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  • lunedì 22 Settembre 2014

La Infront Sports e il calcio italiano

Come una società svizzera è arrivata ad avere potere su molto altro, quasi tutto, spiegato in un articolo pubblicato dalla rivista "l'Ultimo Uomo"

Infront Sports è una società svizzera di consulenza che gestisce la vendita dei diritti televisivi della trasmissione delle più importanti partite di calcio giocate in tutto il mondo e anche in Italia: in pratica organizza le aste e suddivide i diritti in “pacchetti” – differenti per piattaforma (satellitare e digitale) e per importanza delle squadre – per venderli separatamente alle televisioni e guadagnare più soldi. Si calcola che la gestione e la vendita dei diritti televisivi delle partite di Serie A – che compete alla Lega Serie A, la quale a sua volta si appoggia a Infront fin dal 2008 – abbia portato a Infront tra i 30 e i 40 milioni all’anno, versati dalla Lega Serie A. Il presidente e amministratore delegato di Infront è Philippe Blatter, nipote del presidente della FIFA Sepp Blatter. Di Infront si era indirettamente parlato anche in occasione del Mondiale in Brasile, per alcuni casi di presunte speculazioni e fenomeni di bagarinaggio gestiti dalla società svizzera Match Hospitality, di cui Infront è azionista.

Un articolo di Fulvio Paglialunga sull’Ultimo Uomo ricostruisce i rapporti che negli ultimi sei anni Infront ha costruito con i personaggi più importanti e influenti del calcio italiano, raccontando i legami con Mediaset e con la Lega Serie A, i grandi guadagni ottenuti in tempi recenti, gli accordi e i contrasti con i presidenti di molte squadre di calcio, fino alle ipotesi sul suo coinvolgimento nell’elezione di Carlo Tavecchio a presidente della FIGC e nel salvataggio del Bari Calcio.

Siamo solo diventati più grandi, ma in fondo decide ancora chi porta il pallone. Anche se chi lo porta è poi chi lo trasmette in tv e pure chi lo vende agli sponsor. Questa è la storia di un intreccio che comincia nel 2008: di diritti televisivi, marketing, soldi, salvataggi e controllo delle operazioni, di padroni eleganti del calcio italiano; eleganti, ma padroni. Sono tutte le strade che portano a Infront, il colosso svizzero poi sbarcato in Italia che gestisce i diritti tv e che poi gestisce molto altro. E che si appresta a gestire quasi tutto.

IL POTERE DEI SOLDI
Il concetto diventa di semplice transizione: se chi gioca ha bisogno dei diritti tv (anche per incapacità a produrre altri ricavi, ma è un’altra storia) per poter andare avanti, chi gestisce i diritti tv permette realmente alle società di sopravvivere. Dunque chi ha la cassa può sempre esercitare una enorme pressione anche senza sforzo. Diventa una silenziosa e spietata legge di mercato, ma fin qui tutto forzatamente normale, da anni il calcio si spalma ad esempio su giorni e orari a beneficio di telecamere e non può farne a meno. Accade in Italia, nelle altre nazioni, in tutte le competizioni internazionali. Ma questo è solo il punto di partenza del potere che Infront possiede e gestisce da queste parti.

Una scalata che comincia nel 2008, un po’ a sorpresa. Occorre segnare i nomi, perché sono importanti: sei anni fa Infront compare sulla scena perché Antonio Matarrese candida l’azienda come advisor della Lega, chiamata a occuparsi della vendita collettiva dei diritti tv dal 2010. E causa uno scontro feroce nella Confindustria del pallone, una decisione dopo dieci ore di riunioni a luglio e una serie di dubbi legali sul ruolo dell’advisor. Dice Matarrese che tra le offerte arrivate, quella di Infront è «di gran lunga la più interessante, utile e propositiva», ma non sono molti ad essere d’accordo. Però passa, perché con lui votano a favore Lotito, Cellino e tutta la serie B, le grandi stanno a guardare, mentre Galliani riesce nel capolavoro di spingere per Infront (come raccontano le cronache) e non dar torto alla Juve, che più di tutte contesta la legittimità dell’accordo. Promette un mare di soldi, Infront: un minimo garantito di 900 milioni di euro annui senza alcuna commissione e poi provvigioni crescenti, oltre quella somma. Irrompe, quindi, portando con sé il mistero di questo nuovo nome. Sei anni fa.

IL NIPOTE DI SEPP E UN PO’ DI ALTRI NOMI
Il gran capo di Infront, presidente e Ceo, è Phillippe Blatter, nipote di Sepp, perché i nomi in questa storia non sono casuali e nemmeno gli incroci, ad esempio, se questa è la società che vende i diritti tv delle manifestazioni che organizza la Fifa di zio e che, in addizione, nell’ultimo Mondiale e prima nella Confederations ha gestito anche i pacchetti di ospitalità per chi voleva seguire le manifestazioni. Infront arriva in Italia quando la madre svizzera acquista Media Partners, la società che prima gestiva i diritti tv e che nel 1995 era stata creata, tra gli altri da Marco Bogarelli e Andrea Abodi, che ora è a capo della Lega di serie B e che fra un po’ tornerà nelle cronache.

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Foto: LaPresse/Daniele Badolato