. L’Europa può funzionare se sappiamo gestire le differenze in un dialogo rispettoso, per il bene di tutti. In Europa nessuna democrazia vale più di un’altra e non si tratta di una democrazia contro le altre o delle altre contro una sola. Per ognuna di queste democrazie, un voto è un voto, un popolo è un popolo. Non è un gioco di poker, o vinciamo tutti o perdiamo tutti.

Sono rammaricato dallo spettacolo che ha dato l’Europa sabato scorso. In una sola notte la coscienza europea si è presa una batosta, la buona volontà è evaporata. Egoismi, giochi tattici e a volte populisti hanno avuto la meglio e dopo gli sforzi della commissione e anche della altre istituzioni coinvolte, mi sento tradito. Si è fatto molto chiasso e questo ha coperto le voci di coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare giorno e notte. Ammiro molto i miei collaboratori che non hanno risparmiato alcuno sforzo per tenere unita la famiglia europea. Ma la drammatizzazione ha avuto la meglio. Si sente parlare di ultimatum, di accordo da prendere o lasciare, si è sentito parlare di ricatto. Dopo venerdì ancora una volta noi eravamo determinati a lavorare al miglior accordo possibile. Questo slancio è stato spezzato in modo unilaterale con l’annuncio del referendum da parte del governo greco. Ma non è stata detta tutta la verità. Far giocare una democrazia contro tutte le altre non aiuta nessun cittadino greco e nessun cittadino europeo. I cittadini chiamati alle urne devono poter vedere più chiaramente la posta in gioco».

Juncker ha parlato della responsabilità che deve arrivare prima delle singole biografie, del paese «che deve venire prima del partito», ha precisato che i negoziati con la Grecia sono stati condotti dall’UE «in un vero spirito europeo» e che non è mai stato lanciato un ultimatum». L’obiettivo è sempre stato quello, ha precisato Juncker, di «aiutare ad arrivare a un accordo giusto e equilibrato».

Il presidente della Commissione europea ha parlato sia delle procedure che dei contenuti dei negoziati descrivendo il pacchetto proposto come «esigente e ampio», ma equo: ha spiegato alcuni punti dicendo ad esempio che non sono previsti tagli alle retribuzioni né tagli alle pensioni, ma una serie di forme per creare «più crescita e equità sociale, un’amministrazione pubblica più moderna e trasparente e un’amministrazione fiscale indipendente». E ancora: «Non è uno stupido pacchetto di austerità, ma va oltre le misure fiscali e propone una chiara strada da seguire per il futuro». Ma, ha detto, «il governo ha lasciato all’improvviso il tavolo dei negoziati» accusandolo anche di non aver detto tutta la verità ai suoi cittadini e di aver «semplificato il messaggio»: «In una democrazia c’è il diritto di far esprimere il popolo che deve avere però una visione completa e deve anche sapere che da parte nostra la porta è ancora aperta».

Juncker ha concluso che «è il momento della verità: non abbandonerò mai il popolo greco e so che il popolo non vuole abbandonare l’Ue. Io voglio che questa famiglia resti insieme. Chiederò al popolo greco di votare sì, indipendentemente da ciò che verrà presentato loro». Rivolgendosi direttamente ai greci «a cui io voglio molto bene», ha detto: «Non bisogna suicidarsi perché si ha paura della morte. Bisogna votare sì. I cittadini greci responsabili e fieri di loro stessi e del loro paese devono dire sì all’Europa».

12:47 29 Giu 2015

È cominciata la conferenza stampa del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a Bruxelles.

12:43 29 Giu 2015

Il Wall Street Journal ha riassunto in cinque punti la situazione delle banche:

1- Le banche sono chiuse
Le banche saranno tutte chiuse fino al prossimo 7 luglio in modo da impedire un collasso dopo che la Banca centrale europea ha deciso di non estendere la sua assistenza di liquidità alla Grecia. La prossima domenica si svolgerà un referendum convocato dal primo ministro Alexis Tsipras per chiedere ai greci se accettare o no il piano proposto dai creditori internazionali.

2 – I bancomat
Questa mattina i bancomat non funzionavano a causa di modifiche nel sistema per introdurre un limite giornaliero per i ritiri. I prelievi dai bancomat fino al 6 luglio saranno infatti limitati a 60 euro al giorno (circa 1.800 euro al mese) per ogni carta e nel pomeriggio gli sportelli dovrebbero tornare a essere operativi con queste limitazioni. Alcuni sembrano già in funzione:

3 – Pagamenti e transazioni
I pagamenti via carta di credito o di debito nei negozi funzionano come sempre, così come le transazioni effettuate online all’interno della Grecia. Anche le carte prepagate possono essere utilizzate come di consueto.

4 – Turisti
Chi usa un bancomat emesso in un paese straniero – per esempio i turisti – non è soggetto al limite dei prelievi. Tuttavia, diverse aziende chiedono contanti, temendo ritardi nelle transazioni con carta di credito. I governi stranieri hanno consigliato i turisti che andranno in Grecia di portare con sé contanti.

5 – Le banche sono al sicuro, per ora
Le autorità greche stanno dicendo che per ora i depositi sono al sicuro.

12:25 29 Giu 2015

Dopo una riunione con i dirigenti del suo partito, Angela Merkel ha dichiarato che è la Grecia a dover fare la prima mossa per uscire dall’attuale situazione. Pochi minuti prima, il suo portavoce ha detto che la cancelliera era disposta a un nuovo colloquio con Alexis Tsipras.

12:16 29 Giu 2015

Il Financial Times ha pubblicato una lettera in cui Alexis Tsipras, già il 28 giugno, chiedeva ai leader europei di estendere il piano di aiuti alla Grecia oltre la scadenza di martedì 30 giugno quando il governo dovrebbe ripagare circa 1,6 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale. E questo in modo che il referendum indetto in Grecia si potesse svolgere «in un clima calmo e positivo che permetta al popolo greco di prendere questa decisione cruciale, senza pressioni esterne». Tispras assicurava poi la ripresa dei negoziati dal giorno dopo le votazioni, dunque il 6 luglio, per raggiungere subito un accordo.

Durante l’ultima riunione, l’Eurogruppo ha però rifiutato di prolungare il programma di aiuti e questo significa che il quesito del referendum potrebbe riguardare un “contratto” che non è più in essere.  

12:04 29 Giu 2015

La situazione di questi giorni in Grecia – col primo ministro Alexis Tsipras che dopo mesi di trattative ha indetto un referendum sulla bozza di accordo in discussione con i creditori internazionali – non è completamente nuova. Qui la storia dell’allora primo ministro greco, il socialista George Papandreou, che nel 2011 interruppe le trattative con le istituzioni internazionali e decise di sottoporre l’accordo a un referendum.

11:58 29 Giu 2015

Alcuni pensionati dopo l’arrivo davanti alla filiale della loro banca:

11:55 29 Giu 2015

Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha indetto una conferenza straordinaria e ristretta dei vari presidenti dei gruppi parlamentari per oggi alle 15.00, ora locale di Bruxelles.

11:51 29 Giu 2015

Ryanair, la più grande compagnia aerea d’Europa, ha fatto sapere che per ora la situazione della Grecia non ha causato alcun impatto sulle prenotazioni e che i passeggeri sono stati comunque informati delle limitazioni bancarie attive da questa mattina.

11:46 29 Giu 2015

Il Sole 24 Ore ha messo insieme una serie di dati per capire la crisi e la situazione della Grecia all’interno dell’Eurozona in un’infografica costruita attorno a una pista olimpica. Ci sono anche dati che riguardano la spesa media delle famiglie divisa per i vari settori, le condizioni di vita, cifre sulle imprese e sul turismo.

Le persone a rischio di povertà, ad esempio, sono passate dal 19,7 per cento del 2009 al 23,1; il 25,4 per cento delle famiglie non è in grado di far partecipare i propri figli a eventi scolastici a pagamento (nel 2009 erano il 7,6); il 7,4 delle famiglie, infine, non può garantire ai propri figli un pasto con carne o pesce.

11:34 29 Giu 2015

Intanto, il governo greco rassicura i turisti che sono già in Grecia e che hanno programmato il loro viaggio: «La Grecia continua a garantire un elevato livello di qualità dei servizi offerti ai visitatori che hanno reso il nostro Paese una meta turistica di prim’ordine in tutto il mondo».

11:28 29 Giu 2015

Helena Smith, inviata del Guardian ad Atene, sta raccontando una situazione molto caotica e preoccupante fuori dalla banche, nei supermercati e anche alle stazioni di servizio. Diversi benzinai a Creta, per esempio, hanno dovuto chiudere per esaurimento delle riserve dopo le lunghe code di stamattina degli automobilisti per fare il pieno; in alcuni supermercati, ha scritto la giornalista, ci sono state “scene di panico” da parte dei consumatori preoccupati per la mancanza di scorte; a Salonicco, alcuni pensionati sono svenuti davanti alla filiale della loro banca dopo averla trovata chiusa.

11:16 29 Giu 2015

I rappresentanti di Standard Bank, grosso gruppo bancario sudafricano, hanno dichiarato senza mezze misure che «L’economia della Grecia ammonta a meno del 2 per cento dell’economia europea. Quando questa storia sarà conclusa, i politici europei saranno in grado di concentrarsi sul miglioramento della produttività del restante 98 per cento».

11:12 29 Giu 2015

Quando, qualche settimana fa, i funzionari europei hanno discusso formalmente e per la prima volta della possibilità di una bancarotta della Grecia e quindi di una sua uscita dall’euro, nella sede di una grande agenzia fotografica qualcuno ha cominciato a chiedersi come illustrare questa notizia. Il fotografo di Associated Press Jens Kalaene ha cominciato quindi a realizzare delle fotografie che cercano di mostrare visivamente alcune di quelle espressioni e di quelle frasi fatte che hanno cominciato ad essere usate in riferimento alla crisi greca. Qui, qualche esempio.

11:07 29 Giu 2015

Il presidente della Francia François Hollande, al termine della riunione con il governo, ha scritto che un accordo con la Grecia è ancora possibile e che comunque l’economia francese è più forte di quattro anni fa e non ha nulla da temere dalla crisi greca.

10:56 29 Giu 2015

Intanto, diversi governi europei hanno in programma di riunirsi nella mattinata per discutere della crisi greca. In Francia l’incontro è già cominciato: 

10:54 29 Giu 2015

Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha parlato questa mattina alla radio francese RTL dicendo: «Spero che si possa lasciare al più presto questo vicolo cieco: le porte delle trattative sono ancora aperte». Ha anche aggiunto che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker «mostrerà il percorso: mi auguro che tutti prendano la strada del compromesso». Juncker terrà una conferenza stampa oggi alle 12:45 ora di Bruxelles.

10:49 29 Giu 2015

Domani martedì 30 giugno, il governo greco dovrebbe restituire al Fondo Monetario Internazionale 1,6 miliardi di euro. La previsione è che non ci sarà alcun pagamento. Ewald Nowotny, membro del consiglio direttivo della Bce, ha detto che la situazione in Grecia «è certamente drammatica», ma che il mancato pagamento al Fmi «non significa default immediato». Il Sole 24 Ore prova a spiegare che cosa potrebbe succedere a quel punto:

«Il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde, dovrà avvertire il proprio consiglio di amministrazione. A quel punto, il Meccanismo europeo di Stabilità, esposto per 131 miliardi di euro, dovrà decidere il da farsi.

L’istituzione comunitaria potrà chiedere ad Atene l’immediato rimborso dei suoi prestiti, abbuonare la linea di credito, o ancora prendere tempo. La BCE dovrà affrontare lo stesso dilemma. A seguito del mancato pagamento dell’FMI, potrebbe chiedere un sovrappiù di collaterale alle banche greche, che non saranno in grado di garantire. Gli stessi bilanci bancari saranno a quel punto in forse. L’interrogativo è come si comporterà il meccanismo di vigilanza bancaria nei confronti delle banche sotto la sua tutela»

10:39 29 Giu 2015

La Commissione europea ha pubblicato l’ultima proposta di accordo oggetto della trattativa con la Grecia presentata dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha presentato il piano rivolgendosi direttamente agli elettori greci con un tweet scritto in greco (il portavoce di Juncker Margaritis Schinas è greco):

Diversi esponenti di Syriza in Grecia sostengono però che si tratti di una versione “edulcorata” o addirittura “inesistente” dell’accordo, come ha scritto il ministro del governo di Atene Nikos Pappas. 

10:30 29 Giu 2015

Sabato scorso, nel momento decisivo delle trattative con i creditori internazionali, l’ex primo ministro conservatore greco e attuale leader di Nuova Democrazia Antonis Samaras aveva chiesto a Tsipras di proseguire i negoziati nella speranza di trovare un compromesso all’ultimo minuto. Samaras aveva anche dichiarato che Tsipras avrebbe dovuto creare un governo di unità nazionale con la partecipazione dei partiti di opposizione visto che il sostegno di parte di Syriza era chiaramente venuto meno.

10:22 29 Giu 2015

La cancelliera Angela Merkel parlerà della crisi greca davanti al parlamento tedesco alle 12.30. 

10:15 29 Giu 2015

I pensionati in coda fuori dalle banche greche.

Secondo il quotidiano Kathimerini «ci si aspettava che alcune filiali aprissero lunedì per i pensionati che non usano carte di credito per recuperare le loro pensioni». Nel corso della giornata dovrebbero essere date maggiori informazioni su quali istituti forniranno questo servizio a livello locale.

10:06 29 Giu 2015

Gran parte degli aggiornamenti dei principali giornali internazionali riguardano oggi la situazione dei mercati, che non è buona:

10:04 29 Giu 2015

Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha confermato che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker terrà una conferenza stampa oggi alle 12:45 ora di Bruxelles.

09:55 29 Giu 2015

Il commento, molto critico nei confronti del governo greco, del ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier:

L’intervista completa su Die Welt è qui.

09:49 29 Giu 2015

Le principali borse europee hanno aperto in calo a causa della paura di un possibile default della Grecia. Scrive Ansa

«Sospensioni a raffica a Piazza affari, che però risale dai minimi di circa mezzo punto percentuale (Ftse Mib -4,45% a 22.742 punti). Dopo mezz’ora di scambi risultano congelate per eccesso di volatilità Unicredit (-7,89% teorico) e Intesa (-5,8% teorico) insieme a Tod’s (-6,3% teorico)».

Anche i mercati asiatici hanno chiuso in negativo. La borsa di Tokyo con un calo del 2,88 per cento e quella di Shanghai con un calo del 3,79 per cento.

09:31 29 Giu 2015

I primi sondaggi sul referendum mostrano il vantaggio del sì: la maggioranza della popolazione sarebbe a favore dell’accordo al piano dell’Ue:

09:29 29 Giu 2015

Nel suo editoriale di domenica, dopo l”abbandono dei negoziati da parte del governo greco e dopo l’annuncio del referendum, il Guardian ha scritto:

«Qualcosa doveva rompersi in Grecia, e ora si è rotto. In 6 anni sono scomparsi lavori, la speranza si è persa e per la prima volta in una generazione sono peggiorati gli standard di vita. I suicidi si sono moltiplicati tra le persone più in difficoltà, e il senso di sovranità collettivo si è affievolito. La nazione è stata crocefissa sulla croce della valuta a cui non avrebbe mai dovuto aderire. Si è svegliata per scoprire l’ampiezza delle restrizioni sull’accesso ai conti correnti.

(…) Fiero e inesperto, il primo ministro ha violato tutte le regole della diplomazia, non avvisando la sua controparte della decisione di indire un referendum prima di dichiararlo pubblicamente e – forse – privandosi degli ultimi centimetri di leva che aveva da usare nelle trattative. La sua retorica fa contrastare il suo mandato popolare con la durezza dei tecnocrati, ignorando però i mandati dei governi creditori.

Questo atteggiamento mette a rischio lo spazio in cui i 28 stati dell’Unione Europea devono trovare i loro compromessi. E la domanda che farà ai cittadini greci è priva di senso: che accettino o no i termini del bailout sarà troppo tardi visto che la deadline è 5 giorni prima del referendum».

09:17 29 Giu 2015

Politico, scrive che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker dovrebbe tenere una conferenza stampa oggi alle 12:45 ora di Bruxelles.

09:13 29 Giu 2015

Per capire come si è arrivati a questa situazione, in un articolo del Post del febbraio 2012:

«La crisi finanziaria del 2008 ha cambiato le cose. O meglio, ha messo in evidenza i gravi problemi che fino a quel momento erano rimasti nascosti. Innanzitutto, la Grecia ha sofferto particolarmente quella crisi perché la sua economia si basa soprattutto sul turismo e sulla distribuzione, settori particolarmente esposti ai cambiamenti economici nel breve termine. Solo nel 2009 i due settori hanno subìto una contrazione degli utili di oltre il 15 per cento. Da allora il debito pubblico è cresciuto a dismisura ed è arrivato ultimamente a 262 miliardi di euro. Nel 2004 era di 168 miliardi.

Ma questa è solo una piccola parte della storia. La Grecia, e di conseguenza tutta l’eurozona, si trova in questa situazione perché negli anni scorsi ha truccato i suoi conti – e di molto – per rientrare nei parametri previsti dal Trattato di Maastricht e di conseguenza per entrare nell’euro, valuta che ha adottato nel 2001. Una prima ammissione c’era stata già nel 2004, quando il governo greco affermò di aver barato per entrare nell’euro: il suo rapporto deficit/PIL non era mai stato sotto il 3 per cento sin dal 1999, il tetto massimo richiesto dalle regole comuni europee a salvaguardia della stabilità della moneta unica.

Non solo. Dopo la fine della legislatura guidata dal partito di centrodestra Nuova Democrazia, nel 2009 il nuovo premier eletto George Papandreou (PASOK, socialisti) ha annunciato che i conti erano stati ulteriormente truccati dal precedente governo e che per quell’anno il rapporto deficit/PIL si sarebbe attestato intorno all’enorme cifra del 12 per cento. In realtà poi sarebbe arrivato addirittura al 15,4 per cento, ha detto il direttore dell’istituto nazionale di statistica greco, che per questo è stato incriminato e accusato di avere falsato le stime. L’istituto, simile alla nostra ISTAT, era stato completamente rinnovato e reso indipendente un anno prima, dopo decenni di rapporti inaffidabili e condizionati dalla classe politica.

All’inizio del 2010, poi, è venuto fuori che dal 2001 la Grecia avrebbe pagato milioni di dollari a Goldman Sachs e ad altre banche di investimento perché queste mascherassero la quantità di denaro che richiedeva in prestito dai mercati. Lo scopo era semplice: ricevere sempre più denaro in prestito per sopperire alle spese, alzando però in questo modo il deficit e il debito e barando con l’Europa, mettendo così a rischio tutta la sua struttura politica ed economica per via del cosiddetto “contagio finanziario”».

09:03 29 Giu 2015

Una banca chiusa ad Atene.

08:52 29 Giu 2015

Il decreto firmato da Tsipras e dal presidente Prokopīs Paulopoulos pubblicato lunedì mattina sulla gazzetta ufficiale del governo greco che stabilisce i controlli di capitale da imporre al paese.

08:42 29 Giu 2015

Il discorso con cui il primo ministro greco Alexis Tsipras ha annunciato che le banche e la borsa di Atene oggi rimarranno chiuse: è stato trasmesso alla televisione greca alle 20 di ieri sera e dura un minuto e mezzo. Tsipras ha invitato i greci a rimanere calmi dicendo che i depositi sono al sicuro e che le pensioni e gli stipendi verranno pagati. Ha anche attaccato la Banca centrale europea dicendo che la decisione della banca centrale greca di chiudere banche e borsa è stata presa da loro. Infine ha aggiunto che se i creditori volessero potrebbero «dare alla Bce la libertà di ripristinare la liquidità delle banche anche stanotte stessa».

08:34 29 Giu 2015

La Commissione europea ha pubblicato l’ultima proposta di accordo oggetto della trattativa con la Grecia presentata dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale e che, si legge nel comunicato, «tiene conto delle proposte delle autorità greche dell’8, 14, 22 e 25 giugno 2015, così come dei colloqui a livello politico e tecnico di tutta la settimana». Le discussioni su questo testo erano in corso con le autorità greche dal 25 giugno in vista dell’Eurogruppo del 27. «Tuttavia, né quest’ultima versione del documento, né un profilo di un accordo globale potranno essere formalmente ultimati e presentati all’Eurogruppo a causa della decisione unilaterale delle autorità greche di abbandonare il negoziato la sera del 26 giugno 2015».

Nel documento dei creditori si parla di un avanzo primario di bilancio dell’1, 2, 3 e 3,5 per cento nel 2015, 2016, 2017 e 2018 raggiungibile con una riforma dell’IVA, delle pensioni, della pubblica amministrazione, nuove tasse e diverse altre misure. Le questioni finora più discusse con il governo greco sono state quelle dell’IVA e delle pensioni. I creditori hanno accettato tre diverse fasce di aliquota, come chiesto da Atene: al 6 per cento per prodotti farmaceutici, libri e biglietti del teatro; al 13 per cento per energia, prodotti alimentari di base, alberghi e acqua; al 23 per cento su tutto il resto compreso il cibo “processato” e i ristoranti. Tra le altre misure fiscali sono previste misure per aumentare l’imposta sul reddito delle società nel 2015, eliminare il trattamento preferenziale degli agricoltori abolendo ad esempio le sovvenzioni concesse finora sul gasolio e escludere la possibilità di mantenere uno sconto IVA alle isole.

Per quanto riguarda le pensioni, i creditori internazionali hanno specificato nella loro proposta di voler creare forti disincentivi al pensionamento anticipato, eliminare gradualmente a partire da subito e definitivamente entro il 2019, l’EKAS cioè un assegno integrativo per pensionati indigenti. Per la data dell’età pensionabile erano stati fissati i 67 anni.

L’ultima parte delle proposte riguarda le privatizzazioni e vengono citati gli aeroporti regionali, TRAINOSE (la società ferroviaria), parte della rete autostradale, i porti del Pireo, Salonicco e Hellinikon.

08:28 29 Giu 2015

Sempre il Sole 24 Ore spiega come e quanto è esposta l’Italia.

Lo Stato italiano è il terzo principale paese europeo creditore “official” della Grecia, con un’esposizione in termini di prestiti bilaterali, quota nei fondi salva-stati Efsf/Esm e nel capitale Bce che oscilla – a seconda dei calcoli – tra i 40 e i 65 miliardi ed è superata soltanto da quella di Germania e Francia.

Questo calcolo funziona però fino a quando l’esposizione verso la Grecia viene circoscritta al credito istituzionale e ripartita formalmente e tecnicamente tra gli Stati dell’Eurozona sulla base dei rispettivi Pil e popolazione.

L’Italia però diventa il paese europeo più esposto al rischio di un default della Grecia o di Grexit, quando l’esposizione viene misurata in altri termini, in base al debito pubblico e al rischio contagio: l’acuirsi della crisi greca aumenta l’avversione al rischio e fa salire i rendimenti dei titoli di Stato italiani mentre allo stesso tempo la fuga verso la qualità fa crescere i prezzi dei titoli di stato tedeschi e francesi, abbattendo il costo del servizio del debito pubblico in quei paesi.

08:27 29 Giu 2015

Venerdì il cosiddetto spread, cioè la differenza di valore tra i titoli BTP italiani e i Bund tedeschi, aveva chiuso a 123 punti: nelle prime contrattazioni di questa mattina, scrive il Sole 24 Ore, è già salito a 197.

08:24 29 Giu 2015

Le banche che possiedono titoli di stato emessi dalla Grecia, e in che quantità.

08:10 29 Giu 2015

Qualche dettaglio in più sulla chiusura delle banche. 

– Le banche sono tutte chiuse fino al 6 luglio: sia le banche greche sia le filiali delle banche straniere. Il governo ha detto che riapriranno il 7 luglio, dopo il referendum, ma questo probabilmente dipenderà anche dall’esito del referendum.

– I prelievi dai bancomat fino al 6 luglio saranno limitati a 60 euro al giorno per ogni carta. Il problema è che molti bancomat sono senza soldi da giorni; il governo ha detto che entro il primo pomeriggio di lunedì torneranno a funzionare regolarmente, e anche che il ministro delle Finanze può intervenire per modificare il tetto.

– Chi usa un bancomat emesso in un paese straniero – per esempio i turisti – non è soggetto al limite dei prelievi: ma naturalmente anche loro hanno difficoltà a trovare bancomat ancora provvisti di denaro.
– Il mercato azionario sarà chiuso oggi.

– I pagamenti via carta di credito o di debito nei negozi funzionano come sempre, così come le transazioni effettuate online all’interno della Grecia.

– È vietato spostare denaro all’estero senza l’autorizzazione del governo.

08:05 29 Giu 2015

La situazione in Grecia apre praticamente tutte le prime pagine dei giornali di oggi in Italia.

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