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  • martedì 30 dicembre 2014

È morta a 51 anni Debbie Purdy, importante attivista per l’eutanasia in Regno Unito

Debbie Purdy era malata di sclerosi multipla da 20 anni, ed era diventata famosa nel 2009 dopo aver vinto una causa molto importante per le persone che chiedevano il riconoscimento del suicidio assistito. Purdy aveva chiesto a Keir Starmer, una specie di procuratore generale, di stabilire in quali circostanze suo marito sarebbe stato perseguito se l’avesse accompagnata in una clinica in Svizzera e l’avesse assistita durante il suicidio. Purdy aveva detto che se il marito rischiava di venire incriminato sarebbe andata in Svizzera quando ancora poteva farlo con le proprie forze, ma in questo modo avrebbe dovuto praticare l’eutanasia prima di quanto avrebbe voluto. Nel febbraio 2010 Keir Starmer pubblicò allora un elenco di motivi che rendono più o meno perseguibile chi aiuta qualcuno a togliersi la vita: i compagni, i parenti stretti e i cari amici della “vittima” avrebbero avuto meno probabilità di venire perseguiti, mentre non c’era alcune attenuante per chi non aveva alcun legame affettivo con il malato – come per esempio i medici.

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