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  • domenica 15 Febbraio 2015

Il giornale gratuito israeliano accusato di sostenere Netanyahu

Si chiama Israel HaYom è il più letto di Israele ed è diventato un argomento di discussione della campagna elettorale

Da alcune settimane i partiti politici israeliani stanno facendo campagna elettorale per le elezioni anticipate che si terranno il prossimo 17 marzo e che rinnoveranno il Parlamento (la Knesset): uno degli argomenti di cui si sta parlando di più è il ruolo del quotidiano più diffuso del paese, Israel HaYom (“Israele Oggi”), fondato nel 2007. Nonostante abbia il formato di un normale giornale cartaceo, viene diffuso gratuitamente. In moltissimi lo accusano di essere esplicitamente schierato a favore del governo di centrodestra e del suo primo ministro Benjamin Netanyahu, candidato alle elezioni di marzo per il suo quarto mandato da capo del governo. Netanyahu ha negato che il giornale lo tratti in maniera favorevole.

Perfino il ministro degli Esteri israeliano – Avigdor Lieberman, alleato di Netanyahu – ha chiamato Israel HaYom la «Pravda». Da mesi è in discussione una legge che prevede il divieto della vendita gratuita di giornali nel loro formato regolare: la legge, che non è ancora passata, è sostenuta sia dalla maggioranza che dall’opposizione (e l’Economist scrive che la decisione di indire le elezioni anticipate sia stata presa anche per evitare l’approvazione della legge). L’Economist dice anche che molti israeliani chiamano Israel HaYom “Bibi-ton”, un neologismo che mette insieme l’abbreviazione del nome di Netanyahu – Bibi, da Benjamin – con la parola ebraica che indica il giornale, iton. La scorsa settimana due avvocati hanno presentato una richiesta di 66 pagine alla commissione elettorale israeliana chiedendo che la pubblicazione di Israel HaYom venga sospesa durante la campagna elettorale.

Israel HaYom è stato fondato da Sheldon Adelson, 81enne ricchissimo imprenditore statunitense noto per possedere importanti casino e per essere uno dei maggiori finanziatori del Partito repubblicano. Nel corso degli anni Israel HaYom ha ottenuto sempre maggiore popolarità, fino ad essere letto nel 2014 dal 39 per cento dei lettori di giornali israeliani. I suoi critici sostengono però che Israel HaYom faccia concorrenza sleale mantenendo i prezzi delle inserzioni pubblicitarie molto bassi e sottraendo contributi agli altri giornali. Il parlamentare Eitan Cabel, del Partito laburista israeliano, ha detto in Parlamento: «Israel HaYom non esiste a causa del suo successo in quanto giornale, ma perché è sostenuto da centinaia di milioni di finanziamenti esteri provenienti dal gioco d’azzardo. C’è qualcuno in questa stanza che crede davvero che il modello di Israel Hayom sia normale, per gli altri giornali?».

A soffrire la concorrenza di Israel HaYom, in particolare, è stato Yediot Ahronot, che un tempo veniva letto da più della metà dei lettori di giornali israeliani. Yediot Ahronot è da anni molto critico nei confronti di Netanyahu – anche in modo fazioso, spiega il New York Times: in passato ha pubblicato diversi articoli di gossip sulla moglie di Netanyahu – e in questi giorni sta attaccando sia Netanyahu che Israel HaYom.

Netanyahu da giorni difende Israel HaYom e critica Yediot Ahronot. Settimana scorsa ha scritto su Twitter che l’editore di Yediot Ahronot «sta usando ogni mezzo possibile per rovesciare il governo, chiudere Israel HaYom e riottenere l’egemonia aggressiva che aveva sulla carta stampata» (Nahum Barnea, l’opinionista più importante di Yediot Ahronot, ha detto che Netanyahu «dev’essere ricoverato»). Domenica 15 febbraio Netanyahu ha inviato una risposta alla commissione elettorale riguardo la richiesta dei due avvocati di sospendere le pubblicazioni di Israel HaYom, smentendo di controllarne l’impostazione.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

«Perché l’atteggiamento patriottico dei suoi giornalisti, che deriva da un corretto timore per l’esistenza di Israele e la sicurezza dei suoi abitanti, viene interpretato da coloro che hanno presentato la richiesta come propaganda elettorale pro Netanyahu?»

nella foto: Netanyahu e sua moglie Sara (JACK GUEZ/AFP/Getty Images)