La polizia sposta con la forza alcuni migranti a Ventimiglia, il 16 giugno. (CHRISTOPHE MAGNENET/AFP/Getty Images)
  • Italia
  • lunedì 15 giugno 2015

I migranti ancora bloccati in Italia

La Francia dice che non passeranno il confine, a Ventimiglia circa 200 persone hanno trascorso la quinta notte all'aperto e la polizia ne ha spostati alcuni con la forza

La polizia sposta con la forza alcuni migranti a Ventimiglia, il 16 giugno. (CHRISTOPHE MAGNENET/AFP/Getty Images)

Aggiornamento del 16 giugno – La polizia ha sgomberato gli scogli di Ventimiglia e ha portato alla stazione una parte dei migranti bloccati lì da giorni. Alcuni migranti hanno cercato di opporsi ma la polizia, che è intervenuta in assetto antisommossa, è poi riuscita a portarli su un pullman della Croce Rossa, scrive il Corriere della Sera. Altri invece rimangono sugli scogli. Il Guardian scrive che le immagini dei migranti spostati con la forza dalla polizia saranno usate dall’Italia per mostrare all’Europa che deve occuparsi della situazione; il ministro degli Interni Angelino Alfano, parlando ai suoi omologhi europei a Lussemburgo, ha definito quello che sta succedendo a Ventimiglia «uno schiaffo in faccia all’Europa».

Le forze dell’ordine hanno sgomberato, nella prima mattinata di martedì a Ventimiglia, i migranti fermi da qualche giorno sugli scogli dei Balzi Rossi, nella zona di Ponte San Ludovico, a pochi passi dal confine con la Francia. Alcuni profughi sono rimasti contusi, altri sono stati colpiti da malori. Ci sono stati infatti momenti di tensione, soprattutto all’inizio quando qualche profugo ha opposto resistenza passiva, ma la situazione si è poi tranquillizzata. Tra le urla e i pianti delle donne, i migranti sono stati fatti salire sui bus della Croce Rossa per trasferirli alla stazione di Ventimiglia. Sugli scogli è rimasto oltre un centinaio di profughi, soprattutto giovani, che, sfuggiti allo sgombero, si rifiutano di allontanarsi e chiedono di poter attraversare il confine.

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Aggiornamento delle 17:45 del 15 giugno – Nel corso di un’intervista radiofonica il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha commentato le notizie sui migranti bloccati a Ventimiglia dicendo che “non devono passare” il confine tra Italia e Francia e che il nostro paese “deve farsene carico: bisogna rispettare le regole di Schengen”. Cazeneuve ha poi detto che: “Le regole del diritto di asilo devono essere rispettate: quando i migranti arrivano in Francia dopo essere passati per l’Italia ed essersi lì registrati, si applica la legge europea, e ciò significa che essi devono tornare in Italia. Non hanno il diritto di passare e devono essere gestiti dall’Italia”.

Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha detto che “l’atteggiamento muscolare che alcuni ministri di paesi esteri stanno avendo va nella direzione opposta” al dovere di “affrontare il problema degli immigrati tutti insieme” nell’ambito dei paesi dell’Unione Europea. Ha poi aggiunto che “nessun egoismo nazionale può chiudere gli occhi” e che “un paese come il nostro non può consentire alla Francia di avere navi nel Mediterraneo e lasciare i migranti in Italia”.

I migranti bloccati a Ventimiglia sono circa 200, si apprestano a passare la loro quinta notte consecutiva all’aperto e provengono soprattutto da Eritrea, Somalia, Costa d’Avorio e Sudan e avevano intenzione di raggiungere oltre alla Francia altri paesi europei come Germania, Austria, Svezia. Molti non si fanno identificare in Italia, perché a quel punto potrebbero richiedere asilo politico solo nel nostro paese: le normative europee dicono che si può fare richiesta d’asilo solo nel paese in cui si fa il proprio ingresso in Europa. La polizia italiana dice però di non essere in grado di prendere impronte digitali e generalità di tutti i migranti, che quindi sfruttano il tempo dei lunghi controlli per transitare dall’Italia e registrarsi nel paese che vogliono raggiungere.

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Da giorni a Ventimiglia (in Liguria, sul confine tra Francia e Italia) e alla stazione centrale di Milano (una delle principali stazioni ferroviarie europee) centinaia di migranti sono bloccati senza poter attraversare il confine e uscire dall’Italia.

La situazione di Milano è stata causata dalla sospensione temporanea degli accordi di Schengen, quelli che garantiscono la libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione Europea, e quindi del blocco del passaggio verso la Germania. La sospensione era stata decisa per evitare che manifestanti e contestatori potessero andare dall’estero a Garmisch-Partenkirchen, in Germania, dove si è svolto il G7, la riunione dei capi di governo di Stati Uniti, Germania, Giappone, Italia, Francia, Regno Unito e Canada. Il G7 è terminato ma Schengen risulta ancora sospeso e così fino a oggi, lunedì 15 giugno.

Per quanto riguarda invece Ventimiglia e il confine con la Francia, hanno cominciato a circolare diverse ipotesi. Il quotidiano francese Le Monde sostiene che il blocco sia un effetto secondario di quanto avvenuto a Parigi nelle ultime settimane, e che non sia legato a Schengen: ci sono state infatti due evacuazioni forzate, quella del campo in rue de Pajol, lunedì 8 giugno, in cui vivevano quasi 90 migranti, e quella del campo La Chapelle, sempre a Parigi all’inizio del mese, che ospitava invece circa 350 persone. Queste evacuazioni avrebbero indotto il ministero degli Interni francese a fermare temporaneamente gli arrivi dal sud.

Lunedì 15 giugno sui principali quotidiani italiani trovano molto spazio titoli che fanno riferimento a uno “scontro” diplomatico con la Francia: un alto responsabile della prefettura delle Alpes-Maritimes ha detto all’ANSA che la Francia non ha violato Schengen e che la frontiera non è stata chiusa. Il blocco sarebbe dovuto al fatto che sono stati reintrodotti dei controlli al confine (e non è chiaro se solo per qualche ora o in modo continuativo): «Chiunque abbia il diritto di circolare nello spazio Schengen può continuare a farlo liberamente, mentre sono ammessi il controllo e il riaccompagnamento alla frontiera italiana degli stranieri in situazione irregolare», ha precisato l’alto funzionario francese.

La Stampa però ha spiegato che queste dichiarazioni «corrispondono solo in parte alla verità».

«Fonti altamente qualificate della nostra polizia di frontiera dichiarano, infatti, che il controllo 24 ore al giorno viola gli articoli 20 e 21 del Codice delle frontiere. Le verifiche infatti devono essere effettuate solo a campione, nell’applicazione dei cosiddetti controlli di retrovalico. Mentre stiamo invece assistendo a un monitoraggio costante e continuo».

Intanto dal ministero degli Interni francese hanno fatto sapere che «non è possibile far entrare in Francia delle persone in una situazione irregolare»: che la violazione di Schengen ci sia stata oppure no, sta di fatto che i migranti non hanno potuto passare il confine e hanno passato anche questa notte all’aperto, dormendo sulle pietre.

Le persone bloccate a Ventimiglia e nelle altre stazioni provengono soprattutto da Eritrea, Somalia, Costa d’Avorio e Sudan e sono dirette in Germania, Austria, Svezia e Francia, dove spesso abitano i loro parenti e dove esistono numerose comunità di loro connazionali. Molti di loro non vogliono farsi identificare in Italia, perché a quel punto potrebbero richiedere asilo politico soltanto alle autorità italiane. Le regole europee dicono che si può fare richiesta d’asilo soltanto nel paese europeo dove si fa il proprio ingresso in Europa. Per assicurarsi che questo metodo funzioni, gli stati membri sono obbligati a identificare con foto o impronte digitali tutti coloro che entrano illegalmente nei propri confini. La polizia italiana ha più volte detto di non essere in grado di prendere le impronte digitali di tutti i migranti che arrivano nel territorio nazionale.

La situazione a Ventimiglia
Sabato scorso a Ventimiglia circa 200 migranti sono stati costretti dalla polizia a spostarsi dal confine, dopo che avevano bloccato l’accesso alla strada esponendo cartelli con scritte come «Vogliamo solo passare» e «Dove sono i nostri diritti umani?». Per tutto il giorno gli uomini hanno rifiutato per protesta il cibo che gli era offerto dalla Croce Rossa e da alcuni residenti di Ventimiglia. Dopo lo sgombero un centinaio di migranti ha raggiunto una vicina scogliera, minacciando di gettarsi in mare e protestando per la chiusura delle frontiere. Alla stazione di Ventimiglia ci sono attualmente 80 migranti in attesa di partire per la Francia.

Domenica sera una dozzina di attivisti francesi di un gruppo di estrema destra sono arrivati alla stazione della Liguria e hanno esposto uno striscione su cui avevano scritto in inglese: «Assolutamente no, non vi stabilirete in Europa». La polizia italiana li ha respinti in direzione della Francia e non ci sono stati particolari disordini. Il Secolo XIX dice che la notte è passata in modo tranquillo.

La situazione a Milano
Non è ancora chiaro quante persone siano di fatto rimaste bloccate alla stazione di Milano nei giorni scorsi. Repubblica ha parlato di quasi 500 persone, 250 delle quali hanno passato in stazione la notte tra l’11 e il 12 giugno. Molti migranti sono in possesso di un regolare biglietto per superare il confine.

Dopo aver fatto spostare i migranti dall’interno della stazione Centrale e aver chiuso i mezzanini con delle reti, il sindaco Pisapia ha detto che «sta tornando la normalità» aggiungendo anche che «in meno di 24 ore siamo riusciti a trovare una prima soluzione dignitosa e immediatamente praticabile per essere vicini ai profughi ma anche per rispettare i viaggiatori». Il comune e varie associazioni hanno offerto dei luoghi per trascorrere la notte, mentre alla stazione sono stati allestiti cubi di plexiglass trasparenti che normalmente servono ad ospitare i negozi. Questi spazi (che sono stati oscurati con tende e cartoni per garantire il diritto alla privacy) servono come centri di smistamento temporaneo fino a giovedì prossimo. Sono al lavoro la Croce Rossa e anche decine di volontari per la distribuzione di cibo e altri beni di prima necessità.

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