• Mondo
  • domenica 30 novembre 2014

Le elezioni in Moldavia

Dal 2009 il piccolo paese dell'Europa orientale è guidato da un governo filoeuropeo, ma ci si aspetta un aumento dei voti per i partiti pro Russia

Si tengono oggi, domenica 30 novembre, le elezioni parlamentari in Moldavia, una nazione di 3,5 milioni di abitanti nell’Europa Orientale tra la Romania e l’Ucraina (chiamata anche col nome romeno di Moldova, soprattutto dalla sua indipendenza nel 1991). Dal 2009 governa il paese una coalizione di tre partiti europeisti, che negli ultimi quattro anni sono riusciti ad imporre notevoli riforme economiche e ad aumentare il PIL del paese del 20 per cento, rafforzando i rapporti commerciali con l’Unione Europea. Uno dei risultati più significativi del governo, che è guidato da circa un anno dal 51enne Iurie Leancă, è stata la firma di alcuni accordi di natura politica ed economica con l’UE, avvenuta nel giugno del 2014 e approvata dal parlamento europeo due settimane fa (la Moldavia effettua il 45 per cento dei suoi commerci con i paesi dell’Unione).

Le politiche del governo e il recente accordo con l’UE hanno però provocato un peggioramento dei rapporti politici e commerciali con la Russia, con cui la Moldavia ha estesi legami storici e culturali (ha fatto parte dell’Unione Sovietica fino al 1991). In Russia, è attualmente in corso un embargo contro molti prodotti alimentari moldavi fra cui vino (di cui per anni la Moldavia è stato il principale esportatore all’interno dell’URSS), carne e prodotti agricoli: ed è un grosso problema, per un paese molto povero e la cui economia dipende in larga parte dalle esportazioni alimentari. Per questi motivi – e, come suggeriscono molti esperti, per il timore di un conflitto armato simile a quello in corso nel sudest dell’Ucraina – negli ultimi mesi i partiti politici esplicitamente filorussi, secondo i sondaggi, hanno guadagnato nuovi consensi (molti associano anche la situazione economica, ancora piuttosto negativa, all’avvicinamento all’Europa). Il partito più votato del paese dovrebbe risultare il Partito Comunista, che non è filorusso ma intende rivedere alcuni dei patti firmati con l’UE.

Cos’è la Moldavia
La Moldavia è un piccolo stato di circa 3,5 milioni di abitanti che confina a est con l’Ucraina e a ovest con la Romania. La sua capitale è Chișinău, al centro del paese, e la sua lingua ufficiale è il romeno. È stata definita dal suo stesso presidente Nicolae Timofti «il più povero stato d’Europa». Sin dalla sua uscita dell’Unione Sovietica, è in corso un progressivo “avvicinamento” all’Occidente: oltre a far parte del programma Partnership for Peace della NATO (come l’Ucraina), la Moldavia è nell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, nel Fondo Monetario Internazionale, nella Banca Mondiale, ed è firmataria dello statuto della Corte Penale Internazionale.

moldova

Secondo il Financial Times il 40 per cento della sua forza lavoro vive all’estero, principalmente in Russia. La maggior parte delle persone, inoltre, conosce il russo e guarda programmi della televisione russa. In generale, secondo un sondaggio citato dal Washington Post, i suoi abitanti sono praticamente divisi a metà fra coloro che sostengono un avvicinamento all’Unione Europea e altri che preferirebbero restare nell’area di influenza della Russia. Un territorio nella parte orientale del paese, la Transnistria, circa 14 anni fa si è dichiarato indipendente – sebbene ad oggi non sia riconosciuto praticamente da nessun paese occidentale – ed è costantemente protetto da circa un migliaio di soldati dell’esercito russo.

Di recente
Le ultime elezioni parlamentari sono state vinte dal Partito Comunista, che ha ottenuto il 44,7 per cento dei voti e 48 seggi su 101 del Parlamento. Poiché però la legge elettorale prevede un sistema proporzionale puro, senza premi di maggioranza, i comunisti non sono riusciti a formare un governo: ha ottenuto la fiducia, invece, una coalizione formata da quattro partiti, tre di centrodestra e uno di centrosinistra (il Partito Democratico), tutti filoeuropei. Il più popolare dei quattro – il partito Liberal-democratico, che è arrivato secondo ottenendo il 16,6 per cento dei voti – ha poi espresso il primo ministro, che per quattro anni è stato il segretario del partito Vlad Filat (che nell’aprile 2013 è stato sfiduciato in seguito ad alcune accuse di corruzione). L’anno scorso il parlamento ha votato la fiducia a un nuovo governo, sostenuto dalla stessa coalizione (nel frattempo Alleanza Moldavia Nostra, un piccolo partito, si è fuso con i liberal-democratici): il partito Liberal-democratico, il Partito Democratico e i Liberali.

La stessa coalizione – che secondo alcuni, nel caso di vittoria, potrebbe chiedere ufficialmente di entrare nell’UE – si è presentata unita alle elezioni di oggi, alle quali secondo i sondaggi dovrebbe però ottenere complessivamente fra il 38 e il 43 per cento di voti: in pratica, per formare il nuovo governo, potrebbe essere necessaria un’alleanza col Partito Comunista (che un sondaggio citato da Reuters dà attorno al 24 per cento, nonostante negli scorsi mesi fosse costantemente dato sopra al 30 per cento).

Non è ancora chiaro quanti voti otterrà il Partito Socialista, i cui componenti alle scorse elezioni si erano presentati nelle liste del Partito comunista (la soglia di sbarramento per un singolo partito, in Moldavia, è al 6 per cento) che a questo giro si presenta come esplicitamente filorusso: sui manifesti della propria campagna elettorale, racconta il Wall Street Journal, i suoi candidati posano in alcune foto con il presidente della Russia Vladimir Putin.

Due giorni fa, inoltre, un tribunale ha vietato la partecipazione alle elezioni di oggi di Patria, un partito filorusso guidato da circa un mese da Renato Usatii, un milionario moldavo 36enne che si è arricchito in Russia: Patria è stato bandito per aver ricevuto circa 360mila euro di contributi elettorali dall’estero, cosa vietata dalla legge moldava. Negli ultimi giorni è inoltre circolata l’intercettazione di una telefonata in cui Usatii discute dei suoi legami coi servizi segreti russi. Usatii si è difeso sostenendo che la telefonata è vera ma che alcune sue parti sono state diffuse fuori contesto. Sabato ha detto di essere scappato in Russia. Secondo i sondaggi, il suo partito avrebbe guadagnato fra l’8 e il 14 per cento dei voti: il segretario del Partito Socialista Igor Dodon ha detto che le accuse contro Usatii fanno parte di un piano del governo, dell’Europa e degli Stati Uniti per impedire la formazione di un governo di sinistra nel paese.

foto: AP Photo/Roveliu Buga

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.