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  • giovedì 21 maggio 2015

20 anni di Andrea Pirlo in Serie A

Foto e video d'epoca di uno dei giocatori italiani più forti di tutti i tempi, che esordì in Serie A il 21 maggio 1995, a sedici anni, contro la Reggiana

Dario Hubner viene abbracciato da Andrea Pirlo dopo un gol nella partita di Serie A fra Brescia e Parma, 25 gennaio 1998 (AP Photo/Felice Calabro')

Esattamente vent’anni fa Andrea Pirlo, uno dei più forti calciatori italiani di sempre, ha esordito in Serie A: è accaduto durante Reggiana-Brescia del 21 maggio 1995, durante la terzultima giornata del campionato 1994-1995. Il Brescia era già matematicamente retrocesso e fu battuto per 2-0 dalla Reggiana penultima in classifica. Pirlo entrò nel finale sostituendo il centrocampista Marco Schenardi: aveva compiuto sedici anni tre giorni prima. Ad oggi, Pirlo ha giocato 508 partite di Serie A con cinque squadre diverse, segnando in tutto 60 gol.

Quella contro la Reggiana rimase l’unica presenza in Serie A nella stagione 1994-1995. Nel 1995-1996 giocò solo col Brescia Primavera, mentre nella stagione successiva il Brescia si trovava ancora in Serie B. Fin dall’inizio della sua carriera Pirlo fu considerato una specie di fenomeno, con una visione del gioco e una tecnica molto rare. Nei primi anni da professionista Pirlo giocava da trequartista, subito dietro gli attaccanti. Si fece notare soprattutto nella Nazionale Under 21, dove giocò e segnò molto: 15 gol in 37 partite. Col Brescia disputò la sua prima “vera” stagione in Serie A fra il 1997 e il 1998, segnando anche quattro gol. il primo lo segnò il 19 ottobre 1997 contro il Vicenza, su passaggio dello storico attaccante del Brescia Dario Hubner.

Fra il 1998 e il 2001 passò invece due stagioni piuttosto complicate all’Inter – che lo aveva comprato nell’estate del 1998 – in mezzo a due prestiti alla Reggina e al Brescia. Nel 2001 fu coinvolto in uno scambio che tutti i tifosi milanisti ricordano ancora a memoria: Pirlo fu acquistato dal Milan per 35 miliardi di lire (una cifra “normale” per un buon giocatore, all’epoca) più il difensore croato 30enne Dražen Brnčić, che però non all’Inter non giocò mai.

Carlo Ancelotti, l’allora allenatore del Milan, lo fece giocare da centrocampista centrale basso per mancanza di alternative nel ruolo. Pirlo diventò nel giro di pochi mesi un centrocampista meraviglioso e unico, secondo molti uno dei migliori playmaker di tutta la storia del calcio, ricoprendo poi lo stesso ruolo anche in Nazionale: il modo in cui ancora oggi imposta il gioco della squadra e rende pericolosa un’azione d’attacco in un attimo – con un lancio, un passaggio filtrante o una finta – lo rendono un giocatore raro e spettacolare a vedersi.

Col Milan ha vinto tutto – fra cui due scudetti, due Champions League e un Mondiale per club – ed è andato via nel 2011, quando aveva 32 anni ed era considerato da molti in declino: erano già passati cinque anni da quando aveva vinto i Mondiali, per esempio. Alla Juventus gioca titolare da quattro stagioni ottenendo prestazioni di altissimo livello, e si è ulteriormente specializzato nel segnare da calcio di rigore e calcio di punizione (tant’è che oggi se ne tirano alcune “alla Pirlo”): al momento in tutta la sua carriera ha segnato 28 gol su punizione in Serie A, uno solo in meno dell’attuale detentore del record Siniša Mihajlović. Fra tre settimane giocherà la sua quarta finale di Champions League della sua carriera.

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