L’ISTAT sulla violenza contro le donne

Cinque cose dal rapporto diffuso venerdì: il numero delle violenze è in calo rispetto a cinque anni fa, ma quello degli stupri no

Venerdì 5 giugno l’ISTAT ha pubblicato il nuovo rapporto “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”. In generale, dice l’ISTAT, le violenze stanno calando e sta aumentando la fiducia e la soddisfazione delle donne nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine. Ci sono anche dati meno positivi, come ad esempio il fatto che il numero degli stupri non si è abbassato. L’indagine ha riguardato un campione di 24.761 donne: si è svolta nel 2014, riferita alle violenze che sono state compiute nei cinque anni precedenti. I dati dell’indagine hanno aggiornato la precedente ricerca dell’ISTAT svolta nel 2006 e che si riferiva, come quest’ultima, alle violenze avvenute nei cinque anni precedenti.

1. Diminuiscono le violenze
L’ISTAT ha scritto che «negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3 per cento all’11,3 per cento, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006». Sono diminuite molto anche le violenze psicologiche: nel 2006 il 42,3 per cento delle intervistate diceva di averne subite di qualche tipo nei cinque anni precedenti, mentre nel 2014 ha risposto così il 26,4 per cento del campione considerato. Secondo l’ISTAT la ragione del calo è dovuta è merito soprattutto di «una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza».

2. La violenza rimane un fenomeno diffuso
Nonostante i dati relativi ai cinque anni precedenti il 2014, «la violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso», ha scritto l’ISTAT. Nel corso della loro vita, 6 milioni e 788 mila donne dicono di aver subito una violenza fisica o sessuale, cioè il 31,5 per cento del totale, quasi una donna su tre. Il 5,4 per cento dice di aver subito uno stupro o un tentativo di stupro, cioè quasi un milione e mezzo di donne: più di tutti gli abitanti del comune di Milano.

3. È cambiata la percezione della violenza
L’aumento della percezione della gravità sociale delle violenze sessuali si vede anche dall’aumento di donne che dichiarano di aver denunciato gli abusi alle forze dell’ordine: il loro numero è passato dal 6,7 per cento all’11,8 per cento. Le donne considerano più spesso gli abusi un vero e proprio reato: erano il 14,3 per cento nel 2006 e sono diventate il 29,6 per cento nel 2014. È aumentata anche la percentuale di donne che dicono di aver parlato con qualcuno delle violenze subite: dal 67,8 per cento al 75,9 per cento.

4. C’è più fiducia nelle forze dell’ordine
A questi miglioramenti è probabile che abbia anche contribuito un miglior lavoro da parte delle forze dell’ordine. Le donne che si dicono “molto soddisfatte” del lavoro svolto da polizia e carabinieri sono passate dal 9,9 per cento al 28,5 per cento – per quanto riguarda violenze commesse da partner o ex partner – e dal dal 9,7 al 23,9 per quanto riguarda violenze commesse da estranei.

5. Gli stupri non calano
Tra i dati negativi emersi dall’indagine c’è il numero degli stupri che rimane costante. L’1,2 per cento delle donne intervistate aveva detto di avere subìto uno stupro o un tentato stupro nei cinque anni precedenti il 2006. Nel 2014 la percentuale è rimasta invariata. Se la percentuale di violenze totale cala, quella di violenze gravi rimane stabile sul totale o è addirittura in aumento (è quello che l’ISTAT chiama lo “zoccolo duro” della violenza). Le donne che dicono di aver riportato ferite nel corso delle violenze subite da un partner o da un ex partner è passato dal 26,3 per cento del 2006 al 40,2 per cento nel 2014.

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