Claudio Lotito. (Claudio Villa/Getty Images)
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  • mercoledì 10 Giugno 2015

Claudio Lotito è indagato per tentata estorsione

La procura di Napoli sta indagando sull'influente presidente della Lazio per quella telefonata registrata con un dirigente dell'Ischia

Claudio Lotito. (Claudio Villa/Getty Images)

Claudio Lotito, imprenditore, presidente della squadra di calcio della Lazio e consigliere federale nella FIGC, è indagato per tentata estorsione dalla procura di Napoli. Scrivono i giornali che la Digos sta perquisendo per questo alcuni uffici nella sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

L’inchiesta fa riferimento a una telefonata durante la quale Lotito voleva convincere un dirigente dell’Ischia a sostenere Mario Macalli, presidente della Lega Pro a lui molto vicino, così da facilitare l’attuazione di un suo “programma”: e aggiungeva di essere molto potente, di controllare la Lega di Serie A, di poter garantire finanziamenti e sponsorizzazioni e di essere vicino al presidente della FIGC Carlo Tavecchio. La telefonata era stata registrata dallo stesso dirigente dell’Ischia, Pino Iodice.

Pino Iodice è direttore generale dell’Ischia Isolaverde, una squadra di Lega Pro (quella che una volta si chiamava Serie C). Nella registrazione – effettuata da Iodice di nascosto e poi consegnata a Repubblica  – Lotito si vanta più di volte di controllare fra le altre cose anche la Lega di Serie A («in Lega di A ho 17-18 voti, perché la Fiorentina una volta si astiene, una volta vota a favore mio»: le uniche due squadre avversarie di Lotito sono Roma e Juventus) e conferma di essere molto vicino al presidente della FIGC Carlo Tavecchio. Dice Lotito:

«Ho un programma, in sei mesi incrementerò i ricavi, porterò uno sponsor al campionato e i soldi dello streaming. Ho parlato con quello che ha portato 1,2 miliardi alla Lega di A e 14 milioni in più di Rcs alla Figc. Ti faccio un discorso: secondo te in Lega di A decide Maurizio Beretta [presidente della Lega Serie A]? Sai cosa decide? Zero. E allora: il presidente [Macalli] fra un anno e mezzo va a casa da solo, l’accompagno io, e rappresenta zero. Viene fatta una commissione strategica, tre presidenti, uno del Nord, uno del Centro, uno del Sud, e ogni 20 giorni vedono l’attuazione del programma. Il direttivo viene tolto, Pitrolo [vicepresidente di Lega Pro], quello, tutti. Chi viene eletto va lì a lavorare. E vi tranquillizzo, io non sono candidato a niente, non m’interessa, voglio salvare la Lega Pro»

Gli investitori di cui parla Lotito sono probabilmente Infront, la potentissima e controversa società svizzera presieduta dal nipote di Sepp Blatter, presidente dimissionario della FIFA, che gestisce i diritti tv delle partite e che ha grossi interessi in diverse squadre di calcio italiane. Verso la fine della telefonata, Lotito si lamenta anche del fatto che nel caso vengano promosse in Serie A squadre di piccole città, sarebbe più complicato vendere i diritti televisivi della partite.

«Ho detto ad Abodi [presidente della Lega Serie B]: Andrea, dobbiamo cambiare. Se me porti su il Carpi… una può sali’… se mi porti squadre che non valgono un cazzo noi fra due o tre anni non ci abbiamo più una lira. Perché io quando a vado a vendere i diritti televisivi – che abbiamo portato a 1,2 miliardi grazie alla mia bravura, sono riuscito a mettere d’accordo Sky e Mediaset, in dieci anni mai nessuno – fra tre anni se ci abbiamo Latina, Frosinone chi cazzo li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone. Il Carpi… E questi non se lo pongono il problema!».

Frosinone e Carpi alla fine sono state promosse in Serie A, insieme con il Bologna. Lotito è uno dei personaggi più influenti e potenti del calcio italiano: oltre a essere presidente della Lazio è anche proprietario della Salernitana, nonché principale sponsor e sostenitore di Carlo Tavecchio, presidente della FIGC. Dopo la diffusione della telefonata, il direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Monti aveva scritto un editoriale in cui chiedeva le dimissioni di Lotito dal consiglio federale della FIGC, la federazione che organizza e gestisce i campionati professionistici di calcio in Italia. Fra le altre cose Monti nell’articolo paragonava Lotito a Licio Gelli – il celebre capo della loggia massonica P2 – e scriveva:

Dopo quanto abbiamo letto e sentito, Claudio Lotito non può restare sulla poltrona di consigliere della Figc un minuto di più. La Lega di A, che è un’associazione tra privati, si tenga il suo campione finché vuole e il buon Maurizio “conto zero quindi non drammatizzo” Beretta continui a officiare come sua vestale. Ma la Federcalcio è un’istituzione posta a garanzia dello spettacolo sportivo più amato dagli italiani. Un patrimonio pubblico.