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  • venerdì 9 Gennaio 2015

Cosa è successo venerdì in Francia, in ordine

La storia complicata delle due operazioni di polizia che hanno portato all'uccisione di tre terroristi, tra cui i due fratelli sospettati della strage a Charlie Hebdo, e quattro ostaggi

Verso le 17 di venerdì 9 gennaio, la polizia francese ha compiuto due operazioni – quasi in contemporanea – per fermare tre uomini armati che si erano barricati dentro a due edifici: uno a Parigi (un negozio) e uno in un comune a qualche decina di chilometri dalla capitale (un capannone industriale). La polizia e il governo francese hanno deciso di non diffondere alcuna notizia fino alla conclusione delle operazioni, il presidente Francois Hollande ha parlato prima delle 20: secondo le testate francesi, che citano fonti nella polizia e nel governo, le operazioni si sono concluse con la morte degli uomini armati. Due di questi erano i fratelli Kouachi, presunti responsabili della strage alla redazione di Charlie Hebdo. Quattro persone, tenute in ostaggio nel negozio a Parigi, sono morte e altre quattro risultano essere ferite.

La prima operazione è stata quella di Dammartin-en-Goële, nel dipartimento di Senna e Marna: lì dalla mattina si erano barricati all’interno di un capannone industriale i due fratelli sospettati di avere compiuto la strage di mercoledì 7 gennaio contro la sede di Charlie Hebdo. Poco dopo la polizia ha assaltato un supermercato kosher a Porte de Vincennes, nell’est di Parigi, dove si era barricato un terzo uomo con diversi ostaggi. Le notizie sono ancora molto confuse: secondo la stampa francese, comunque, c’è un legame tra i due episodi. Abbiamo messo insieme alcune cose, in sintesi, per fare chiarezza su quello che si sa per certo e quello che è verosimile ma non è ancora stato interamente confermato. In serata AP ha scritto che un membro del gruppo al Qaida in Yemen ha rivendicato l’attentato a Charlie Hebdo, “per vendicare l’onore” del profeta Maometto.

La giornata dei due fratelli Kouachi
I due sospettati dell’attentato contro Charlie Hebdo – Cherif e Said Kouachi, di circa 30 anni e di origini franco-algerine – sono rimasti uccisi nell’operazione della polizia a Dammartin-en-Goële: secondo diversi media francesi sono usciti dal capannone sparando e sono stati uccisi dalla polizia che poco prima aveva sparato a sua volta. All’interno del capannone c’era anche un ragazzo francese di 27 anni che era riuscito a nascondersi al primo piano dell’edificio e ad avvisare la polizia della presenza dei due uomini armati.

Come i due fratelli siano arrivati a Dammartin-en-Goële non è del tutto chiaro. Stando alle ricostruzioni della stampa francese e internazionale – che per tutto il giorno ha citato fonti della polizia – i fratelli Kouachi sono stati fermati questa mattina in un posto di blocco della polizia sull’autostrada N2, in direzione Parigi. C’è stata una sparatoria senza alcun ferito. I due sarebbero poi fuggiti verso Dammartin-en-Goële, inseguiti dalla polizia, e si sono barricati all’interno di un capannone di un’azienda locale, la Création Tendance Decouverte. Per tutto il giorno si è parlato di “un ostaggio” ma pare che i due non sapessero della presenza del ragazzo 27enne nascosto.

Pochi minuti prima delle 17 diversi giornalisti sul posto hanno cominciato a riferire di spari ed esplosioni provenire dal capannone (non ci sono notizie sicure a riguardo, visto che ai giornalisti è stato impedito di avvicinarsi). Alle 17:16 Agence France Presse ha twittato che i due sospettati erano stati uccisi; le altre testate francesi hanno scritto lo stesso poco dopo. La polizia non ha confermato l’identità dei due uomini, per cui non c’è alcuna conferma ufficiale che si tratti dei fratelli Kouachi: tutti, comunque, lo danno per certo.

Il terzo attentatore, Amedy Coilibaly
Poco prima delle 13.30 un uomo armato è entrato in un supermercato kosher a Porte de Vincennes, nell’est di Parigi. Ha preso una decina di ostaggi – il numero preciso non si sa ancora – ed è rimasto barricato per circa quattro ore. Alcuni media francesi hanno detto che l’uomo ha minacciato di uccidere tutti gli ostaggi nel supermercato se la polizia avesse attaccato i due fratelli Kouachi a Dammartin-en-Goële. Alle 17:15, circa quindici minuti dopo gli spari e le esplosioni a Dammartin-en-Goële, la polizia ha assaltato il supermercato: l’uomo è rimasto ucciso. Molti ostaggi sono stati liberati, tra cui un bambino; quattro sono morti. Tutti i media hanno scritto che l’uomo si chiamava Amedy Coulibaly: notizia, di nuovo, non confermata dalla polizia.

Coulibaly, 33 anni, proveniva da Juvisy-sur-Orge, nella regione di Ile-de-France. Era ricercato dalla polizia francese da giovedì mattina per essere rimasto coinvolto in una sparatoria a Montrouge, a sud di Parigi, in cui era rimasta uccisa una poliziotta. Nel comunicato diffuso dalla prefettura di Parigi, Coulibaly veniva segnalato come ricercato insieme a una donna, Hayat Boumeddiene, di cui invece non si sa ancora nulla. Alcuni hanno ipotizzato che fosse dentro il negozio con Coulibaly, ma Le Monde dice che non è così; secondo altri è addirittura scappata fingendosi un ostaggio. Non ci sono conferme ufficiali. Alcune conversazioni telefoniche hanno rivelato che tempo fa Coulibaly e Cherif Kouachi visitarono a Murat (nel sud della Francia) la casa di Djamel Beghal, un estremista poi condannato per terrorismo. Hayat Boumeddiene, 26 anni, è la compagna di Coulibaly dal 2010. Boumeddiene è ancora ricercata per la sparatoria di ieri a Montrouge.