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  • mercoledì 24 giugno 2015

L’Ungheria si rimangia la sospensione del trattato di Dublino

Dopo molte critiche il ministro degli Esteri si è smentito e ha ammorbidito le cose che aveva detto sui migranti

Migranti in attesa di un treno che li porti in Serbia, stato dal quale molti cercano poi di arrivare in Ungheria (ROBERT ATANASOVSKI/AFP/Getty Images)

Peter Szijjarto, ministro degli Esteri ungherese ha detto – durante un incontro con il ministro degli Esteri austriaco – che l’Ungheria non sospenderà il trattato di Dublino, che riguarda i richiedenti asilo all’interno dell’Unione Europea, e che anzi non ha mai avuto intenzione di sospenderlo. La smentita di Szijjarto è arrivata dopo che i principali siti d’informazione di tutto il mondo avevano scritto – basandosi su alcune sue dichiarazioni e del primo ministro ungherese Viktor Orban – che l’Ungheria aveva invece deciso per la sospensione unilaterale del trattato, dicendo, scriveva il Guardian, che la “barca era piena”, che non c’era cioè più posto per i nuovi migranti.

Szijjarto ha detto invece che l’Ungheria non ha mai avuto intenzione di sospendere nessuna norma dell’Unione Europea, ma che semplicemente aveva parlato della necessità di un “periodo di grazia”: una sospensione temporanea. L’Ungheria era stata molto criticata soprattutto dall’Austria (i due stati sono confinanti) che temeva che la chiusura della frontiera ungherese avrebbe portato problemi al confine austriaco.

Il governo ungherese aveva annunciato alcuni giorni fa la sua intenzione di costruire un muro lungo il confine con la Serbia, per impedire il continuo flusso di migranti nel suo territorio. L’Ungheria fa parte dell’Unione Europea dal maggio 2004 e si trova nella cosiddetta “area Schengen”, cioè quella di libera circolazione delle persone e delle merci. Orbán è considerato molto autoritario e conservatore da diversi capi di stato e di governo dell’Unione Europea (alcuni parlano di lui come di un “dittatore”). Orbán ha criticato a sua volta l’Unione Europea per la sua gestione attuale del problema dei migranti: ha detto che il piano UE di redistribuzione dei migranti “rasenta la follia” e ha accusato i paesi membri di avere adottato finora soluzioni inadeguate

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