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  • giovedì 9 aprile 2015

In Moldavia sono spariti 930 milioni di euro

Tre importanti banche nazionali hanno concesso degli ingenti prestiti che non sanno recuperare, e ora il sistema bancario moldavo rischia di crollare

Circa cinque mesi fa in Moldavia sono spariti circa 18 miliardi di leu (pari a circa 930 milioni di euro) da tre delle banche più grandi e importanti del paese. La scoperta è stata fatta dalla Banca centrale della Moldavia: le tre banche – Banca de Economii, Banca Sociala e Unibank – hanno concesso dei prestiti a destinatari che ora non risultato più rintracciabili. La sparizione di 930 milioni di euro, scrive AFP, rischia di destabilizzare l’intero sistema bancario della Moldavia, che è tra i paesi più poveri di tutta Europa: il denaro sparito corrisponde infatti al 15 per cento del PIL nazionale.

Le tre banche coinvolte nei misteriosi prestiti conservano circa un terzo del denaro di tutto il paese, incluso quello destinato al pagamento delle pensioni. I prestiti, stando a quanto ricostruito finora, sono stati distribuiti nel corso di più giorni, poco prima delle elezioni parlamentari che si erano tenute il 30 novembre scorso. Un rapporto di una commissione parlamentare incaricata di indagare sul caso è arrivato alla stampa locale: dice che parte del denaro potrebbe essere stato trasferito a quattro banche russe. Il leader dell’opposizione, Igor Dodon del Partito Socialista, ha detto di credere che il denaro sia finito sui conti di diverse società offshore che ne “hanno fatto perdere le tracce”. Donon ha aggiunto: «Il denaro è stato concesso con la consapevolezza che non sarebbe mai stato restituito».

Per evitare che crolli l’intero sistema bancario moldavo, la Banca centrale della Moldavia è intervenuta nella gestione delle tre banche coinvolte nel caso, che ora rischiano il fallimento. Le banche hanno ricevuto un prestito dalla Banca centrale pari a 9,4 miliardi di leu (circa 490 milioni di euro) che doveva essere restituito entro il 27 marzo. Ad oggi però i soldi spariti non sono stati ancora recuperati, le banche non hanno restituito il prestito e la situazione continua a essere molto precaria. Il presidente della Lega delle banche della Moldavia, Dumitru Ursu, ha detto a AFP: «Sono sicuro al 100 per cento che il denaro non verrà restituito e che la differenza si tramuterà in debito pubblico». Ursu ha anche accusato di negligenza la Banca centrale e l’autorità che si occupa di vigilare sui trasferimenti di denaro e su episodi di corruzione. Diversi analisti, scrive AFP, dicono che l’inazione delle due istituzioni sia stata in qualche modo ordinata da politici influenti del paese: finora, comunque, non c’è alcuna prova.

La Moldavia è uno stato di 3,5 milioni di abitanti nell’Europa orientale, che si trova tra la Romania e l’Ucraina (viene chiamata anche col nome romeno di Moldova, soprattutto dalla sua indipendenza nel 1991). Le ultime elezioni moldave sono state vinte di poco dal Partito Socialista, di orientamento filo-russo, ma i partiti filo-europei hanno trovato un accordo per formare un governo e nel febbraio 2015 Chiril Gaburici, del Partito Liberale Democratico della Moldavia, ha giurato come primo ministro. La moneta nazionale della Moldavia, il leu, ha perso il 42 per cento del suo valore tra l’1 novembre e il 18 febbraio, prima di riguadagnare qualche punto nelle ultime settimane.

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