Helsinki, nel 2011 ( VESA MOILANEN/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 14 maggio 2015

La Finlandia è in recessione

Negli ultimi sei mesi il suo PIL è diminuito: c’entrano la crisi di Nokia, le sanzioni dell'UE alla Russia e il calo delle vendite della carta

Helsinki, nel 2011 ( VESA MOILANEN/AFP/Getty Images)

Mercoledì 13 maggio sono stati pubblicati da Statistics Finland – l’ente pubblico di statistiche dello stato – i dati sull’economia della Finlandia degli ultimi mesi. I dati hanno mostrato che nel primo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo della Finlandia è diminuito dello 0,1 per cento. Considerando che già nel trimestre precedente il PIL della Finlandia era diminuito dello 0,2 per cento, il paese può essere definito in recessione. Già da alcuni anni la Finlandia è in in stagnazione economica.

Le diminuzioni del PIL finlandese sono minime, ma sono particolarmente importanti perché riguardano uno stato che fino a pochi anni fa era definito la “tigre nordica”, la cui economia era tra le più solide dell’Unione Europea. Proprio il governo della Finlandia aveva per esempio in passato apertamente supportato la la volontà della cancelliera tedesca Angela Merkel di imporre agli stati dell’Unione Europea una forte disciplina economica. E proprio la Commissione Europea deciderà tra due settimane se aprire una revisione amministrativa nei confronti dell’economia della Finlandia, una revisione che potrebbe finire con una multa nei confronti dello stato finlandese. La Finlandia è un paese di 5,4 milioni di abitanti, la cui economia rappresenta l’1,9 per cento di quella dell’Unione Europea.

La recessione economica della Finlandia non dovrebbe avere grandi conseguenze sugli altri stati dell’Europa. Eero Lehto – economista finlandese che lavora per il Labour Institute for Economic Research di Helsinki – ha spiegato al New York Times che le cause principali della recessione finlandese sono tre: la crisi di Nokia, le sanzioni imposte dall’Europa alla Russia e la diminuzione delle vendite di carta, prodotta dai molti alberi delle foreste finlandesi.

La diminuzione nelle vendite di carta sono dovute, ha spiegato Lehto, alla crescita dei dispositivi digitali. E sempre i cambiamenti nel settore digitale sono responsabili della crisi di Nokia, società leader delle telecomunicazioni fino ad alcuni anni fa la cui divisione che produce smartphone è stata comprata nel 2014 da Microsoft. Nel 1998 il fatturato di Nokia, la più grande società finlandese, era pari a circa il 4 per cento del PIL dell’intera Finlandia. Negli ultimi anni la società non è riuscita però a competere nel mercato degli smartphone, ormai dominato da Apple e Samsung, diventando quindi la seconda causa della recessione finlandese. La terza e ultima causa individuata da Lehto c’entra invece con la diminuzione delle esportazioni finlandesi in Russa, che è il terzo più importante partner commerciale della Finlandia, dopo Germania e Svezia. Le esportazioni sono diminuite a causa delle sanzioni imposte dall’Unione Europea alla Russia durante la guerra in Ucraina.

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