Il governo ha ottenuto la prima fiducia sull’Italicum

Con 352 favorevoli e 207 contrari, è stato approvato il primo articolo della riforma della legge elettorale; domani si va avanti

Il governo ha ottenuto la fiducia sull’articolo 1 della riforma della legge elettorale, il cosiddetto Italicum, con 352 favorevoli, 207 contrari e un astenuto. Alla fine la fiducia è stata votata da quasi tutti i deputati del PD – anche 50 su 70 deputati bersaniani – e dai deputati di NCD, Scelta Civica e Centro Democratico, tra gli altri. La discussione e il voto proseguiranno giovedì alle 10.40 con l’articolo 2 e alle 16 sull’articolo 4, sempre con voto di fiducia. L’articolo 3 è stato già approvato nella stessa forma da Camera e Senato. Il voto finale sull’intero provvedimento si terrà invece la prossima settimana, senza voto di fiducia.

em 29 Aprile 201516:54

Presenti – 560
Votanti – 559
Favorevoli – 352
Contrari – 207
Astenuti – 1

La Camera approva con fiducia il primo articolo della legge elettorale.

em 29 Aprile 201516:52

È finita la seconda chiama e la votazione si è conclusa, tra poco i risultati.

em 29 Aprile 201516:41

Seconda chiama, ci siamo quasi.

em 29 Aprile 201516:29

È ancora in corso la prima chiama. Siete ancora lì, vero? È la democrazia!

Francesco Costa 29 Aprile 201516:21

Le ministre Boschi e Pinotti.

Francesco Costa 29 Aprile 201516:16

Scrive l’Huffington Post che 50 dei circa 70 deputati di “Area Riformista” – la corrente di minoranza del PD che fa riferimento a Bersani – hanno deciso di dissociarsi da Bersani e votare la fiducia al governo. Questo è il documento con cui descrivono la loro scelta:

“Aver messo la fiducia sulla legge elettorale è un atto che si sarebbe potuto evitare. In queste ore veniamo chiamati a esprimere ad alta voce la nostra posizione. Dovremo dire se confermiamo la nostra fiducia al governo oppure no. Lo facciamo di fronte ai cittadini italiani. Se non ci fossero i numeri il governo cadrebbe, con tutte le conseguenze del caso. E cadrebbe sulla legge elettorale. Tutti riconoscono che la legge elettorale uscita dal senato sia molto migliore di quella votata dal pd nel primo passaggio alla camera. E se è migliore è grazie alle modifiche significative frutto soprattutto del lavoro di area riformista e del dialogo dentro il pd. Un risultato che abbiamo il dovere di rivendicare con forza anche se non condividiamo il numero eccessivo di eletti bloccati. L’abbiamo detto, scritto e lo confermiamo. Ma questi motivi sono sufficienti per far cadere un governo, il nostro governo, e per di più in questa fase delicatissima per l’italia?
Noi di area riformista che abbiamo deciso di votare la fiducia crediamo di no. Per questo la votiamo”.
Far cadere il governo del pd sarebbe una scelta irresponsabile e autolesionista. Che non possiamo condividere. Ma questo non ci impedisce di dire che riteniamo un grave errore aver continuamente esasperato i toni. Questo passaggio poteva essere gestito in modo del tutto diverso e meno conflittuale. E le forzature, iniziate con il jobs act sui licenziamenti collettivi, e proseguite anche in questi giorni fino alla raccolta di firme tra i segretari regionali e provinciali fatta in una fase così delicata sono state degli errori. Come se sul territorio non ci fossero già abbastanza problemi. Così si è solo dimostrato una volta in più che le prove muscolari non portano lontano. Chiunque le faccia. Non votare la fiducia non è una dimostrazione di coraggio. È Una scelta politica. E la nostra scelta è sempre, coerentemente, invece quella di migliorare i provvedimenti e costruire le condizioni del dialogo e dell’unità nel pd. In modo ostinato.
Contro gli estremisti e i tifosi. Un ruolo molto scomodo. Del resto il nostro riferimento è sempre stato e rimane la carta d’intenti dell’ “italia giusta”. Abbiamo sempre creduto che il punto di equilibrio sulle riforme si potesse trovare non concentrandosi solo sulla legge elettorale ma sull’equilibrio tra la nuova legge elettorale e le riforme istituzionali.
“In particolare sulle funzioni e sulla Conseguente composizione del senato. Noi- prosegue il documento dei 50 deputati di area riformista- ci crediamo veramente. Su questo punto il ministro delle riforme due giorni fa ha usato in aula parole di disponibilità che oggi il presidente del consiglio ha pubblicamente rilanciato. Sono solo parole o sono impegni concreti? se sono impegni concreti allora per noi devono subito tradursi in fatti e proposte chiare. Migliorare la riforma della costituzione diventa determinante per migliorare gli equilibri e quindi il profilo democratico delle intere istituzioni. Questo è strettamente connesso con la legge elettorale. Determina l’assetto complessivo e quindi il giudizio sulla qualità delle riforme. Una cosa che sarebbe utile all’italia e agli italiani. Il nostro impegno proseguirà senza sosta sui temi dello sviluppo, del lavoro e della giustizia sociale, che rappresentano oggi le preoccupazioni principali delle cittadine e dei cittadini italiani e che sono il fondamento di una azione riformista di sinistra. Lo faremo dalla nostra salda posizione di minoranza del partito, una minoranza solida, autonoma nelle scelte e responsabile nei comportamenti”.

Francesco Costa 29 Aprile 201516:11

Luigi Di Maio del M5S.

em 29 Aprile 201515:49

Siamo alla F di Ferraresi, la chiama dovrebbe durare meno di un’ora.

em 29 Aprile 201515:35

Il dibattito è terminato e inizia la votazione, con la prima chiama: ogni deputato passa sotto al banco della presidenza ed esprime a voce il suo voto.

em 29 Aprile 201515:33

Interviene Guglielmo Epifani del PD parla di un pericoloso precedente e annuncia che non parteciperà al voto, come deciso anche da altri suoi colleghi.

em 29 Aprile 201515:31

Alfredo D’Attorre del PD parla della fiducia come di una “scelta inconcepibile” e interviene in dissenso rispetto alla decisione del suo gruppo parlamentare. D’Attorre è tra i più convinti detrattori del governo Renzi all’interno del PD. Parla di “una macchia non facile da cancellare su questo governo e su questa legislatura”, e per questo motivo non parteciperà alla fiducia.

em 29 Aprile 201515:29

Enzo Lattuca del PD definisce un “fatto gravissimo” la decisione del governo di porre la fiducia della legge elettorale. Lattuca è del 1988, è il più giovane parlamentare della storia della Repubblica. “Risponderò comunque alla chiama”.

em 29 Aprile 201515:27

Marantelli conferma che il gruppo parlamentare del PD voterà la fiducia. Ora iniziano gli interventi a titolo personale con il deputato Pierpardo Vargiu di Scelta Civica: “Non mi piace questa legge elettorale […] ma la voterò ugualmente perché è meglio di ciò che abbiamo ora, dico da liberale”.

em 29 Aprile 201515:23

Marantelli ricorda a Gelmini che Forza Italia ha cambiato idea sulla legge elettorale per quanto accaduto con l’elezione di Mattarella, “non certo per motivi di contenuti” legati alla stessa legge, votata alla Camera in un passaggio precedente e poi anche al Senato.

em 29 Aprile 201515:19

Interviene Daniele Marantelli del Partito Democratico: ricorda che la fiducia nel Parlamento tra l’opinione pubblica è ai suoi minimi, “al 7 per cento”. Poi cita i problemi della crisi economica, a partire da quelli della disoccupazione: “la nuova legge elettorale insieme alle altre riforme istituzionali è un passaggio fondamentale per affrontare le altre riforme” per il paese.

em 29 Aprile 201515:16

Cozzolino dice che il Movimento 5 Stelle “voterà convintamente contro il governo”.

em 29 Aprile 201515:10

È il turno di Emanuele Cozzolino del Movimento 5 Stelle: “Oggi quando ognuno pronuncerà ‘favorevole’ o ‘contrario’ ci divideremo tra chi ha deciso di partecipare o meno a una violenza di gruppo nei confronti della Camera”.

em 29 Aprile 201515:02

Interviene Mariastella Gelmini di Forza Italia e critica Renzi per avere accorciato i tempi della discussione sulla legge “non nascondo di avere serie perplessità su una legge che in assenza di elezione diretta del presidente della Repubblica rischia di creare squilibri nel sistema democratico”. Esprime delusione per l’impossibilità di avere una legge condivisa, “un’occasione politica su cui si era speso con generosità il presidente Berlusconi”. Forza Italia non voterà la fiducia.

Francesco Costa 29 Aprile 201514:58

La ministra Maria Elena Boschi al suo arrivo in aula.

Francesco Costa 29 Aprile 201514:55

Intervistato dal Messaggero, Bersani ha suggerito che nel suo partito esista anche un problema con le feste.

«Si ricordano degli ex leader per chiedere loro lealtà solo quando si tratta di votare queste fiducie, non quando ti rimuovono dalla commissione o non ti invitano alle feste»

em 29 Aprile 201514:52

A proposito di Fabrizio Cicchitto, di Nuovo Centrodestra, tocca a lui intervenire. “Non è una legge eccezionale da nessun punto di vista, è una legge – se vogliamo dirla tutta – frutto di mediazioni politiche, di una mediazione tra le anime del PD, tra Renzi e Forza Italia e tra Renzi e il Nuovo Centrodestra” dice Cicchitto, citando le varie modifiche apportate rispetto al testo originale. Ricorda che Forza Italia ha votato a favore della legge in Senato, per poi cambiare idea dopo l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, per il metodo non condiviso seguito.

Francesco Costa 29 Aprile 201514:47

Uno scambio di sguardi tra Cicchitto e il fotografo.

em 29 Aprile 201514:43

Interviene Arturo Scotto di Sinistra Ecologia Libertà, “Non c’è dialettica, non c’è confronto, e non c’è nemmeno il compromesso: o si fa come dico io o tutti a casa” dice indirizzandosi al governo, parlando di una “politica sempre alla resa dei conti” che porta lontani dall’idea di politica come “bene comune”. E poi cita Norberto Bobbio “dove parla di democrazia minima” e accusa il governo Renzi di portare il paese “sotto la soglia critica della democrazia minima”. Sinistra Ecologia Libertà non voterà la fiducia.

em 29 Aprile 201514:36

È il turno di Andrea Mazziotti Di Celso di Scelta Civica: “Non siamo contenti che sia stata messa la fiducia”. Aggiunge che comunque il suo gruppo parlamentare pensa che il governo debba andare avanti, facendo un discorso politico più ampio sui piani del governo.

em 29 Aprile 201514:29

Invernizzi dice ironicamente che “Renzi ci ha fatto capire che parole come dibattito parlamentare nel 2015 sono superate”, parlando del sistema che ha usato per fare procedere la legge elettorale alla Camera, con la fiducia. La Lega Nord non voterà la fiducia.

em 29 Aprile 201514:22

Tabacci dice che Per L’Italia voterà la fiducia, ora è il turno di Cristian Invernizzi della Lega Nord.

em 29 Aprile 201514:18

Sembra passato un secolo dai “Marxisti per Tabacci“, invece sono appena un paio di anni.

em 29 Aprile 201514:15

Interviene Bruno Tabacci di Per L’Italia – Centro Democratico e critica Forza Italia per avere partecipato inizialmente alla stesura della legge e per essersi poi smarcata, anche se nell’impianto la legge è rimasta tale e quale. Tabacci ricorda anche gli scontri all’interno del PD, con la sua minoranza che stava portando verso una sorta di trattativa interna sulla legge, al di fuori del Parlamento.

Francesco Costa 29 Aprile 201514:11

Roberto Giachetti, deputato del PD, ha pubblicato e diffuso su Twitter questo video di un vecchio discorso in cui Pier Luigi Bersani diceva, a proposito della legge elettorale: «Se non si accetta l’idea che la legge che uscirà non ci piacerà del tutto, tanto vale riposarsi, perché noi ci terremo quella che abbiamo».

em 29 Aprile 201514:06

È il turno di Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia, che definisce “un rito” le dichiarazioni sul voto di fiducia perché tutto “è già stato deciso”. “Questo governo non ha mai avuto il voto del popolo, è un governo che non è mai stato santificato dal voto popolare”, quindi Renzi non può dire che lo strumento della fiducia è la migliore espressione della democrazia, osserva La Russa: “La fiducia è un modo ricattatorio di confrontarsi col Parlamento: o voti come dico io o cade il governo, e la tua permanenza in Parlamento, caro parlamentare”. Fratelli d’Italia voterà contro.

em 29 Aprile 201514:02

Mara Mucci, deputata eletta in Emilia Romagna, ha presentato le sue dimissioni il 27 gennaio 2015, ma è da tempo che critica il Movimento. In un’intervista a Repubblica dello scorso novembre aveva detto: «Sono tre giorni che ho mal di testa. Dalle espulsioni al direttorio, questa storia fa stare male chi ha creduto nel progetto originario del Movimento 5 Stelle: un progetto in cui non c’erano capi, ma solo un garante: Beppe Grillo”.

em 29 Aprile 201514:00

Tocca a Mara Mucci di Alternativa Libera, eletta con il Movimento 5 Stelle, che ha poi lasciato. Mucci accusa Renzi di non avere consultato tutti e di avere deciso di approvare “a colpi di maggioranza” la nuova legge elettorale. 

em 29 Aprile 201513:56

Inizia il dibattito con le dichiarazioni di voto per l’articolo 1 della legge elettorale, interviene Marco Di Lello del Partito Socialista Italiano, e inizia citando Sandro Pertini. Anzi “Pertini Sandro”, ha detto. Poi ha annunciato che il suo partito voterà la fiducia al governo.

Francesco Costa 29 Aprile 201513:50

Ci siamo, la seduta è aperta. Lo streaming è qui.

Francesco Costa 29 Aprile 201513:48

L’opposizione ha protestato contro la scelta di porre la questione di fiducia, parlando di «fascismo renziano» e accusando il governo di «minacciare la democrazia»: alcuni deputati di SEL ieri hanno persino lanciato dei crisantemi in aula durante la discussione. «Le regole non si impongono e non si cambiano da soli», ha scritto Enrico Letta su Twitter. Bersani, invece: «Sulla democrazia un governo non mette la fiducia. Si sta creando così un precedente davvero serio, di cui andrebbe valutata la portata. Questa fiducia io non la voterò». Civati ha detto che si tratta di «una scelta forzata, non giustificata da nessun elemento, né numerico, né politico, e molto discutibile sotto il profilo regolamentare».

Renzi si è difeso dalle critiche con una lettera pubblicata oggi dalla Stampa.

Abbiamo messo la fiducia perché dopo aver fatto dozzine di modifiche, aver mediato, discusso, concertato, o si decide o si ritorna al punto di partenza. Se un Parlamento decide, se un governo decide questa è democrazia, non dittatura. Se il Parlamento rinvia, se il governo temporeggia, il rischio è l’anarchia. È una grande lezione del miglior pensiero costituzionale di questo Paese, non è necessario aver fatto la tesi su Calamandrei per saperlo.

Francesco Costa 29 Aprile 201513:41

Al momento l’esito dei tre voti sembra scontato a favore del governo, per tre motivi. Il primo è che ieri la Camera – con voto segreto, e senza questione di fiducia – ha respinto a larghissima maggioranza le questioni pregiudiziali di costituzionalità e di merito presentate dall’opposizione; il secondo è che la decisione di porre la questione di fiducia ha generato moltissime proteste da parte dell’opposizione e della minoranza interna del PD ma ha molto ridimensionato le loro possibilità di fare ostruzionismo; il terzo è che il grande vantaggio di voti che ha il PD alla Camera non dovrebbe essere sensibilmente intaccato dalle decisioni della minoranza del PD, contraria alla decisione di porre la questione di fiducia. Alcuni dirigenti del PD – tra cui Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Stefano Fassina, Pippo Civati e Roberto Speranza – hanno detto che non voteranno la fiducia, ma non è ancora chiaro se decideranno di votare no oppure di uscire dall’aula al momento del voto: e in ogni caso secondo i giornali anche diversi deputati della minoranza del PD alla fine voteranno la fiducia.

Francesco Costa 29 Aprile 201513:36

Intanto che aspettiamo che si cominci: qui c’è l’Italicum spiegato bene. Così capiamo di cosa parliamo.

Francesco Costa 29 Aprile 201513:35

Quindi: si comincia alle 13.45 e si comincia a votare, in teoria, alle 15.25, ma solo sull’articolo 1. Se tutto dovesse andare secondo programmi, giovedì alle 10.40 si voterà la fiducia sull’articolo 2 e alle 16 sull’articolo 4. L’articolo 3 è stato già approvato nella stessa forma da Camera e Senato. Il voto finale sull’intero provvedimento si terrà invece la prossima settimana. 

Qualora la legge fosse approvata senza modifiche, entrerebbe in vigore a partire dal 2016. Qualora il governo dovesse invece non ottenere la fiducia in uno di questi tre voti, non salterebbe solo l’approvazione dell’Italicum: Matteo Renzi dovrebbe andare dal presidente della Repubblica e dare le dimissioni.